lunedì 21 dicembre 2009

White white week-end -- moaning of a tropical girl

View from my window.
Weather is cold just as it looks, and I spent my Sunday at home, in Milan, trying to keep my feet warm. I was wearing: wool collant, wool socks, jazz trousers, a body, a sweater, a giant polar fleece dressing gown. I drank liters of hot tea. I had hot soup for lunch. Mission impossible, my feet have been frozen since Friday and still are.

By the way, this nice snow turned immediately into ice, and this means: I haven't dared to go in my hometown, and I haven't had my cake. Very sad.
But it was a nice week-end anyway.

venerdì 18 dicembre 2009

Wishlists work!!



Great! Only one corkscrew! A beatiful, professional, patented one!
And, in addiction, the 6 wine glasses I desired.
And, moreover, this gorgeous salad pot, same orange as the bamboo place mats (Gvande Andve)!
Thank you guys, I really appreciated. And now you'll be invited in an almost well-equipped mini-house without doors.

Wishlists definitely work. :)



PS: it is not over yet: my girl-friends, they are wonderful!
I have received 2 pairs of earrings, and really loved them.
Wishlists work, but women in fact don't need them.

giovedì 17 dicembre 2009

Happy Birthday to Me

Today is my birthday!
I like today's being my birthday because:



  1. I feel so loved by everyone
  2. Last night snowed, just a little, so this morning landscape was white and beautiful, but traffic haven't tilted. Perfect match!
  3. All my colleagues seem to care about me... which I know is true only for some of them; but I suspect all the others care more about pastries I brought.
  4. I received a lot of sms
  5. I received tons of e-mails
  6. My mobile provider gave me 30 Lune (point collection) for free
  7. Possibly I'll receive more gifts within Sunday! And, of course, I love receiving gifts... 
  8. Possibly most of the gifts will be corkscrews, and I'll laugh a lot
  9. One of my dearest friends sent this to me: http://www.youtube.com/watch?v=k4SLSlSmW74; she overestimates me... :)
  10. Another friend sent this: http://www.youtube.com/watch?v=70ZMcJjvqeM, and it made my day!
  11. Tonight I'll have happy hour with some of my friends
  12. Saturday night I'll have, hopefully, a great dinner with my other friends
  13. In one week I'll be on holidays!
  14. In two weeks it'll be the last day of the year
  15. My mom will buy my favourite cake and she will put only one candle on it
  16. I am still 26! Don't laugh, I'm serious!! :)
  17. I had an easy subject for this post and I didn't need to go hard at it.
Thanks for reading boring birthday list, and thanks for wishes.

mercoledì 16 dicembre 2009

Reception/2

Alla sesta scampanellata finalmente il concierge si materializzò da chissà dove. Doveva essersi distratto, perchè, come se fosse comparso dal nulla, si trovò a fissare una persona quanto mai peculiare: tanto per cominciare portava un monocolo. Chi porterebbe mai un monocolo al giorno d'oggi?
Invece di un normale completo grigio indossava un tight dal taglio impeccabile e guanti bianchi.
Certo, era perfettamente in stile con l'opulenza retrò dell'edificio, ma più che un concierge sembrava un maggiordomo inglese. Aveva comunque l'aria di uno più avvezzo a comandare che a ricevere ordini, e l'uomo si sentì immediatamente inadeguato e in soggezione, come se fosse un suo superiore.
Forse era lo sguardo: gli occhi nerissimi sembravano scrutare fin nei recessi della sua mente, le sopracciglia arcuate sembravano indicare un giudizio negativo sulla sua persona... e quell'angolo della bocca un po' sollevato in un sorriso - o in una smorfia...
- Ehm... Buona sera, vorrei una camera.
Si meravigliò di se stesso per il tono sottomesso e per non aver sottolineato che erano almeno cinque minuti che attendeva al bancone.
- Buona sera Mr. Crinsom, l'aspettavamo.
- Come sarebbe, scusi? Com'è possibile? Io non ho prenotato... E chi le ha detto come mi chiamo?
- Ma certo che ha prenotato! Sono ormai anni che la aspettiamo! Vede, Mr. Crinsom, questo è un luogo che non esiterei a definire "speciale". D'altra parte, è inutile che io glielo spieghi, no? Ha scelto di venire qui perchè sa che è un posto speciale.
Crinsom rabbrividì a quest'ultima frase. Il tono, era indubbiamente sarcastico. Ma il senso stesso gli fece rizzare i peli sul collo. Come sarebbe? Lui non aveva scelto, era stato un caso fortuito!
- Mi scusi, ma lei deve confondermi con qualcun altro. Io sono qui per caso, il carro attrezzi... è stato il carro attrezzi a lasciarmi davanti al vostro hotel; sa, ho avuto un piccolo incidente...
Si sentì un bambino colpevole - ma poi di cosa?? - e si irritò con se stesso. Ma non poteva fare a meno di usare quel tono esitante.
- Ahahah, che sciocchezze! Mi permetta allora di spiegarle un paio di cose, Mr. Crinsom; mi pare di capire che le siano sfuggiti alcuni passaggi. In primo luogo: lei non ha avuto un piccolo incidente. In effetti ha avuto un grave incidente, e mi spiace doverla informare del fatto che è attualmente deceduto.
Crinsom si sentì le gambe molli, iniziò a tremare, sentì il sudore farsi gelato sul corpo, ma il viso gli andò in fiamme.
- Su, su, cerchi di prenderla con... spirito, se mi perdona il gioco di parole... Mi scusi, ma adoro i calembour, ahahah. Ehm... Tornando alle cose serie, immagino che ora lei possa facilmente intuire che questo non è un albergo di lusso, anche se l'ingresso può trarre in inganno... L'abbiamo appena rimesso a nuovo; il Capo poi è incredibilmente soddisfatto della sua iniziale incastonata nel marmo... Ma sto di nuovo divagando. Allora, ha capito ora dove si trova?
- Al... al... sì, insomma... all'Inferno?
- Esattamente. Ora, solitamente a questo punto io controllo la scheda del nuovo arrivato e indico a quale piano recarsi con il nostro ascensore.
- Ascensore? E Minosse? E tutte le cose che mi hanno costretto a studiare?
- Beh, sì, c'erano, ma sono tecniche arcaiche, ormai superate. Siamo al passo coi tempi anche qui, come vede.
Così dicendo gli mostrò il monitor del computer, dove comparivano tutti gli avvenimenti della sua vita, dal primo minuto all'ultimo.
- Ovviamente - proseguì - questo database è in comune con il "piano di sopra"; sono loro o girarci la pratica quando diventa di nostra competenza. Devo dire che la sua è arrivata da parecchio tempo. Fin da piccolo ha mostrato una encomiabile predisposizione al male. Non un male di alto livello, si capisce, non ne sarebbe stato all'altezza... ma una malignità spicciola che qui viene comunque apprezzata. Però non le nascondo che questo mi mette in seria difficoltà...
(Continua)

lunedì 14 dicembre 2009

Tartine

Dopo aver passato 3 ore del mio sabato a spalmare millemila tartine con i seguenti ingredienti:
- paté di olive
- paté di tonno
- salsa rosa e gamberetti
- burro e salmone
- burro e caviale

ho deciso che non voglio più vedere una tartina fino almeno a Capodanno. E che se ci saranno tartine a Capodanno non sarò stata io a spalmarle.
Nota per il festeggiato: questa è stata una prova di grande amicizia. :)

Ho inoltre deciso che l'idea dell'happy hour a domicilio è fattibile, avendo vieppiù scoperto insospettabili doti di barman in Mr. GP.
Oddio, insospettabili magari no... diciamo che la passione per la degustazione poteva lasciare intuire anche una certa capacità nella preparazione. In ogni caso, un mojito da manuale.

Essendo più volte stata minacciata da tutti gli amici di venire querelata per violazione della legge sulla privacy, o anche di venire direttamente malmenata, per la mia incolumità fisica e mentale non pubblicherò neppure questa volta foto dove compaiano esseri umani a viso scoperto.

Per ora that's all folks, mi fanno male le spalle dopo l'intensissimo incontro di boxe di ieri. Ho perso ma mi sono difesa come una tigre.

venerdì 11 dicembre 2009

Reception

L'uomo si incamminò verso il bancone di marmo nero. Non ricordava come fosse arrivato lì, gli eventi erano confusi nella sua mente, ma era stanco e infreddolito e trovarsi in un posto chiuso e molto riscaldato gli faceva piacere.
Un po' lugubre magari come hotel: tutto marmo nero, acciaio e pesanti tendaggi di velluto. Al centro della hall, intarsiata nel pavimento, un monogramma con una L. Cercò di ricordarsi il nome dell'hotel, ma aveva proprio il vuoto. Ricordava vagamente di aver avuto un guasto alla macchina... no, anzi, un incidente... probabilmente era stato scaricato lì dal carro attrezzi. Forse la botta in testa non era così lieve come aveva pensato all'inizio, avrebbe fatto meglio a farsi visitare; ma era troppo stanco, ci avrebbe pensato domani, ora voleva solo sprofondare in un comodo letto e farsi portare una cena luculliana in camera.
Solo a pensiero di tutte le scocciature che avrebbe dovuto affrontare l'indomani si sentiva stanco. Ma almeno una nota positiva c'era. Avrebbe cambiato macchina, finalmente. Da quando suo cognato aveva comprato la Cayenne non aveva più avuto pace. Doveva avere un'auto non solo pari a quella del cognato, ma migliore. Però che scocciatura dover girare per concessionari... e aveva licenziato la segretaria solo il giorno prima, avrebbe proprio dovuto farlo da solo. Maledizione, pessimo tempismo; ma quando perdeva le staffe non capiva più nulla.
Doveva essere bassa stagione nella zona, il posto sembrava totalmente deserto; chissà come mai tenevano il riscaldamento così alto se non c'era nessun cliente. Inutile spreco di denaro, lui teneva al massimo 15 gradi in casa sua. Col costo dei carburanti poi!
Comunque, benchè un po' troppo pomposo, non era male; pur nella tirchieria amava il lusso, e d'altro canto una persona eccezionale come lui non poteva certo scendere in normali 4 stelle. Doveva prendere il biglietto da visita e tornarci con la sua segretaria. Anzi, meglio, avrebbe affittato una escort, le professioniste sono meglio. Rimane tutto su un piano impersonale. La segretaria invece... l'ultima volta si era arrabbiato a morte, stava quasi per schiaffeggiarla. Quella sciacquetta che si permette di dare un ultimatum a lui. Solo ripensandoci si sentiva affluire il sangue alla testa.
Possibile che non ci fosse un portiere in questo hotel? Preso dall'impazienza iniziò a scampanellare.
(continua...)

mercoledì 9 dicembre 2009

Alla faccia della crisi

Ieri dopo un lauto pasto degno di un giorno festivo, come in effetti era, abbiamo avuto la bella idea di fare una passeggiata... in centro... pessima idea.
Dopo una mezz'ora abbondante fermi in una coda mostruosa siamo riusciti fortunosamente a trovare un posteggio all'aperto, perchè il silos dove ci eravamo diretti con la certezza di trovare posto (perchè è enorme) era pieno.
Dopo di che, altra idea geniale di cui voglio prendermi tutto il merito, ci siamo diretti alla Rinascente, tanto per sbavare un po' sulle borse firmate. Abbiamo rischiato diverse volte di venire calpestati dalla folla, di ricevere spruzzate di profumo direttamente in faccia, di finire tra le braccia di un commesso addetto al traffico sulle scale mobili: "Signori non VI SOSTATE davanti alla scala mobileeeee! Circolareeee!"
E nel vedere il mare di teste dalla balconata del piano rialzato, tra una Gucci e una Vuitton (inavvicinabili e immoralmente care), nel vedere una signora faticare a fare entrare i pacchetti nel bagagliaio della macchina, nel vedere la folla muoversi come un unico serpente, ci siamo domandate a una voce: ma non c'era la crisi? Affameranno i figlioli per poter comprare un profumo di Dior? O fanno fondere le carte di credito in puro stile kamikaze?
Ma soprattutto io ho preso la mia decisione: Natale low cost, solo un pensiero per la famiglia; e acquisti ove possibile fatti su internet. :)

lunedì 7 dicembre 2009

"Come si dice quando si fa festa tra tra due giorni di festa?"

"Ponteeeee!!". (Chi ha incastrato Roger Rabbit? - Ecco il video, la battuta è al min. 4.40 :) http://www.youtube.com/watch?v=_YEfn7VfLvM&feature=related)

Ponte... che bella invenzione i ponti. Per chi li fa.
Io non faccio il ponte. Non festeggio Sant'Ambrogio. Quindi, essendo indubbiamente un lunedì lavorativo mi sono svegliata presto, maledicendo la sveglia e poi maledicendo la radiosveglia (ho dei problemi a svegliarmi la mattina), e infine maledicendo le ore notturne che volano via. Mi sono lavata e vestita e sono uscita nel freddo e inospitale mondo per venire al lavoro.
E queste sono le note negative.
La nota positiva è che ci ho messo un quarto d'ora ad arrivare, la città sembra smilitarizzata, e se il traffico fosse sempre così sarebbe un posto meraviglioso dove vivere...
L'altra nota positiva è che domani mi godrò di più il giorno di festa e mercoledì non mi sentirò troppo destabilizzata nel tornare al lavoro.
Ah ah ah, se insisto ancora un po' finisce che ci credo davvero! Sto cercando di autoconvincermi ma la verità è che avrei voluto dormire fino a tardi, leggere un po', cazzeggiare alla grande... Tutto rimandato a domani.

venerdì 4 dicembre 2009

Era una calda sera di giugno...

La ragazza era in ritardo per la lezione di danza e camminava a passo spedito sul marciapiede.
Era una calda sera di giugno. L'aria della città era soffocante come una camicia di forza e appiccicosa come pece.
Un simile clima avrebbe poturo far impazzire chiunque, e a maggior ragione una persona stanca per la giornata di lavoro, per le settimane passate a far tardi la notte a ballare e bere e per gli ormai sei mesi senza un giorno di ferie; la ragazza diede un'occhiata all'orologio e accelerò ulteriormente il passo.
- Arriverò già fradicia di sudore e le zanzare mi mangeranno viva - pensò
Per fortuna i trent... ehm ventisei anni e le troppe sigarette non si facevano ancora sentire.
"Dling dling" sentì un rumore di campanello alle sue spalle. "Dling dling" di nuovo... strano... il marciapiede era abbastanza ampio da permettere a una bici di superarla senza problemi.
- Sì, volendo essere pignoli si chiama MARCIAPIEDE e non GIRARUOTA, ma insomma, andare in bici sulla vera e propria sede stradale in questa città è praticamente un tentativo di suicidio, io sono una persona elastica e posso essere comprensiva... A meno che...
La ragazza si buttò di lato e si voltò a vedere l'autore dello scampanellio. Era come immaginava. Le intimava di scansarsi perchè LUI e la sua bici dovevano procedere parallelamente alla moglie e alla sua bici, in modo da potersi fare anche una bella chiacchierata! Inaudito... incredibile...
E poi la sentì salire... la rabbia... e sapeva già cosa sarebbe successo.
Niente e nessuno, lei stessa compresa, potevano fermare quel processo, una volta inizato.
- No, dai, non è il momento giusto, sono già in ritardo, non è proprio il momento! - ma era inutile sforzarsi, e già lo sapeva. Sentì i canini farsi più appuntiti, le unghie trasformarsi in artigli affilati come rasoi, i muscoli diventare reattivi ed elastici.
Prima di rendersene conto era già scattata in avanti, all'inseguimento dei due ignari e prepotenti ciclisti. Se la trovarono davanti come se fosse comparsa dal nulla. Non ebbero paura all'inizio, i due idioti... Non descriverò cosa accadde poi.
Dirò solo che l'oggetto nella foto è tutto ciò che resta di loro.

giovedì 3 dicembre 2009

Approcci differenti

Anche se ieri ero troppo spossata non solo per parlarne, ma addirittura per ricordarmene, non è che non siano stati affrontati argomenti pregnanti alla cena del martedì delocalizzata (chiedo scusa per il termine orribile).
Ieri sera, in un momento di lucidità reso possibile dal prolungato contatto delle mie stanche membra col divano, il velo dell'oblio si è finalmente squarciato e mi è tornata la memoria.
Ed ecco la domanda a cui dare risposta:
il tipo di approccio che abbiamo con gli altri dipende dalla personalità e dal carattere di ciascuno o piuttosto da influenze famigliar-ambiental-culturali?
Io sono cresciuta al nord, dove indubbiamente le persone sono più chiuse, ma in una famiglia un po' particolare, quindi non credo di fare testo. Personalmente sono incline a buttarmi nelle situazioni nuove, ma in effetti un po' le inevitabili inculate delusioni della vita, un po' il modo di fare più cauto delle persone che ho avuto la fortuna di incontrare, mi hanno portata a usare un minimo di prudenza in più. Preferisco darmi un po' di tempo per capire se la mia prima impressione viene confermata da una conoscenza più approfondita (di solito è così, ma mica sempre), e mi piace avere il tempo di conoscere bene le persone e vederle in contesti differenti. Inoltre, per timidezza congenita, so di rendere meglio sul lungo periodo piuttosto che sull'immediato.
L'altra scuola di pensiero emersa l'altra sera, e propugnata da un vero uomo del sud, professa invece il "ti do tutto e subito, ma al primo sgarro per me sei morto"; ovvero, il modo di fare ospitale e aperto tipicamente meridionale porta a trattare le persone come fossero famigliari fin dall'inizio, salvo poi ricredersi. Il che per me è molto rischioso: magari investo nel rapporto di amicizia con una persona che poi mi delude o, peggio, mi pugnala alle spalle, e a quel punto poco importa se gli tolgo il saluto, la pugnalata me la sono presa...
Ma sto divagando. Il punto è: siamo tutti diversi fra noi perchè siamo nati diversi o perchè ci diversifichiamo crescendo? Quanto è carattere e quanto è ambiente? E nel crescere in gruppi eterogenei, quanto ci si modella a vicenda, fino ad assomigliarsi un po'?

mercoledì 2 dicembre 2009

Location, location, location

Buffo fare l'ormai classica cena del martedì a casa mia invece che a casa della sua ideatrice. Ora sono destabilizzata, un po' per l'ora tarda che abbiamo fatto, un po' perchè a casa mia si sta di solito verso la fine della settimana, ma oggi è mercoledì e non venerdì.
Avvertenza: declino ogni responsabilità per l'eventuale insensatezza del post; è il sonno, tanto tanto sonno, a parlare tramite me.
Differenze tra i martedì a casa di A. e i martedì a casa di Effe:
  1. Spazio: lo so, ho detto che posso arrivare a 6, ma quel che non ho detto è che se ci riesco mi fanno entrare nel Guinness dei primati. Dobbiamo provare però...
  2. Tempo: A. è bravissima a capire quando deve buttarci fuori perchè "si è fatta una certa"; devo imparare a capire che per quanto mi stia divertendo la mattina dopo si lavora. Infatti oggi sono completamente sconvolta.
  3. Attrezzatura: continuo a non avere un cavatappi nè un servizio di bicchieri decente nè un'insalatiera... CAPITO??
  4. Aftermath: devo rassettare io, ma per la compagnia questo ed altro. :)
Similitudini:
  1. Cibo: esattamente lo stesso: anche ieri sera è stato fornito dalla premiata azienda V.3! Un sentitissimo grazie da parte di tutti i commensali. 
  2. Vino: a litri, come sempre. (e, a proposito, grazie ragazzi per aver portato il vino e il cavatappi)
Ora, forse qualcuno di voi si chiederà qual è il nesso tra il titolo del post, il suo contenuto e l'immagine di apertura. Boh? Io avevo avvertito all'inizio che avrei scrittto in stato si trance. Se interpretando quanto scritto riuscite a tirare fuori dei numeri da giocare per favore fatemelo sapere.
Grazie

lunedì 30 novembre 2009

Spazio vitale

Oggi inizialmente volevo parlare di altro, del mio fine settimana, del mio nuovo taglio di capelli, dei progetti per il mio compleanno e per Natale.
Però, mentre fumavo una meritata sigaretta dopo pranzo, ho iniziato a riflettere su una questione.
Ultimamente mi è capitato di sentire amici uomini, che vivono storie di lungo corso, lamentarsi di sentirsi sempre sorvegliati e con il fiato sul collo.
Quindi mi domando: l'intimità con un'altra persona esclude a priori l'intimità personale, intesa come diritto ad avere un proprio spazio privato?
L'Amore con la A maiuscola impone di condividere tutto di se stessi con l'altro? E soprattutto, il non farlo è indice di scarso attaccamento? L'argomento mi interessa perchè una mia pseudo-storia è finita perchè io non dimostravo sufficiente attaccamento, non mi impicciavo a sufficienza dei fatti di lui (che qui chiameremo Mefistofele, e che a voler essere onesti aveva anche ragione); mentre un'altra mia storia è finita perchè io sono scappata da una situazione di simbiosi che personalmente definirei morbosa, ma che mi rendo conto per alcuni è la norma per non dire il minimo sindacale.
Ovvio, se tieni a una persona ti piace condividere molte cose con lei, e ti aspetti che faccia lo stesso con te. Però le situazioni in cui la fidanzata o il fidanzato ha il monopolio del tuo stesso cellulare hanno qualcosa di malato. Non perchè ci sia qualcosa da nascondere, ma perchè pur nella coppia siamo individui, e mi terrorizza l'idea di un annullamento dell'individualità all'interno di una sorta di entità superiore chiamata "coppia". Inoltre, l'osservazione della realtà mi ha convinta che, se anche all'inizio non c'è nulla da nascondere, a lungo andare è probabile che ci sarà, perchè il desiderio di evadere rischia di diventare più forte del legame e più forte della paura delle conseguenze.
Ma d'altro canto, se si dimostra un attacamento reciproco meno che morboso, se si lascia libertà all'altro, sembra quasi che non ci sia un reale interesse e il risultato sarà lo stesso.
Difficile dilemma.
Su una cosa ho la certezza assoluta però: il mio cellulare e il mio pc sono assolutamente privati, e se dovessi mai beccare il mio tipo - periodo ipotetico dell'irrealtà - a spiarmi gli cavo gli occhi. :)

venerdì 27 novembre 2009

La sindrome da fatturazione

Tale termine definisce il complesso di sintomi, sia fisici, sia psicologici, che compaiono ciclicamente, a cadenza mensile e ripetutamente, prima della fatturazione e scompaiono quando il flusso di DDT (documenti di trasporto) finisce; colpisce le donne che, per problemi di organizzazione aziendale, sono costrette ad occuparsi di fatture e numeri pur non essendo qualificate.

Mentre le impiegate del settore amministrativo, prima del ciclo della fatturazione, non presentano alcun disturbo rilevante, per quelle dell'area acquisti questo appuntamento mensile rappresenta un vero problema, caratterizzato da:
- malessere
- instabilità emotiva
- irritabilità
- depressione.
 
A questi sintomi si aggiungono le difficoltà nelle relazioni interpersonali: la buyer costretta a fatturare può avere un atteggiamento aggressivo con i fornitori che non si decidono a inviare le fatture, con i controller che le stanno col fiato sul collo, con i colleghi che le chiedono favori nel momento sbagliato. Purtroppo talvolta l'aggrssività viene sfogata anche sui propri familiari e amici; se l'avesse, potrebbe rischiare di litigare continuamente con il partner.

I sintomi, che si manifestano solitamente tra il 18 e il 30 di ogni mese, sono: irritabilità e inquietudine, aggressività e facile perdita dell'autocontrollo, variazioni del tono dell'umore e perdita di interesse per le attività quotidiane, ansia, crisi di pianto immotivate* e voglia di piangere, depressione, stanchezza, difficoltà di concentrazione, modificazioni dell'appetito e “voglia di dolce”, perdita della libido**, disturbi del sonno***.


La sindrome da fatturazione purtroppo non è ancora considerata a tutti gli effetti una malattia, ma ciò che è sicuro è che con l'aiuto di un esperto, inteso come esperto in contabilità messo a disposizione della suddetta buyer, si può anche guarire.


*immotivate un c***o, sono in realtà proporzionali alla pila di fatture di lato alla scrivania

**questa mi manca, ma purtroppo non fa differenza

***grazie a Dio mi manca anche questo. Tutto il resto però corrisponde.

giovedì 26 novembre 2009

Romeo and Juliet - Dire Straits

A love struck Romeo, sings a streetsuss serenade,
Laying everybody low, with a love song that he made
Finds a street light, steps out of the shade
Says something like, 'You and me babe, how about it?'

Juliet says, 'Hey it's Romeo, you nearly gave me a heart attack'
He's underneath the window, she's singing, 'Hey la, my boyfriend's back
You shouldn't come around here, singing up to people like that'
Anyway, what you gonna do about it?

Juliet, the dice was loaded from the start,
And I bet, and you exploded into my heart,
And I forget, I forget, the movie song
When you gonna realize, it was just that the time was wrong, Juliet?

Came up on different streets, they both were streets of shame,
Both dirty, both mean, yes, and the dream was just the same, And I dreamed your dream for you, and now your dream is real
How can you look at me as if I was just another one of your deals?

When you can fall for chains of silver, you can fall for chains of gold
You can fall for pretty strangers and the promises they hold
You promised me everything, you promised me thick and thin, yeah
Now you just say, 'Oh Romeo, yeah, you know I used to have a scene with him

Juliet, when we made love you used to cry
You said I love you like the stars above, I'll love you till I die
There's a place for us, you know the movie song
When you gonna realize, it was just that the time was wrong, Juliet?

I can't do the talks, like they talk on the TV
And I can't do a love song, like the way it's meant to be
I can't do everything, but I'll do anything for you
I can't do anything 'cept be in love with you

And all I do is miss you and the way we used to be
All I do is keep the beat, and bad company
And all I do is kiss you, through the bars of a rhyme
Juliet I'd do the stars with you, anytime

Ah Juliet, when we made love you used to cry
You said I love you like the stars above, I'll love you till I die
There's a place for us, you know the movie song
When you gonna realize, it was just that the time was wrong, Juliet?

A love struck Romeo, sings a streetsuss serenade,
Laying everybody low, with a love song that he made
Finds a convenient street light, steps out of the shade
Says something like, 'You and me babe, how about it?'

mercoledì 25 novembre 2009

Quelle brave ragazze (ovvero: non è bravo ciò che è bravo, ma è bravo ciò che piace)

Ogni giorno che passo su questa terra mi convince sempre più del fatto che Einstein avesse ragione. Tutto è relativo.
Ieri sera una bella cena del martedì completamente a scrocco, nessuna massima degna di venire riportata negli annali e nessuno dei presenti in acidità. Però interessante disquisizione sulle caratteristiche che definiscono "brava" una "brava ragazza".
A parte le battute sulla bravura delle ragazze in questione in certi ambiti (che per amore di eleganza chiameremo "esami orali"), le definizioni emerse mi hanno fatto riflettere sul fatto che anche le qualità morali di una persona sono soggettive, proprio come quelle fisiche.
Per esempio:
"E' una brava ragazza, sai proprio una bravissima ragazza?"
"Brava in che senso? Definisci brava"
"Sai una senza vermi in testa?" (Per i non andriesi: senza grilli per la testa, senza troppe ambizioni, tutta casa e famiglia insomma, N.d.A.).
Per me invece una brava ragazza è una che cerca di vivere appieno la propria vita senza fare male agli altri, in modo onesto, che ama la famiglia, gli amici, che è onesta e sincera e dice le cose come stanno senza raccontarsi favole. Il che può anche combaciare col "non avere vermi in testa", ma non necessariamente.
Mediamente nell'immaginario collettivo la brava ragazza è una specie di santa senza aureola, che sopporta tutto senza mai dire male di nessuno, che ha una pazienza da cinese, e che alla fine di solito viene premiata dal matrimonio col principe azzurro; insomma, è una figura mitica che credo sia nata per ispirare alle donne sottomissione e per prepararle alla vita adulta in un mondo maschilista.
Personalmente quelle troppo brave mi insospettiscono molto, non capisco se sono false o represse, terrorizzate del giudizio altrui o in perenne cerca di approvazione; insomma, mi danno l'idea di portare una maschera di buonismo ma di essere sotto sotto delle vipere.
Sono cattiva e sospettosa e dietrologa, lo so, ma io una Biancaneve in carne ed ossa,  una Cenerentola o una Melanie Hamilton (e questa può capirla solo chi è fan di Via col Vento) non l'ho mai incontrata. Quelle buone per davvero insomma.
Inoltre io ho un debole per Scarlett.

lunedì 23 novembre 2009

Acidità

Ieri, essendo domenica, ovvero week-end, ovvero giornata in cui non si è costretti a stare rinchiusi fra quattro mura, era una giornata grigia, uggiosa, che avrebbe tolto il buonumore a Pollyanna.
In più ho fatto il grosso, grosso errore di indossare il mio (bellissimo) maglione verde lime (altrimenti detto verde moda da una certa persona di mia conoscenza) abbinato alla borsa verde lime e a un'ampia serie di altri accessori.
Errore perchè in una giornata grigia quel
particolare colore risulta ancora più schizzante, e ieri mi è sembrato che abbia anche la capacità di influire in qualche maniera sul normale pH umorale delle persone. :)

Va bene, sto scherzando, però la concomitanza è stata quantomeno ironica. E temo che quell'acidità serpeggiante mi porterà a non indossarlo mai più.

Altro motivo che mi costringerà a bandire il maglione incriminato: J. e io abbiamo preparato la torta peggiore della storia. Il colore del maglione credo abbia avuto un ruolo, anche perchè se fai una torta in un ambiente al pH tra 0 e 1 (acido cloridrico) di sicuro non lievita. In più credo che Lo Chef abbia fatto una macumba alla sua cucina, per cui chiunque altro ci si avvicini non può che combinare disastri. Mi sento tuttora in colpa, e in più mi ci vorranno eoni per riscattare la fama di pessima pasticcera che da ieri mi si è appiccicata addosso. Sob.
Insomma, si potrebbe pensare che non sia stata esattamente una bella giornata, invece non è così. Per fortuna le persone presenti ieri sono tutte talmente carine intelligenti e spiritose che, personalmente, mi sono fatta un sacco di risate.
Però il consiglio spassionato rimane uno solo. Mai indossare colori acidi in una giornata grigia.

P.S.: nell'immagine: la colazione di G.P. :)
P.P.S.: Oggi c'è il sole, ovviamente...

venerdì 20 novembre 2009

Wishlist

I just realized that in 27 days it will be my 26th birthday (for the fifth time... :)).
In 34 days it will be Christmas also, that is, it will be soon gift time for me! 
If, as it always happens, friends and relatives don't know what to buy but they really really really want to buy something, take a look at my Wishlist for this year.

From the upper row, left to right:
- decent wine glasses
- a decent corkscrew
- Apple i-Pod earphones (with remote control)
- Still Crazy DVD
- Nokia N97 (this is for my sister and parents... please only this from you all and for both birthday and 'Xmas... please!)
- Ronson Aurora lighter




I have the premonition I will receive 10 corkscrews... :)
Ok, I'll be back later with something more interesting for other people than me.

giovedì 19 novembre 2009

Le couché de la marieé


Yes I know I'm not married. But while searching images I found this one, which I used to have hanged in my bedroom in my father's house. It was not a copy in that case...
Don't know if it is there anymore, I really hope so as I made sweet dreams of having maids and a bed like that. :)
Anyway, my searching was connected to the fact that I went to bed really early last night, after yawning all the day, and risking to fall asleep on the keyboard of my PC a hundred times. The woman in the picture looks tired just like me, to give the idea.
The differences are: I don't  have any maids nor ladies-in-waiting; my whole house is smaller than the room in the image (but I have running water and electricity, eheheh); I don't have a fireplace; I'm not so elegant when I yawn. :)
So there is not much to say about last night, except that it was maybe 15 years ago last time that I went to bed before 11 pm...

mercoledì 18 novembre 2009

Homer, non berremo mai più!


La decapitazione dei commensali è voluta, naturalmente, non vorrei mai che qualcuno sentisse violata la propria privacy. A. non è una così cattiva fotografa! :)

Evento: cena del martedì
Luogo: casa di A.
Motivo: nessuno, se non che l'indomani c'è la donna delle pulizie e nessuno deve sbattersi a lavare i piatti
Menù:
Antipasti
-Patatine
-Bruschette al pomodoro e Bruschette philadelfia e rucola
-Grissini con salumi
Primi
-Pennette all’amatricina
-Gnocchetti sardi con pesto, panna e pomodorini crudi
Secondi
-Torta rustica bigusto:una parte con pomodorini e scamorza, e l’altra con pomodorini zucchine e prosciutto (quest'ultima detta "la torta di G")
-Insalata champignon
Dolce
Frutta di stagione con fonduta di cioccolata

Praticamente un pranzo di nozze, infatti sono arrivata a casa un po' provata. 

Devo dire che la compagnia è stata ottima, benchè mancasse una persona molto importante nel nostro piccolo mondo. 
Dopo un lungo studio comparato delle varie lingue parlate dai commensali, che pur essendo tutti italiani tranne uno parlano altri idiomi per alcuni incomprensibili, siamo passati ai discorsi seri, se di serietà si può parlare in una serata come quella di ieri. Tema fondamentale: la guerra dei sessi. Sto iniziando a preoccuparmi del mio crescente maschilismo, almeno in certi settori della vita. Mi sono trovata a dare ragione ai discorsi più maschilisti che io abbia mai sentito, anzi, credo i più maschilisti che siano stati fatti dalla fine del Medioevo. Mamma, cosa mi sta succedendo? Spirito di Margaret Mead, pervadimi! :)
Purtroppo la verità è che la scarsa considerazione di cui godiamo noi donne spesso è causata da noi stesse, dal nostro bisogno di dover sempre dimostrare qualcosa. E dal fatto che, fondamentalmente, il nostro mondo è maschilista.

martedì 17 novembre 2009

Regine


« Se anche noi amiamo Númenor, ebbene, godiamocela prima che loro [gli uomini] la mandino in rovina. Anche noi siamo figlie dei grandi, e neppure a noi mancano volontà e coraggio. E dunque non piegarti, Ancalimë. Una volta che ti sia piegata anche di poco, loro ti piegheranno ancora, fino a schiacciarti del tutto. Sprofonda le tue radici nella roccia e resisti al vento, anche se fa volar via tutte le foglie. »

lunedì 16 novembre 2009

Finzione e fiducia

Non è un argomento originale, lo so, ma è una cosa che mi ha colpito.
Una persona mi ha fatto notare che quando parlo del mio carattere, di come sono fatta, dico cose che contrastano molto con l'idea di me che faccio trasparire e che probabilmente voglio dare.
Un'altra mi ha fatto riflettere sul fatto che la porzione di noi che mostriamo agli altri è proporzionale alla fiducia che abbiamo in chi ci sta di fronte.
In effetti è vero, anche se non completamente.
E' vero che ciascuno mostra di sè una faccia "pubblica", persino agli amici più intimi. Quello che mi chiedo è se esista al mondo una persona che si mostri come è al 100%, senza modificare di una virgola il proprio modo di essere, senza nascondere nessuno dei propri pensieri. In effetti non credo che esista. Forse è preferibile correre il rischio di non venire compresi appieno, o di venire del tutto fraintesi piuttosto che perdere quell'angolino buio di cui tutti ignorano l'esistenza.

domenica 15 novembre 2009

Riso e vino

Ieri sera è stata una serata memorabile.
Amici (G., J., R., in rigoroso ordine alfabetico) a cena nella mia mini casa senza porte. E già questa, di per sè, è una notizia.
In primo luogo perchè aveva cenato solo un'amica da me prima di ieri.
In secondo luogo perchè avere una cucina con due fornelli di cui uno funzionante per modo di dire non aiuta molto.
Infine, viste le dimensioni di casa, sistemare 4 persone in modo che non si sentano morire di claustrofobia non è impresa da poco.
La cena è stata a dir poco improvvisata, ma ho potuto almeno in parte ricambiare la continua ospitalità di G. e R. con un risotto fatto al volo. Per fortuna una dose abbondante di vino (non nel risotto) rende apprezzabile qualsiasi piatto.

Chiacchiere e risate non sono mancate e devo dire che sono più che soddisfatta della serata, e con un minimo di organizzazione in più si può assolutamente rifare.
Potrei fare un resoconto della discussione, che è spaziata dalle piramidi al Santo Graal, dalle cause della II Guerra Mondiale ai progetti faraonici per il capodanno. Ma come al solito il ricordo non è sufficientemente limpido.
Ho però avuto modo di rendermi conto di alcune cose:
  1. devo assolutamente comprarmi un cavatappi degno di tale nome
  2. devo assolutamente comprare un'insalatiera e un piatto di portata
  3. devo procurarmi un servizio di bicchieri migliore di quello che possiedo attualmente (formato dai bicchieri della Nutella e da quelli regalati al McDonald's)
  4. devo imparare a tenere un paio di bottiglie in casa. Bottiglie piene, si intende, di vuote attualmente ne ho quante ne voglio
Per concludere, un ringraziamento di cuore agli ospiti per avermi tenuto compagnia e aver condiviso il dramma dei tappi di sughero spezzati. :) 

sabato 14 novembre 2009

On a day like today

Grey sky, misty weather. Yellow leaves on the street can be so romantic when the sun is shining, but they are so damn sad on a day like today.
The good thing is: it is Saturday, so you can wake up late and hang about at home.
That's what I like about a day like today.
I have been waken up by the spin-dryer of the mad old woman who lives upstairs at about 10.30. Rhum was still floating in my head, so, first thing, I made some coffee. I love the scent of fresh coffee in the air, and it must be paired by toasted bread scent. What else? Uh, yes, I need a warm, extra-large pullover, then I can have my breakfast on the couch watching tv.
After my ritual breakfast and a cigarette, I decided it was definitely November, and it was time to store my collection of summer shoes. It would have been quite depressing, hadn't I received the phone call from A. inviting me for lunch. I just pretended to hesitate, let's say, three seconds, and in one hour and a half I was enjoying appetizers, beer and a gigantic plate of spaghetti (al dente!!) with A. and her boyfriend. What a wonderful thing to have a bunch of friends, especially on a misty day.
After a quick shopping to make the water in my fridge a little less solitary, here I am again, with my pullover, no make-up, enjoying my tiny house.
Even a day like today can be perfect.

venerdì 13 novembre 2009

Generalizzazioni e lampade fulminate








Campo di battaglia









Serata carina ieri sera. Uno dei locali che preferisco in assoluto, per l'ambiente che riesce a comunicare intimità ma senza il senso di claustrofobia che si prova in altri posti, una bella tavolata di persone carine e simpatiche, alcuni con tendenze all'alcolismo, l'atmosfera allegra... insomma, valeva la pena di girare mezz'ora per trovare un parcheggio. Per essere precisi per "inventarsi" un parcheggio.
E poi il dramma, l'imponderabile.
G. mi stuzzica proprio sull'argomento che sa essere il mio nervo scoperto.
Gli amici che leggono staranno pensando: ecco, ora attacca con la solita pippa delle oche da sterminare, perchè rovinano la reputazione della categoria "donne".
Ebbene sì, questo argomento è un tarlo che ogni tanto ricomincia a rodermi. Prendetevela con G. che ieri sera lo ha rimesso in moto, accusandomi di generalizzare.

Ho sempre pensato che le donne non solo siano pari agli uomini in tutto, a parte la forza fisica, ma siano anche migliori. Fin da bambina. Sarà che sono cresciuta in un ambiente completamente matriarcale, tutte donne e tutte in grado di risolvere qualsiasi situazione, dal rammendo del calzino bucato alla riparazione del cavo dell'antenna. Non amazzoni, donne normali ma piene di inventiva e senso pratico.
 
Poi sono uscita nel mondo. E mi sono resa conto con orrore che il mondo pullula di donne che non hanno interessi, non hanno curiosità intellettuale, e sembrano quasi orgogliose di venire costantemente corrette e guardate con compassione dagli uomini che le circondano.

Questa è, appunto, una generalizzazione, sia chiaro. Nessuna delle donne presenti ieri sera rispecchia questa descrizione, ma ne conosco tante e ne vedo tante in giro.

Mi chiedo: le oche sono veramente così o è una posa che assumono per solleticare l'ego maschile?
E, dando per scontato che molte ocheggino solo per finta, la domanda logicamente conseguente è: perché? Per "trovare marito"? Per non spaventare il timido maschietto?
Mmmm, potrebbe essere... e se fosse così, significherebbe che, nonostante tanti anni di lotta, in Italia il condizionamento culturale secondo cui la donna deve essere inferiore all'uomo è ancora radicato.

Purtroppo non sono riuscita a trovare altre spiegazioni sulla strada verso il mio parcheggio inventato, perchè la riflessione è stata bruscamente interrotta appena ho girato la chiave nel quadro. Ero arrivata lì con un anabbagliante fulminato. Ora erano fulminati ENTRAMBI.
"Niente panico, domattina vado da un meccanico e me le faccio cambiare... E se dovessero fermarmi stasera?? Cavolo, sono una ragazza, sbatto un po' le ciglia, sorrido, faccio la finta tonta e me la cavo".
:)

P.S.: da notare: se avessi bevuto meno mi sarei preoccupata di più che mi fermassero e mi facessero il palloncino, ma tant'è...

giovedì 12 novembre 2009

Updates -- De Helvetici hominis Educatione




Update #1:
Scenario: un laboratorio nel cuore delle cioccolatose Alpi Svizzere.
Una giovane (?) e bella ricercatrice, con lunghi capelli dai riflessi dorati, rabbrividisce. Tocca un termosifone per accertarsi del suo funzionamento. Ripassa mentalmente il proprio abbigliamento, collant pesanti, gonna, maglione dolcevita... non ha mai avuto freddo così vestita... come mai oggi? E i termosifoni... sono al massimo, ma sono tiepidi. Vede un tecnico in corridoio che sta appunto controllandoli. "Scusi, ci deve essere un guasto, potrebbe far qualcosa?"  Lui risponde che funzionano bene. "Ma scusi, sono al massimo ma tiepidi, ho un po' freddo". Lui la guarda. "Basterebbe vestirsi di più" le dice.
COSA??
Lei è incredula. Non è sicura di aver capito bene. Per un lungo istante riavvolge il nastro nella sua mente, lo rivede al rallentatore. Poi capisce. L'ha detto. Quel montanaro maledetto ha VERAMENTE proferito quelle parole.
Allora torna in sè. Si riscuote. Gli dice "scusi, può attendermi qui un secondo? Forse ho trovato il sistema per non sentire più il freddo".
Lui le guarda il culo mentre lei si allontana ancheggiando. Apposta.
Poi si distrae, ricontrolla le valvole dei termosifoni e fantastica sulla frase ammiccante che lei gli ha detto. Poi sente un rumore. Woooooossshhhhh.
Ed è l'ultima cosa che sente prima di venire investito dalla fiammata del lanciafiamme.
THE END

Update #2: grazie alle mie riservatissime e meravigliose amiche che mi sostengono. Giuro non le ho costrette.

Gossip Girls - Vino e Birra


Ok, i bicchieri non erano di cristallo nella realtà. Diciamo che è una licenza poetica.

1° tempo:
Cena da A., con B., solo tre donne (ma discretamente fighe :) ), molte bruschette (gustosissime), pasta (ottima, e soprattutto quasi al dente per gli standard della cuoca) e una bottiglia di vino (Refosco dal peduncolo rosso, delizioso).

Ora dovrei fare un resoconto dettagliato della serata, ma alcuni discorsi, che ricordo molto bene, non voglio raccontarli, mentre i discorsi futili sono un po' annebbiati dai fumi dell'alcol e dal fatto che saltavamo come fringuelle da un argomento all'altro.

Quello che ricordo con chiarezza adamantina è il filo conduttore: come sempre i rapporti e le interazioni fra persone, siano esse coppie, amici, conoscenti (uomini) all'apparenza estroversi ma in realtà chiusissimi, conoscenti (donne) che amano circondarsi di cicisbei e li attraggono con la luce della loro aureola. Come le zanzare attirate dalle lampadine.
E un dubbio mi attanaglia. Serve l'aureola? Anche se è fasulla, di plastica, con la luce al neon?

2° tempo:
Arrivano i rinforzi nelle persone di G. e R., accompagnati da varie bottiglie di birra. Uomini meravigliosi!

E qui il ricordo si fa sempre più sfocato... ricordo che abbiamo una nuova citazione che sostituisce quella (geniale) della SINEDDOCHE, ma non mi ricordo più quale... Ricordo occhiate di intesa con B. mentre si parlava della ragazza con l'aureola, e una certa fatica a trattenere il sorso di birra che avevo in bocca; ricordo di aver a un certo punto difeso il diritto del genio a vivere al di fuori della morale comune con la frase "Se è un genio il tradimento ci sta". Mi devo concentrare su questi dettagli perchè mi sfugge il senso generale del discorso... ammesso che ci fosse. Credo che alla fine fosse sempre "i rapporti e le interazioni fra persone". Perchè è vero che uomini e donne sono diversi, ma solo perchè affrontano il discorso in modo diverso.

mercoledì 11 novembre 2009

Wind of Change

Come vola il tempo, sono passati già 20 anni da quel giorno.

Ero piccola, ma ho fatto in tempo a studiare le due Germanie in geografia alle elementari. Costantemente confondendole tra loro. Mi sembrava che l'aggettivo "Democratica" non potesse andare d'accordo con uno Stato socialista.
E qui sorge il dubbio: precoce tendenza liberale o propaganda che influenza anche i bambini?

Comunque, avevo meno di 11 anni quando è crollato il muro, e pur non capendo nel dettaglio i meccanismi politici e diplomatici che hanno permesso l'apertura, credo di essermi resa conto della portata storica dell'evento.
Oggi mi sembra che le vicende della Germania post-bellica dovrebbero servire da ammonimento ogni volta che il processo di unione dell'Europa rallenta, o si ferma, per sciocchi nazionalismi.

martedì 3 novembre 2009

Souvenir

Today's the name day of one of my dearest friends. She's kind of sister to me, since we became friends on the third day of primary school, 25 years ago, and we still are.
Said hello on msn and we started reminding of those days. Teenage. I stayed at hers for some days, no school, we just had fun in her tiny room and watch tv. Ice skating world championship, movies... and, most of all, we played with her Commodore 64 for hours and hours. Yes, it looks now like archaeology, it was slow, graphics was awful... but I loved it, I had a lot of fun, and it is one of the happiest memories in my life.

Anyway, happy name day S.!

mercoledì 28 ottobre 2009