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L'arte di farcire le uova

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Il motto del mio augusto genitore è "non fare oggi quello che puoi fare domani, e se domani trovi qualcuno che lo faccia al posto tuo, fallo fare a lui". Immaginate quindi l'aria esterrefatta con cui Coscienza ed io ci siamo guardate quando, nel bel mezzo della siesta postprandiale, il suddetto augusto genitore ha aperto un occhio e ha mormorato: "Bambine ( sì, ci chiama ancora bambine a 30 anni suonati ), vi va bene se domani vi preparo ( N.B. la prima persona singolare ) le uova ripiene?". La risposta è stato un sì, anche se pronunciato con un tono sommesso causato dalla mia incredulità e dalla convinzione di mia sorella di aver capito male. Premetto ad onor del vero che mio padre sa cucinare forse 3 cose in vita sua, una delle quali è appunto "le uova ripiene". Trattasi nella fattispecie di uova sode divise a metà, il cui rosso viene frullato con tonno, maionese, capperi a chi piace ed eventualmente un filo d'olio. La deliziosa cremina viene...

Travolti

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Ci sono metafore che rispecchiano modi molto diversi di affrontare la vita e le sue difficoltà. C'è il modello Scarlett O'Hara, che va avanti come un caterpillar per raggiungere i propri scopi e non permette che nessuna avversità la abbatta. C'è il modello Dottor Zivago, che si lascia trasportare dal destino come una foglia nella corrente. C'è il modello giunco, che è flessibile e difficilmente si spezza. C'è il modello quercia, che resiste fino a un certo punto e poi crolla. Ce ne sono moltissimi altri, ma i miei preferiti sono questi. Tu vorresti essere lottatrice come Scarlett, e flessibile come un giunco, e ti senti un'idiota quando ti sorprendi a navigare rassegnata alla deriva. Solo che in certi momenti ti senti stanca di nuotare controcorrente, di combattere contro le ondate grandi e piccole, e allora ti fermi a fare il morto a galla per riprendere fiato. E scopri come sia comodo e piacevole, stare lì e pensare "vada a cagare tutto; quello che deve ...

Ricetta per non piangere a una cena d'addio

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Su gentile richiesta della mia amica Muffin Woman Pat (che, almeno lei, lascia dei commenti ai miei post), autrice di un bellissimo blog (che potete leggere qui ), voglio rendere pubblica la ricetta per non sembrare la fontana di Trevi durante una cena di addio. Credo possa funzionare anche in altre occasioni commuoventi, mutatis mutandis .  Occorrente: - 5 o 6 commensali più o meno dediti all'alcool e amanti delle occasioni conviviali; - 1 stendino carico di bucato lavato; - cena da 4 portate: antipasto, primo, secondo e dolce (assicurarsi di dover cucinare, in modo da avere una distrazione e anche un po' di intimità in cucina, il che consente di poter eventualmente versare qualche lacrima, inosservati); - 1 amica propensa a parlare di attori bonazzi con un linguaggio da fare impallidire un camallo; - 1 amica propensa a dare corda a questi discorsi e pronta a cogliere le metafore e a rincarare la dose; - 1 amico in grado di suonare male qualche strumento, e che possibi...