lunedì 30 gennaio 2012

Camilla e i pinguini

Non ho scritto il resoconto del compleanno della mia amata sorellina, anche se ci siamo divertiti, perché è una di quelle serate di cui è difficile scrivere. Voglio mandarle ancora un bacino e dare un bacino a tutti quelli che hanno partecipato a quella fantastica maratona enogastronomica.

Ma oggi mi preme un altro argomento.

Sabato aveva già iniziato, ma sembrava poca roba, anche se la macchina nel tardo pomeriggio era già ricoperta da un bello strato di soffice neve bianca.
Sabato notte sembrava avesse quasi smesso, e portare Camilla a pascolare non è stata impresa troppo complessa.
Tranquillizzata da ciò, sono andata a dormire serena e sono stata svegliata all'ora di pranzo da mia mamma. Ero ancora tranquilla, finché non ho notato dalla finestra del bagno un mulinare forsennato di fiocchi bianchi che sembrava di vedere un documentario sui branchi di pinguini imperatore in antartide.

Il dramma è stato portare fuori il cane. Un cane bianco alto 30 cm non si trova benissimo a passeggiare in una distesa bianca e ghiacciata di 20 cm. Se non fosse stata all'altro capo del guinzaglio l'avrei probabilmente persa.
All'inizio saltellava come un leprotto, mentre io, travestita da Kenny, arrancavo cercando di non rovinarle addosso. Dopo un po' l'entusiasmo per la novità si è decisamente smorzato, e ha iniziato a guardarmi con uno sguardo implorante che significava: "Ti prego, riportami a casa al calduccio, io non ho le galosce, il piumino e il cappuccio tirato sulla testa", mentre nella mia mente si faceva strada l'immagine di un pupazzo di neve con in mano un guinzaglio rosso e all'altro capo un pupazzino di neve con quattro zampe e la coda.

La morale della giornata: strade cittadine quasi impraticabili, strade di campagna decisamente impraticabili (non credo che rivedremo CìCì prima del disgelo), autostrade fortunatamente pulite. E a Milano c'era il sole.

I Byrds cantavano "For everything there is a season" e io concordo.
Se non è sceso un fiocco di neve durante le vacanze natalizie.
Se abbiamo passato il capodanno con 15°C e non eravamo andati all'estero.
O Inverno, eravamo ormai rassegnati ad aver montato gli pneumatici da neve inutilmente, e la cosa non ci disturbava più di tanto.
Perché ti sei sentito in dovere di recuperare il tempo perduto mettendoti a nevicare praticamente a febbraio? Non venire a dirci che l'hai  fatto per noi, perché sappiamo tutti che non è così.
Per rompere le scatole a me? No, perché a me la neve piace, ma solo se posso starmene in casa a guardarla dalla finestra, magari con una tazza di the caldo in mano. Ma quando devo andare a lavorare, no. Quando devo passeggiare il cane perché mia sorella ha la febbre, no.


lunedì 9 gennaio 2012

Festa fatta, capo ha

Come sempre non farò propositi per il nuovo anno, se non quello di cercare di essere di un umore migliore rispetto all'ultima settimana (rientro al lavoro a dir poco devastante).
Né farò bilanci dell'anno passato, non posso lamentarmi più di tanto ma nel complesso è stato un anno anonimo, senza infamia e senza lode. Parlo a livello individuale, naturalmente, visto che a livello politico-economico è stato un continuo stravolgimento, che per ora non riesco a vedere in senso positivo. Anzi. Questa situazione stagnante mi costringe a restare bloccata dove sono; nel frattempo risate sataniche arrivano dall'open space e mi domando dove le colleghe intendano sistemare il calderone per il sabba.

Mio Dio, è il 2012. Potrebbe essere, secondo gli scienziati di altissimo livello intervistati da Voyager, o l'ultimo anno di vita della Terra o l'anno che segnerà l'inizio dell'era dell'Acquario di cui cantavano i 5th Dimensions. Personalmente spero la seconda, visto che avrò appena finito di pagare le rate della macchina e mi scoccerebbe un po' non potermene godere la piena proprietà.

Le mie feste sono iniziate con il rientro a casa il 23 sera, il barista sotto casa che mi faceva carinamente notare che sembravo uno zombie mentre mi augurava buone feste.
Dirigendomi alle 9 di sera verso l'autostrada, venivo casualmente a sapere che la povera Coscienza vomitava in perfetto stile Esorcista da due giorni; da notare che venivo a saperlo avendo chiamato la diretta interessata, perché entrambi i nostri augusti genitori si sono ben guardati dall'informarmene.
Sta di fatto che la mattina del 24 mi svegliavo con l'ansia che non venisse a casa per Natale. Invece benché pallida e deboluccia, si è messa in macchina con il Dottor R., il quale l'ha poi anche egregiamente sostituita nella tipica maratona di shopping natalizio della Vigilia.

Il virus naturalmente nel giro di un paio di giorni si è fatto strada anche nel mio, di organismo, ma con effetti meno devastanti. Anzi, con effetti positivi: pur avendo trasformato me in una larva umana, ha trasformato al contempo mia sorella in una cameriera vittoriana pronta a farmi la valigia per Capodanno, mentre io le davo istruzioni dal mio letto di dolore; e in un autista che nemmeno Ambrogio che mi conduceva senza problemi verso la meta prescelta, dove i nostri amici già ci attendevano: una dotatissima cascina sulle colline di Montecatini, con un panorama eccezionale, sauna e idromassaggio, tv gigante, playstation, e qualunque altra comodità resa disponibile dalla tecnologia; ma soprattutto l'oggetto che ha dato una svolta alla vacanza: il biliardino da 6.

La sera del 31 mi sono resa conto che il momento 3, 2, 1 BUON ANNO mi imbarazza. Forse perché avrebbe più senso festeggiare l'anno che se ne va, ché almeno sappiamo cosa ci ha dato - o tolto; buon viaggio, Duemilaundici, addio e arrivederci a mai più.

L'anno entrante ancora non ha dimostrato di meritare il mio entusiasmo, quindi mi ritrovo a mormorare il conto alla rovescia timidamente, cercando di non farmi notare, tenendomi un po' in disparte. Praticamente festeggio in play-back. Non che gli auguri ai miei amici non siano sinceri, ma è come se ci credessi poco io per prima. Spero, naturalmente, di venire smentita, visto che sono almeno 6 anni che Paolo Fox prevede grandi rivoluzioni, prevede il grande botto, ma poi niente accade e tutto si riduce alla solita routine, a un lavoro mediamente noioso e poco retribuito, e a una gran voglia di arrivare in fretta all'età della pensione onde potermi finalmente comprare un gatto.

Magari quest'anno è quello buono in cui ci ha beccato.

giovedì 5 gennaio 2012

Monologo dell'abbandono

Pausa pranzo, in ufficio.
Mi distraggo leggendo Tempesta di ghiaccio di Rick Moody e mangiando i miei tramezzini al pollo (e se vi sembrano tristi, sappiate che sono tra i pranzi al sacco meno tristi che mi capiti di mangiare in ufficio). Mr. Big dice che deve riordinare casa, quindi lascio che la lettura mi assorba completamente, non notando un paio di frasi che lui, compagno di chiacchierate in chat, mi scrive.
Non rispondo, e quanto segue è esattamente quello che è successo dopo, se non per il fatto che il turpiloquio è stato edulcorato per non offendere la sensibilità dei già pochi lettori.

Mr.Big: allora vaffancucciolo
non cacaramellarmi
Effe: nuuuu
lo sai che sei la luce dei miei occhi e la crema nel mio caffé
stavo leggendo
pensavo stessi facendo pulizie
ora vado anche a fumare, poi torno
Mr.Big: non ti cacontatterò piu oggi, sallo
addio
(Al principio l'ho presa sul ridere)
Effe: daaaaiiiii pasticcinooooo
ehiiii
prontoooo
ti spammo skype finché nn mi rispondi
sallo
prontoooo
prova
uno due tre, ssssa ssssa sssa
(Poi, sperando in una sua reazione di disgusto, ho iniziato a usare le armi pesanti)
guarda che se non mi rispondi inizio a mandarti gli aforismi amorosi tipo
Sublime quell'attimo, quell'eterno istante fatto di battiti del cuore impazziti, sguardi carichi di desiderio e respiri affannati... sublime quell'attimo in cui tra le tue labbra e le mie c'è solo un bacio...
Ci siamo incontrati perchè doveva succedere..

 .. E anche se non fosse stato quel giorno, prima o poi ci saremmo sicuramente incontrati da
qualunque altra parte.♥
(Poiché evidentemente non funzionava, ho finto disinteresse)
vabbè, torno a leggere allora
 :P
(Ma essere ignorata mi rode, allora non ho resisto e sono passata agli anatemi)
stai accumulando punti karma negativo così, sallo
sei cattivo e antipatico
e anche un po' brutto
se fossi un lama ti sputazzerei
se fossi un gatto ti graffierei le natiche
a sangue
se fossi un chihuahua ti rosicchierei i malleoli
se fossi il tuo divano farei crescere un pezzo di legno sotto la tua schiena nottetempo per farti svegliare tutto spaccato
se fossi un marciapiede ti spaccherei la coppa dell'olio
se fossi una lavatrice ti allagherei casa
mi stai costringendo a lavorare, te ne rendi conto?
la strega cattiva dell'est al tuo confronto è una cara vecchina
fottiti
e sappi che questo lo pubblico
Ora sono qui, abbandonata come Scarlett sullo scalone della casa di Atlanta, nessun cenno di vita da parte sua. Spero che stia bene.