giovedì 3 gennaio 2013

... and we're back!

Buone feste!

Che faticaccia cambiare vita.
Sono stati tre mesi veramente impegnativi e mi rendo conto che avrei avuto molte cose da raccontare day-by-day, ma tutto in una volta è veramente difficile.
Sono entrata in una azienda molto grande e importante, con un ruolo che mi rende orgogliosa, e speriamo che le cose continuino ad andare per il verso giusto.
Certo, ora devo svegliarmi un'ora prima e ci metto molto di più ad andare al lavoro, ma ne vale totalmente la pena.
Ovviamente la mia vita sociale ne ha risentito parecchio, e non parliamo di quella sul web, ogni volta che apro il blog mi viene male a vedere la data del mio ultimo post. Però sono veramente contenta in questo periodo.

Volevo approfittare delle vacanze natalizie per recuperare, ma come al solito ho girato come una trottola e il tempo mi è volato, fino ad ora.

Ricapitolando, sono tornata a casa per le feste, ho assistito mia sorella influenzata, poi sono andata a fare la zia madrina a Venezia (passando per Milano per lasciare la macchina al calduccio nel garage) e a passare lì il capodanno. Non immaginate notti folli in piazza San Marco, perché non sono realizzabili con una nana di due anni, ma il mio scopo era esattamente di fare una cosa supertranquilla. Infatti è andato tutto secondo i piani, abbiamo organizzato una cenetta casalinga con 5 adulti e 2 nanetti urlanti. Il padre del nano numero 2, che per inciso è anche il marito di una mia compagna di corso all'università che mi sta molto simpatica, cercava di convincermi che anche io possiedo un orologio biologico e un istinto materno, e io lo guardavo come se fosse un quadro espressionista parlante. La nana figlioccia mi sta simpatica e mi fa morire dal ridere, ma insomma, non esageriamo. tant'è che, appena la mia Cicci ha potuto scaricarla al padre, siamo schizzate via per le nostre tre ore d'aria e di shopping, che per me si è concretizzato in: pantofole da Oysho, un bel vestitino nuovo da Falconeri (a prezzo di saldo), e qualche cosmetico low-cost.
Quattro giorni veramente ottimi, sia per la compagnia, che per il luogo, che per il clima; a parte ieri, giorno in cui dovevo partire e in cui, ovviamente, diluviava: mi sono bagnata come un pulcino.

Chiunque abbia preso la pioggia a Venezia sa che c'è solo una cosa peggiore di Venezia sotto la pioggia, ed è Venezia sotto la pioggia e con l'acqua alta.  Non so se sono stati i piedi bagnati o la lama d'aria freddina che investe chi sta seduto accanto al finestrino sulla Frecciabianca, o i compagni di viaggio affetti da tisi, ma il risultato è un fantastico raffreddore che mi è scoppiato stanotte. Ora tanto per farmi un altro centinaio di chilometri sono di nuovo a casa da mammà, nel mio lettino, a scrivere, in compagnia di Camilla the dog.

Come al solito non intendo fare buoni propositi che poi non rispetterò, ma prometto di impegnarmi per non lasciare più il blog abbandonato così a lungo. Quindi come si evince da come ho formulato il proposito, non prometto proprio un bel nulla. :)