lunedì 21 dicembre 2009

White white week-end -- moaning of a tropical girl

View from my window.
Weather is cold just as it looks, and I spent my Sunday at home, in Milan, trying to keep my feet warm. I was wearing: wool collant, wool socks, jazz trousers, a body, a sweater, a giant polar fleece dressing gown. I drank liters of hot tea. I had hot soup for lunch. Mission impossible, my feet have been frozen since Friday and still are.

By the way, this nice snow turned immediately into ice, and this means: I haven't dared to go in my hometown, and I haven't had my cake. Very sad.
But it was a nice week-end anyway.

venerdì 18 dicembre 2009

Wishlists work!!



Great! Only one corkscrew! A beatiful, professional, patented one!
And, in addiction, the 6 wine glasses I desired.
And, moreover, this gorgeous salad pot, same orange as the bamboo place mats (Gvande Andve)!
Thank you guys, I really appreciated. And now you'll be invited in an almost well-equipped mini-house without doors.

Wishlists definitely work. :)



PS: it is not over yet: my girl-friends, they are wonderful!
I have received 2 pairs of earrings, and really loved them.
Wishlists work, but women in fact don't need them.

giovedì 17 dicembre 2009

Happy Birthday to Me

Today is my birthday!
I like today's being my birthday because:



  1. I feel so loved by everyone
  2. Last night snowed, just a little, so this morning landscape was white and beautiful, but traffic haven't tilted. Perfect match!
  3. All my colleagues seem to care about me... which I know is true only for some of them; but I suspect all the others care more about pastries I brought.
  4. I received a lot of sms
  5. I received tons of e-mails
  6. My mobile provider gave me 30 Lune (point collection) for free
  7. Possibly I'll receive more gifts within Sunday! And, of course, I love receiving gifts... 
  8. Possibly most of the gifts will be corkscrews, and I'll laugh a lot
  9. One of my dearest friends sent this to me: http://www.youtube.com/watch?v=k4SLSlSmW74; she overestimates me... :)
  10. Another friend sent this: http://www.youtube.com/watch?v=70ZMcJjvqeM, and it made my day!
  11. Tonight I'll have happy hour with some of my friends
  12. Saturday night I'll have, hopefully, a great dinner with my other friends
  13. In one week I'll be on holidays!
  14. In two weeks it'll be the last day of the year
  15. My mom will buy my favourite cake and she will put only one candle on it
  16. I am still 26! Don't laugh, I'm serious!! :)
  17. I had an easy subject for this post and I didn't need to go hard at it.
Thanks for reading boring birthday list, and thanks for wishes.

mercoledì 16 dicembre 2009

Reception/2

Alla sesta scampanellata finalmente il concierge si materializzò da chissà dove. Doveva essersi distratto, perchè, come se fosse comparso dal nulla, si trovò a fissare una persona quanto mai peculiare: tanto per cominciare portava un monocolo. Chi porterebbe mai un monocolo al giorno d'oggi?
Invece di un normale completo grigio indossava un tight dal taglio impeccabile e guanti bianchi.
Certo, era perfettamente in stile con l'opulenza retrò dell'edificio, ma più che un concierge sembrava un maggiordomo inglese. Aveva comunque l'aria di uno più avvezzo a comandare che a ricevere ordini, e l'uomo si sentì immediatamente inadeguato e in soggezione, come se fosse un suo superiore.
Forse era lo sguardo: gli occhi nerissimi sembravano scrutare fin nei recessi della sua mente, le sopracciglia arcuate sembravano indicare un giudizio negativo sulla sua persona... e quell'angolo della bocca un po' sollevato in un sorriso - o in una smorfia...
- Ehm... Buona sera, vorrei una camera.
Si meravigliò di se stesso per il tono sottomesso e per non aver sottolineato che erano almeno cinque minuti che attendeva al bancone.
- Buona sera Mr. Crinsom, l'aspettavamo.
- Come sarebbe, scusi? Com'è possibile? Io non ho prenotato... E chi le ha detto come mi chiamo?
- Ma certo che ha prenotato! Sono ormai anni che la aspettiamo! Vede, Mr. Crinsom, questo è un luogo che non esiterei a definire "speciale". D'altra parte, è inutile che io glielo spieghi, no? Ha scelto di venire qui perchè sa che è un posto speciale.
Crinsom rabbrividì a quest'ultima frase. Il tono, era indubbiamente sarcastico. Ma il senso stesso gli fece rizzare i peli sul collo. Come sarebbe? Lui non aveva scelto, era stato un caso fortuito!
- Mi scusi, ma lei deve confondermi con qualcun altro. Io sono qui per caso, il carro attrezzi... è stato il carro attrezzi a lasciarmi davanti al vostro hotel; sa, ho avuto un piccolo incidente...
Si sentì un bambino colpevole - ma poi di cosa?? - e si irritò con se stesso. Ma non poteva fare a meno di usare quel tono esitante.
- Ahahah, che sciocchezze! Mi permetta allora di spiegarle un paio di cose, Mr. Crinsom; mi pare di capire che le siano sfuggiti alcuni passaggi. In primo luogo: lei non ha avuto un piccolo incidente. In effetti ha avuto un grave incidente, e mi spiace doverla informare del fatto che è attualmente deceduto.
Crinsom si sentì le gambe molli, iniziò a tremare, sentì il sudore farsi gelato sul corpo, ma il viso gli andò in fiamme.
- Su, su, cerchi di prenderla con... spirito, se mi perdona il gioco di parole... Mi scusi, ma adoro i calembour, ahahah. Ehm... Tornando alle cose serie, immagino che ora lei possa facilmente intuire che questo non è un albergo di lusso, anche se l'ingresso può trarre in inganno... L'abbiamo appena rimesso a nuovo; il Capo poi è incredibilmente soddisfatto della sua iniziale incastonata nel marmo... Ma sto di nuovo divagando. Allora, ha capito ora dove si trova?
- Al... al... sì, insomma... all'Inferno?
- Esattamente. Ora, solitamente a questo punto io controllo la scheda del nuovo arrivato e indico a quale piano recarsi con il nostro ascensore.
- Ascensore? E Minosse? E tutte le cose che mi hanno costretto a studiare?
- Beh, sì, c'erano, ma sono tecniche arcaiche, ormai superate. Siamo al passo coi tempi anche qui, come vede.
Così dicendo gli mostrò il monitor del computer, dove comparivano tutti gli avvenimenti della sua vita, dal primo minuto all'ultimo.
- Ovviamente - proseguì - questo database è in comune con il "piano di sopra"; sono loro o girarci la pratica quando diventa di nostra competenza. Devo dire che la sua è arrivata da parecchio tempo. Fin da piccolo ha mostrato una encomiabile predisposizione al male. Non un male di alto livello, si capisce, non ne sarebbe stato all'altezza... ma una malignità spicciola che qui viene comunque apprezzata. Però non le nascondo che questo mi mette in seria difficoltà...
(Continua)

lunedì 14 dicembre 2009

Tartine

Dopo aver passato 3 ore del mio sabato a spalmare millemila tartine con i seguenti ingredienti:
- paté di olive
- paté di tonno
- salsa rosa e gamberetti
- burro e salmone
- burro e caviale

ho deciso che non voglio più vedere una tartina fino almeno a Capodanno. E che se ci saranno tartine a Capodanno non sarò stata io a spalmarle.
Nota per il festeggiato: questa è stata una prova di grande amicizia. :)

Ho inoltre deciso che l'idea dell'happy hour a domicilio è fattibile, avendo vieppiù scoperto insospettabili doti di barman in Mr. GP.
Oddio, insospettabili magari no... diciamo che la passione per la degustazione poteva lasciare intuire anche una certa capacità nella preparazione. In ogni caso, un mojito da manuale.

Essendo più volte stata minacciata da tutti gli amici di venire querelata per violazione della legge sulla privacy, o anche di venire direttamente malmenata, per la mia incolumità fisica e mentale non pubblicherò neppure questa volta foto dove compaiano esseri umani a viso scoperto.

Per ora that's all folks, mi fanno male le spalle dopo l'intensissimo incontro di boxe di ieri. Ho perso ma mi sono difesa come una tigre.

venerdì 11 dicembre 2009

Reception

L'uomo si incamminò verso il bancone di marmo nero. Non ricordava come fosse arrivato lì, gli eventi erano confusi nella sua mente, ma era stanco e infreddolito e trovarsi in un posto chiuso e molto riscaldato gli faceva piacere.
Un po' lugubre magari come hotel: tutto marmo nero, acciaio e pesanti tendaggi di velluto. Al centro della hall, intarsiata nel pavimento, un monogramma con una L. Cercò di ricordarsi il nome dell'hotel, ma aveva proprio il vuoto. Ricordava vagamente di aver avuto un guasto alla macchina... no, anzi, un incidente... probabilmente era stato scaricato lì dal carro attrezzi. Forse la botta in testa non era così lieve come aveva pensato all'inizio, avrebbe fatto meglio a farsi visitare; ma era troppo stanco, ci avrebbe pensato domani, ora voleva solo sprofondare in un comodo letto e farsi portare una cena luculliana in camera.
Solo a pensiero di tutte le scocciature che avrebbe dovuto affrontare l'indomani si sentiva stanco. Ma almeno una nota positiva c'era. Avrebbe cambiato macchina, finalmente. Da quando suo cognato aveva comprato la Cayenne non aveva più avuto pace. Doveva avere un'auto non solo pari a quella del cognato, ma migliore. Però che scocciatura dover girare per concessionari... e aveva licenziato la segretaria solo il giorno prima, avrebbe proprio dovuto farlo da solo. Maledizione, pessimo tempismo; ma quando perdeva le staffe non capiva più nulla.
Doveva essere bassa stagione nella zona, il posto sembrava totalmente deserto; chissà come mai tenevano il riscaldamento così alto se non c'era nessun cliente. Inutile spreco di denaro, lui teneva al massimo 15 gradi in casa sua. Col costo dei carburanti poi!
Comunque, benchè un po' troppo pomposo, non era male; pur nella tirchieria amava il lusso, e d'altro canto una persona eccezionale come lui non poteva certo scendere in normali 4 stelle. Doveva prendere il biglietto da visita e tornarci con la sua segretaria. Anzi, meglio, avrebbe affittato una escort, le professioniste sono meglio. Rimane tutto su un piano impersonale. La segretaria invece... l'ultima volta si era arrabbiato a morte, stava quasi per schiaffeggiarla. Quella sciacquetta che si permette di dare un ultimatum a lui. Solo ripensandoci si sentiva affluire il sangue alla testa.
Possibile che non ci fosse un portiere in questo hotel? Preso dall'impazienza iniziò a scampanellare.
(continua...)

mercoledì 9 dicembre 2009

Alla faccia della crisi

Ieri dopo un lauto pasto degno di un giorno festivo, come in effetti era, abbiamo avuto la bella idea di fare una passeggiata... in centro... pessima idea.
Dopo una mezz'ora abbondante fermi in una coda mostruosa siamo riusciti fortunosamente a trovare un posteggio all'aperto, perchè il silos dove ci eravamo diretti con la certezza di trovare posto (perchè è enorme) era pieno.
Dopo di che, altra idea geniale di cui voglio prendermi tutto il merito, ci siamo diretti alla Rinascente, tanto per sbavare un po' sulle borse firmate. Abbiamo rischiato diverse volte di venire calpestati dalla folla, di ricevere spruzzate di profumo direttamente in faccia, di finire tra le braccia di un commesso addetto al traffico sulle scale mobili: "Signori non VI SOSTATE davanti alla scala mobileeeee! Circolareeee!"
E nel vedere il mare di teste dalla balconata del piano rialzato, tra una Gucci e una Vuitton (inavvicinabili e immoralmente care), nel vedere una signora faticare a fare entrare i pacchetti nel bagagliaio della macchina, nel vedere la folla muoversi come un unico serpente, ci siamo domandate a una voce: ma non c'era la crisi? Affameranno i figlioli per poter comprare un profumo di Dior? O fanno fondere le carte di credito in puro stile kamikaze?
Ma soprattutto io ho preso la mia decisione: Natale low cost, solo un pensiero per la famiglia; e acquisti ove possibile fatti su internet. :)

lunedì 7 dicembre 2009

"Come si dice quando si fa festa tra tra due giorni di festa?"

"Ponteeeee!!". (Chi ha incastrato Roger Rabbit? - Ecco il video, la battuta è al min. 4.40 :) http://www.youtube.com/watch?v=_YEfn7VfLvM&feature=related)

Ponte... che bella invenzione i ponti. Per chi li fa.
Io non faccio il ponte. Non festeggio Sant'Ambrogio. Quindi, essendo indubbiamente un lunedì lavorativo mi sono svegliata presto, maledicendo la sveglia e poi maledicendo la radiosveglia (ho dei problemi a svegliarmi la mattina), e infine maledicendo le ore notturne che volano via. Mi sono lavata e vestita e sono uscita nel freddo e inospitale mondo per venire al lavoro.
E queste sono le note negative.
La nota positiva è che ci ho messo un quarto d'ora ad arrivare, la città sembra smilitarizzata, e se il traffico fosse sempre così sarebbe un posto meraviglioso dove vivere...
L'altra nota positiva è che domani mi godrò di più il giorno di festa e mercoledì non mi sentirò troppo destabilizzata nel tornare al lavoro.
Ah ah ah, se insisto ancora un po' finisce che ci credo davvero! Sto cercando di autoconvincermi ma la verità è che avrei voluto dormire fino a tardi, leggere un po', cazzeggiare alla grande... Tutto rimandato a domani.

venerdì 4 dicembre 2009

Era una calda sera di giugno...

La ragazza era in ritardo per la lezione di danza e camminava a passo spedito sul marciapiede.
Era una calda sera di giugno. L'aria della città era soffocante come una camicia di forza e appiccicosa come pece.
Un simile clima avrebbe poturo far impazzire chiunque, e a maggior ragione una persona stanca per la giornata di lavoro, per le settimane passate a far tardi la notte a ballare e bere e per gli ormai sei mesi senza un giorno di ferie; la ragazza diede un'occhiata all'orologio e accelerò ulteriormente il passo.
- Arriverò già fradicia di sudore e le zanzare mi mangeranno viva - pensò
Per fortuna i trent... ehm ventisei anni e le troppe sigarette non si facevano ancora sentire.
"Dling dling" sentì un rumore di campanello alle sue spalle. "Dling dling" di nuovo... strano... il marciapiede era abbastanza ampio da permettere a una bici di superarla senza problemi.
- Sì, volendo essere pignoli si chiama MARCIAPIEDE e non GIRARUOTA, ma insomma, andare in bici sulla vera e propria sede stradale in questa città è praticamente un tentativo di suicidio, io sono una persona elastica e posso essere comprensiva... A meno che...
La ragazza si buttò di lato e si voltò a vedere l'autore dello scampanellio. Era come immaginava. Le intimava di scansarsi perchè LUI e la sua bici dovevano procedere parallelamente alla moglie e alla sua bici, in modo da potersi fare anche una bella chiacchierata! Inaudito... incredibile...
E poi la sentì salire... la rabbia... e sapeva già cosa sarebbe successo.
Niente e nessuno, lei stessa compresa, potevano fermare quel processo, una volta inizato.
- No, dai, non è il momento giusto, sono già in ritardo, non è proprio il momento! - ma era inutile sforzarsi, e già lo sapeva. Sentì i canini farsi più appuntiti, le unghie trasformarsi in artigli affilati come rasoi, i muscoli diventare reattivi ed elastici.
Prima di rendersene conto era già scattata in avanti, all'inseguimento dei due ignari e prepotenti ciclisti. Se la trovarono davanti come se fosse comparsa dal nulla. Non ebbero paura all'inizio, i due idioti... Non descriverò cosa accadde poi.
Dirò solo che l'oggetto nella foto è tutto ciò che resta di loro.

giovedì 3 dicembre 2009

Approcci differenti

Anche se ieri ero troppo spossata non solo per parlarne, ma addirittura per ricordarmene, non è che non siano stati affrontati argomenti pregnanti alla cena del martedì delocalizzata (chiedo scusa per il termine orribile).
Ieri sera, in un momento di lucidità reso possibile dal prolungato contatto delle mie stanche membra col divano, il velo dell'oblio si è finalmente squarciato e mi è tornata la memoria.
Ed ecco la domanda a cui dare risposta:
il tipo di approccio che abbiamo con gli altri dipende dalla personalità e dal carattere di ciascuno o piuttosto da influenze famigliar-ambiental-culturali?
Io sono cresciuta al nord, dove indubbiamente le persone sono più chiuse, ma in una famiglia un po' particolare, quindi non credo di fare testo. Personalmente sono incline a buttarmi nelle situazioni nuove, ma in effetti un po' le inevitabili inculate delusioni della vita, un po' il modo di fare più cauto delle persone che ho avuto la fortuna di incontrare, mi hanno portata a usare un minimo di prudenza in più. Preferisco darmi un po' di tempo per capire se la mia prima impressione viene confermata da una conoscenza più approfondita (di solito è così, ma mica sempre), e mi piace avere il tempo di conoscere bene le persone e vederle in contesti differenti. Inoltre, per timidezza congenita, so di rendere meglio sul lungo periodo piuttosto che sull'immediato.
L'altra scuola di pensiero emersa l'altra sera, e propugnata da un vero uomo del sud, professa invece il "ti do tutto e subito, ma al primo sgarro per me sei morto"; ovvero, il modo di fare ospitale e aperto tipicamente meridionale porta a trattare le persone come fossero famigliari fin dall'inizio, salvo poi ricredersi. Il che per me è molto rischioso: magari investo nel rapporto di amicizia con una persona che poi mi delude o, peggio, mi pugnala alle spalle, e a quel punto poco importa se gli tolgo il saluto, la pugnalata me la sono presa...
Ma sto divagando. Il punto è: siamo tutti diversi fra noi perchè siamo nati diversi o perchè ci diversifichiamo crescendo? Quanto è carattere e quanto è ambiente? E nel crescere in gruppi eterogenei, quanto ci si modella a vicenda, fino ad assomigliarsi un po'?

mercoledì 2 dicembre 2009

Location, location, location

Buffo fare l'ormai classica cena del martedì a casa mia invece che a casa della sua ideatrice. Ora sono destabilizzata, un po' per l'ora tarda che abbiamo fatto, un po' perchè a casa mia si sta di solito verso la fine della settimana, ma oggi è mercoledì e non venerdì.
Avvertenza: declino ogni responsabilità per l'eventuale insensatezza del post; è il sonno, tanto tanto sonno, a parlare tramite me.
Differenze tra i martedì a casa di A. e i martedì a casa di Effe:
  1. Spazio: lo so, ho detto che posso arrivare a 6, ma quel che non ho detto è che se ci riesco mi fanno entrare nel Guinness dei primati. Dobbiamo provare però...
  2. Tempo: A. è bravissima a capire quando deve buttarci fuori perchè "si è fatta una certa"; devo imparare a capire che per quanto mi stia divertendo la mattina dopo si lavora. Infatti oggi sono completamente sconvolta.
  3. Attrezzatura: continuo a non avere un cavatappi nè un servizio di bicchieri decente nè un'insalatiera... CAPITO??
  4. Aftermath: devo rassettare io, ma per la compagnia questo ed altro. :)
Similitudini:
  1. Cibo: esattamente lo stesso: anche ieri sera è stato fornito dalla premiata azienda V.3! Un sentitissimo grazie da parte di tutti i commensali. 
  2. Vino: a litri, come sempre. (e, a proposito, grazie ragazzi per aver portato il vino e il cavatappi)
Ora, forse qualcuno di voi si chiederà qual è il nesso tra il titolo del post, il suo contenuto e l'immagine di apertura. Boh? Io avevo avvertito all'inizio che avrei scrittto in stato si trance. Se interpretando quanto scritto riuscite a tirare fuori dei numeri da giocare per favore fatemelo sapere.
Grazie