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Più uno

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Immagine presa online dal sito del Telegraph http://www.telegraph.co.uk/ La scorsa settimana è stato il mio compleanno. Ho sempre amato il mio compleanno perché non vedevo l'ora di crescere, di prendere la patente, di avere una casa mia, di vivere libera come l'aria, e diventare una persona importante, perché dal mio punto di vista di piccola megalomane tutti gli adulti erano persone importanti. Poi ovviamente mi piacevano la torta, i regali, gli amici sorridenti che mi festeggiavano. Ora che sono ufficialmente più vicina ai 40 che ai 30, posso dire che sono cresciuta, ho preso la patente, ho una casa mia, ma anche che non sarò mai in grado di fare le grandi cose che avevo pensato da piccola nel tempo che mi rimane, e che è meglio ammetterlo pubblicamente ora, prima di ritrovarmi triste e disillusa fra altri 30 anni. Il mio nome non finirà mai sui libri di storia. Non avrò mai il tempo e le capacità di scrivere dei libri osannati dalla critica e campioni di incassi. ...

Facciamoci del male

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Lo sapevo. Dopo quattro anni che lavoro nella mia azienda, per la prima volta ho preso un giorno di ferie per fare il ponte. Sappiamo tutti com'è andata: nubi, piogge torrenziali e ininterrotte, allagamenti, le trombe dell'Apocalisse eccetera. Essendo il primo ponte che faccio, in assoluto, sono pronta ad assumermi la responsabilità per quanto è accaduto. Personalmente ho fregato il maltempo, visto che a differenza di tutti i milanesi che sono andati via dalla città per rilassarsi (in coda) durante il viaggio in autostrada e (sempre in coda e sotto la pioggia) in qualche ridente località balneare, il mio piano per il ponte era di starmene nella mia mini casa senza porte, pulirla a fondo e poi leggere, ammazzarmi di film e telefilm e dormire saporitamente. Quindi che tempo facesse fuori mi interessava relativamente poco, se non in funzione dell'asciugatura del bucato. Mi sono preparata come una vera professionista del divano. Lunedì scorso ho ordinato online alcuni libr...

A tempo debito

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Ovunque mi giri c'è qualcosa o qualcuno che cerca di farmi sentire in ritardo sulla mia vita, o che mi dice come sono e come invece dovrei essere, o che vuole incasellarmi in una generalizzazione che non mi rispecchia. Mi spiego meglio. Gran parte delle persone che conosco, tutti sulla trentina, si lamentano di essere parte di una generazione in ritardo, perché non siamo ancora sposati, non abbiamo figli, non abbiamo ancora acceso il mutuo per la casa, non abbiamo un lavoro stabile, eccetera eccetera. Le colleghe in ufficio non perdono occasione di snocciolare perle di saggezza su come andrebbe vissuta la vita perfetta. I sedicenti telegiornali ogni tanto tirano fuori servizi che dovrebbero dipingere questa nostra generazione di disadattati (nel migliore dei casi), drogati e mezzi delinquenti. Poi ci sono i film di Muccino, gli articoli sui blog e sulle riviste, insomma, un assedio, un tentativo di lavaggio del cervello per cercare di farmi sentire inadeguata. Io non mi sento inad...

Scappata di casa

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Non sono una persona invidiosa, però c'è una dote che ammiro e che vorrei davvero avere: la capacità di sembrare appena uscita dalle sapienti mani di un sarto, di un parrucchiere e di un truccatore anche se sto scendendo dal treno dopo sei ore di viaggio. Ci sono quelle persone, le vedo spesso in giro. Soprattutto nelle stazioni o negli aeroporti, situazioni in cui io sono sempre trafelata, stanca, sembro una scappata di casa e, soprattutto, sono vestita "da viaggio"; cioè, tradotto, con abiti comodi, per non dire trasandati, scarpe basse, solitamente quelle che sono comode come pantofole e altrettanto impresentabili, occhio spento se è mattina, occhio cerchiato di stanchezza e di trucco colato se è sera; e poi il trolley da una parte, la borsa in spalla, la giacca sul braccio, la pashmina che si attorciglia ai manici della borsa e rischia a ogni passo di strangolarmi e, quando devo passare i controlli all'aeroporto, mi costringe a contorsioni degne dei migliori ci...

Inappetenza

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Inutile nasconderselo, anche se non si direbbe siamo a maggio, e si avvicina l'estate e il momento in cui mostreremo a tutti la nostra bella ciccia bianca accumulata durante l'inverno. Ora, onestamente, non è che sia un problema grave come la desertificazione, il buco nell'ozono, lo scioglimento dei ghiacciai, o il petrolio che si riversa incessante nel Golfo del Messico, o altri drammi di ben altro livello. Però, nel nostro piccolo mondo di benessere e di veline sode come forme di grana e altrettanto intelligenti, diventa difficile avvicinarsi alla fatidica prova bikini con totale noncuranza e sicurezza di sè. Ovvio, la si può ostentare, la sicurezza. Oppure ci si può mettere a una dieta ferrea e non sgarrare mai. Oppure si può fare un calcolo dei pro e dei contro: "Per essere figa in costume 1 mese devo soffrirne almeno 3. Ma chi me lo fa fare?" e continuare a mangiare tranquilla come se niente fosse. Inutile dire che di solito il metodo da me più gettonato ...

Elettra

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Di tutto il greco che ho studiato al liceo mi sono piaciute praticamente solo le tragedie. Certo, la concorrenza erano i paradigmi dei verbi, che ho prontamente rimosso, o, al limite, i filosofi. Che non ho mai capito fino in fondo. In particolare amo le tragedie di Euripide:  "Ahimè, ahime!    Io son d'Agamènnone figlia,    a luce mi die' Clitemnèstra,    l'odïosa figliuola di Tíndaro.    Me chiamano i miei cittadini    Elèttra la misera.    Ahimè, ahi, che gravi travagli,    che vita odïosa e la mia!    O padre, tu giaci nell'Ade:    dalla sposa e da Egisto sgozzato,    tu giaci, Agamènnone". ( Elettra , Euripide, trad. di Ettore Romagnoli) Tutti conoscono il complesso di Edìpo, in cui il figlio maschio sviluppa il desiderio di essere oggetto esclusivo di amore da parte della madre e, conseguentemente, un sentimento di rivalità nei confronti del padre. Freud in ve...