mercoledì 18 luglio 2012

Home sweet home

L'ho già detto, abito in una casa piccola.
Tutta la mia casetta entrerebbe comodamente nel salotto di casa di mia mamma, forse ci starebbero pure il pianerottolo e una rampa di scale.
Però la casa piccola ha i suoi lati positivi: per esempio, nonostante le mie universalmente riconosciute capacità di stivaggio di roba inutile, lo spazio in 25 mq si esaurisce inesorabilmente e costringe a buttare via roba molto più spesso.
Inoltre, qualora decidessi di fare le pulizie, le farei in tempi relativamente rapidi, pur facendole a fondo.

Insomma, non mi dispiace vivere in una casa piccola, in questa casa in particolare, tanto più ora che mi hanno aperto una pizzeria da asporto nel cortile. Praticamente urlo l'ordine dalla finestra e loro me lo portano e mi fanno pure lo sconto del buon vicinato.

Il vero problema è un altro.
Anzi, sono gli altri. Gli altri vicini.

Dopo anni ho stilato una personale classifica dei disturbatori della mia quiete.

Al terzo posto ci sono un po' tutti, dall'impresa di pulizie che inizia a spazzare rumorsamente alle 6.45 del mattino e sembra di averli in casa, al mio vicino di pianerottolo che ogni volta che mi incontra mi fa il terzo grado (cosa ti frega di quando e dove vado in vacanza? Se stai pianificando di rubarmi dentro casa caschi malissimo, perché la roba di valore me la porto via tutta), al garzone del bar che svuota un quintale di bottiglie per volta nel bidone del vetro, con un rumore tipo bomba.


Al secondo posto, ma in rapida ascesa, i dirimpettai sudamericani. Non so di dove esattamente, parlano spagnolo e sono scuri di carnagione, quindi do per scontato che siano sudamericani. Anche perché nessuno spagnolo di Spagna si trasferirebbe in Italia in questo momento.
E' andata così: all'inizio una famiglia ha preso la casa di ringhiera al secondo piano dall'altro lato del cortile (che è un po' stretto, quindi è una perfetta cassa di risonanza). Madre, padre che non so che faccia abbia e un paio di bambini. Almeno credo, non li ho mai contati e soprattutto non facevano troppo casino - bei tempi. Qualche tempo fa, un annetto ormai, si sono aggiunti dei parenti. Sorelle? Cugine? Amiche fraterne? Non so, ma si sono insediati una/due donne con il marito di una delle due e un altro paio di bambini. Il livello-urla è decuplicato. Io torno a casa e devo leggere il labiale della TV per capire che si dicono. I bambini urlano tra loro, palleggiano, suonano il campanello delle bici, e urlano, urlano, urlano.
Le madri si parlano - urlando - da un piano all'altro, e nei tempi morti della conversazione chiamano Gabriel. Gabriel è uno dei bambini, ed è evidentemente uno sciamannato. Ah e dice un sacco di bugie, solo che essendo un maschietto si fa sgamare immediatamente.
Poco dopo che la seconda famiglia si era trasferita, la moglie ha sfornato un bel pupetto con le gambe cicciotte e le fossette sulle ginocchia; al che mi sono resa conto che continuano ad arrivare bambini non si sa da dove. Ieri sera si è materializzato un secondo pupetto in svezzamento, ma da dove cavolo è uscito?? Non c'erano donne incinte nei paraggi! Ho contato 7 bambini in totale, ma chissà quali sorprese al cardiopalma ci riserva il futuro.

Infine, al primo posto, abbiamo lei, cintura nera di spaccamento di palle, medaglia d'oro di bestemmia urlata.

L'imbattuta regina del disturbo della quiete pubblica è la novantenne rissosa e mezza matta che abita ESATTAMENTE sopra di me. Avevo contato molto sul fatto che i suoi vicini sbroccassero e la buttassero giù dalle scale liberando non solo il palazzo, ma l'intero quartiere dalla ingombrante presenza della "signora pazza col cane", come la chiama chi non ne conosce il nome. Purtroppo per la comunità, benché fortunatamente per loro e per il loro futuro, i poveretti hanno mantenuto il sangue freddo. Cambieranno casa, e ci lasceranno la vecchia come souvenir.
Tra le ultime trovate per farmi impazzire, dopo aver litigato con il resto del mondo per le scale all'una di notte, oltre al cane che abbaia come se ne andasse della sua stessa vita, la vecchia innaffia i fiori sui suoi 3 davanzali (quindi dimensione vasetto di primule) come se fossero alberi secolari della foresta pluviale. Forse sta allevando delle mangrovie-bonsai, altrimenti non mi spiego il motivo delle secchiate d'acqua che tira giù. Dentro casa mia.
Perché la stregaccia innaffia sempre mentre io sono in casa e ho le tapparelle alzate. Giuro su quanto ho di più caro che dal davanzale del bagno, l'acqua supera di un balzo la vasca e mi piove direttamente sul pavimento. Ah, e provare a lamentarsi è senza esito, perché tanto ha ragione lei.
Secondo me non morirà mai perché persino San Pietro ha paura di trovarsela in condominio.

Ecco il sottofondo della mia serata tipo:
(Vecchia Pazza) ff - PORCA TROIA IO VI AMMAZZO SA'? TUTTE PUTTANE IN QUESTO PALAZZO, ZOZZE LURIDE, PORCO QUI E PORCO LA'
(Cane della vecchia, in controcanto) f - Woof wooof wowowoof WOOF WOOF WOOF (ad lib.)
(Coro di Bambini) yeeaaa a aaaaaaa se ti ritiri perdiiiii / TONF TONF / DRIIIN DRIIIN / aaaaaaaaaa yeeeeee mammmaaaaaaaa Gabriel ha rotto il giocooooooooo
(Sudamericana n.1) - Anaaaa tengo que decirte bla bla bla bla / GABRIEEEEL! Vieni su, subito! ARRIBA! / bla bla bla bla (ad lib.)
(Sudamericana n. 2) - Ah, no me digas!! / LIAAAAAAA vienes de arribaaaa es hora de la cenaaaaa / GABRIEEEEEEL!!!

Quando leggerete nella cronaca di Milano che una ragazza definita "tranquilla" dai vicini ha versato un pentolone d'olio bollente in cortile ustionando un tot di bambini, dopo di che ha spinto dalla finestra la vicina di sopra, sappiate che è possibile che sia io. Richiederò le attenuanti e l'infermità mentale e spero che qualcuno di voi verrà a portarmi le arance in prigione.

lunedì 16 luglio 2012

Qualcosa da dire

Ebbene sì, non sono morta.
Ho rischiato varie volte di sciogliermi in una pozza d'acqua negli ultimi giorni, ma sono ancora allo stato solido (ho detto solido, non tonico, sia chiaro).

Non so cosa sia successo, se ultimamente mi manchino le storie di vita vissuta (no, non mi mancano, ma non posso e non voglio scriverne), o se sono troppo stanca e annoiata e preoccupata per cogliere l'umorismo del mondo e trasferirlo in un post, o se semplicemente, come capita, i miei amici immaginari sono andati in vacanza. Sta di fatto che ammetto di aver latitato, e senza alcun senso di colpa, per giunta.

Sono una persona orribile, lo so.

Oggi però ho qualcosa da dire.

La prima è che hanno aperto o stanno per aprire un sacco di negozi nuovi nel centro della mia città, tutti di catene che mi piacciono. E che se non me ne accorgo da sola nessuno mi dice niente, è veramente una vergogna.


La seconda, che si ricollega alla precedente in modo un po' ermetico e chiaro solo a me stessa, è che Zara ha alzato i prezzi e la cosa non mi sta bene visto soprattutto che la qualità non è aumentata proporzionalmente. Cioè, se devo spendere 50 euro per una camicia di cotone, allora tanto vale che la prenda da un vero camiciaio, ché mi costa uguale e per giunta potrebbe anche non essere made in Bangladesh. Quindi ho deciso di boicottare Zara e di dirigere i miei sforzi economici verso altre catene low-cost. Catena avvisata, mezza salvata, anche perché non credo proprio di essere l'unica ad essersene accorta.

La terza è che sabato sera, davanti alla vetrina della Feltrinelli coi miei amici a chiacchierare di libri, ho capito che scrivere un libro è praticamente alla portata di tutti. Mentre un libro di Tiziano Ferro troneggiava fieramente su un tavolo accanto alla porta di ingresso, una intera vetrina era dedicata alla trilogia delle "Cinquanta sfumature di ..." (aggiungere colore a scelta).
Piccolo inciso su questo "caso letterario": allora, dall'anteprima e da molti commenti (alcuni anche positivi, per dovere di cronaca) che ho letto mi pare di capire che sia una specie di Harmony versione hard core molto più spesso e per di più a puntate. Ho solo una cosa da dire su questo argomento: se proprio vogliamo sdoganare il porno sado-maso, facciamolo senza falsi paraventi intellettualistici. E aggiungo anche che dal poco che ne ho letto, posso dire che alcuni Harmony sono scritti decisamente meglio.

Rileggendo, concludo con un appello ai miei amici immaginari: vi prego, tornate presto dalle vacanze perché la vostra latitanza sta uccidendo questo blog.