venerdì 29 ottobre 2010

Dei nobili annoiati

Avete presente "Le relazioni pericolose" con John Malkovich e Glenn Close?

Ecco.
Lui non lo sa, perché non vedrà mai un film in costume, ma la verità è che Mr. Big sarebbe stato un perfetto nobile annoiato del Settecento. Il tutto a dispetto del suo proclamarsi sinistrorso nonostante sia nei fatti un campione del capitalismo, ché nemmeno Naomi Campbell spende tanto in vestiti.

Vi chiederete perché io dica una cosa del genere.

Il fatto è che quando il suo alter-ego Visconte di Valmont prende il sopravvento, il che, a meno che non sia in fase "cuore di panna", capita anche piuttosto spesso, riesce ad essere di una crudeltà senza pari. Crudeltà gratuita, per lo più. Si diverte a tirare fuori il peggio di sé, a stuzzicarmi, pungere, graffiare a sangue; che se io non fossi sufficientemente Marchesa de Merteuil potrei anche restarci male.

Quando feci l'ingresso in società avevo quindici anni. E io già sapevo che il ruolo a cui ero condannata, vale a dire stare zitta e obbedire ciecamente, mi dava l'opportunità ideale di ascoltare e di osservare. Non quello che mi dicevano, che non era di alcun interesse, ma tutto quello che la gente cercava di nascondere. 
Ed ho esercitato il distacco. Imparai a sembrare allegra mentre sotto la tavola mi piantavo una forchetta nel palmo della mano. 


Inutile dire che oggi era il giorno di Valmont.



giovedì 28 ottobre 2010

Oggi, 28 Ottobre

Il mio blog oggi compie un anno.

In questi 12 mesi ho conosciuto persone nuove che prontamente venivano informate (spesso da Ballerina Pì-Erre d'Assalto) dell'esistenza di questo angolo di web. E tutte - TUTTE, nessuna esclusa - mi hanno immediatamente posto la stessa domanda.
 "E... Come mai??"
Dopo potevano sopraggiungere altre domande, più lusinghiere, come ad esempio "Come si chiama?", oppure "Mi dai il link?", ma la prima domanda è sempre quella.

Vista la mia proverbiale attenzione ai dettagli, non mi sarei mai accorta della reiterazione della domanda se non fosse stato un dramma rispondervi. Insomma, ci ho fatto caso perché rispondere mi metteva in difficoltà. Ecco perché, per festeggiare il primo compleanno mio blog, ho deciso di rispondere una volta per sempre e pubblicamente a questa domanda.

Perché ho deciso di aprire un blog?

Premetto che ci avevo già provato una volta, ma era più per vedere come funzionava che per reale convinzione. E poi avevo fatto l'errore di dargli un titolo tematico che mi faceva sentire legata e priva di ispirazione.
Poi, l'anno scorso, mi sono trovata ad aver bisogno di una valvola di sfogo, allora ho iniziato a scrivere, solo per me stessa. Infatti non l'avevo nemmeno detto a nessuno, né, inizialmente, avevo intenzione di farlo; poi, non so come, l'ho detto a Ballerina Psicologa che ha mostrato un tale inaspettato entusiasmo da rinfrancarmi e convincermi a dirlo almeno agli amici, che, devo dire, mi supportano come delle groupies (grazie amici), con danni irreversibili per le dimensioni del mio ego.

Certo, avrei potuto sfogarmi in altro modo, o avrei potuto limitarmi a prendere un'anima pia e iniziare a parlare a ruota libera; ma la verità è che, da tipica ragazzina timida, sono sempre stata molto più brava a esternare i miei pensieri scrivendoli, piuttosto che dicendoli.
E poi mi piace limare i discorsi, usare termini o strutture sintattiche che vogliono dire proprio quella cosa e niente altro, mi piace quando i miei amici mi dicono come hanno interpretato una cosa che ho scritto (e in quei momenti mi risuona nella testa "incomunicabilità").
E poi scrivere mi piace perché per mettere i miei pensieri nero su bianco sono obbligata a riordinarli in un discorso sensato, e già non è semplice, perché si affollano tutti per uscire, come un banco di pesci si muovono e variano tutti insieme, sembrano un'unica entità ma in realtà sono tanti frammenti. Non so se mi spiego. Esporli a voce mi risulta sempre difficile e mi costringe a semplificare troppo, a meno che non sia alticcia (non c'è additivo che sia pari all'alcool nel rendere tutto improvvisamente chiaro e lampante).

Infine, amo il mio blog perché ho sempre avuto velleità artistiche, e questo posto è mio, lo gestisco io, e posso cambiarlo e addobbarlo come più mi piace, posso giocare con Photoshop a fare i disegnini, i collage, a modificare le foto, il design, il layout... Dev'essere perché non ho mai fatto l'asilo, quindi coi colori ci gioco ora.

mercoledì 27 ottobre 2010

Question Time

Sono abbastanza ferrata con elenchi e wishlist, ma credo di non aver mai pubblicato un questionario. Però mi piacciono, quindi colgo al balzo la palla passatami da Muffin Woman Pat. Sì, lo so, sono autoreferenziale.

1- quando da piccoli vi veniva chiesto cosa volevate fare da grandi, cosa rispondevate?
Ho avuto varie aspirazioni. Quando ero piccolissima dicevo che volevo fare il "mecono"; poi volevo fare l'archeologa; poi la cantante; poi sono cresciuta, e allora dicevo che volevo fare l'imperatrice. (Conto ancora di realizzare una delle ultime due opzioni).

2- quali erano i vostri cartoni animati preferiti?
A parte quelli della Disney, che tutt'ora guardo, tra quelli in tv i miei preferiti in assoluto erano Lady Oscar e Occhi di Gatto. Li vedevo un po' tutti, inclusi quelli in cui la protagonista veniva maltrattata, ma in quei casi mi venivano i nervi e mi chiedevo "ma perché Lovely Sarah non prende un mattarello e non lo spacca in testa alla direttrice del collegio? Perché non strappa tutti i capelli biondi di quella p****nella di Lavinia?" e cose simili.

3- quali erano i vostri giochi preferiti?
Mi piaceva giocare con le Barbie insieme a Coscienza. Che poi in realtà ci piaceva costruire una specie di megaloft con tutti i mobili, e quando avevamo finito era ora di rimettere tutto via. Oppure, mi piaceva ancora di più giocare con Coscienza e TurboGirl impersonando le sorelle Occhi di Gatto o altri "giochi di ruolo" ante litteram. Sapete quelli "facciamo che tu eri una principessa e io la principessa del regno accanto..."

4- qual è stato il vostro più bel compleanno e perchè?
Mmmm difficile... Direi uno qualunque dei miei ventiseiesimi compleanni. (Per chi non lo sapesse: allo scoccare dei 26 ho deciso e dichiarato che non sarei invecchiata oltre, quindi ormai sono anni che ne compio sempre 26. No, non sono pazza, ho solo la sindrome di Peter Pan).

5- quali sono le cose che volevate assolutamente fare e non avete ancora fatto?
Diventare ricca.
Diventare una scrittrice.
Andare in Egitto e in America.
Praticamente diventare Agatha Christie, ma più carina.

6- qual è stata la vostra prima passione sportiva o non?
Pallavolo, anche se non ho mai potuto giocarci se non nell'ora di ginnastica a scuola. Tra quelle non sportive sicuramente i libri. Oddio sono una nerd.

7- qual è stato il vostro primo idolo musicale?
Ora riderete tutti. Eros Ramazzotti. Me ne sono innamorata follemente quando vinse San Remo nell'86, era troppo tenero, assomigliava un po' al mio Fratellone; e ancora oggi se sento "Adesso tu" mi viene la pelle d'oca alta 2 cm. E comunque tutt'ora le sue canzoni non mi dispiacciono mica...

8- qual è stata la cosa più bella chiesta (ed eventualmente ricevuta) a Babbo Natale?
 Ci ho pensato a lungo ma non mi viene niente. In realtà il più bel regalo di Natale non è stato richiesto da me, è arrivato e basta, e trattavasi di una coppia di telefoni color avorio collegati fra loro, che funzionavano veramente. Purtroppo ci ho giocato poco perché a un certo punto sono spariti...

Vediamo un po', non voglio interrompere il flusso di questo meme, quindi... Lenny... Sei stato nominato!

venerdì 22 ottobre 2010

Dottoressa Coscienza

Non posso esimermi.
Anche se mi rendo conto che potrebbe risultare di interesse meno che scarso per un sacco di persone, non posso non rendere pubblico che Coscienza, la mia dolce sorellina, luce dei miei occhi, sangue del mio sangue, piume delle mie piume, si è laureata.
E in Medicina, mica in Lingue come la sottoscritta. 
No, la tesi non era in Psichiatria, anche se di materiale, vista la nostra famiglia, ne avrebbe avuto parecchio.

Vado a elencare i partecipanti alla maratona Parmigiana:

Familiari
- Madre e Padre (ovviamente)
- il Fratellone
- il Cuggino (finalmente!)
- la qui presente Autrice

Amici (in rigoroso ordine sparso, come mi ricordo)
- Dottor Erre e famiglia tutta
- Muffin Woman Pat
- la Psicologa
- Advertising Girl
- la Carto
- il Dentista
- Cieffe
- la Billie
- tutte le amiche di Parma che se le elenco una a una non finisco più... Spero che nessuno se ne abbia a male.

Ovviamente ho fatto la sorella maggiore ansiosa apprensiva e dalla lacrima facile. Ero decisamente più agitata alla sua che alla mia. Ovvero, alla mia ero talmente tesa che sembravo un cadavere, ma quella è un'altra storia, alla sua invece sembravo una palla rimbalzina sotto effetto di droghe sintetiche.
Comunque, la sua tesi era decisamente interessante anche per un profano, e lei è stata bravissima. Quando ha finito la sua presentazione, esposta con tono di voce calmo e professionalità già dottorale, mi è bastato vedere il nostro Fratellone asciugarsi gli occhi e sono partita anche io.
Per fortuna tra la discussione e la proclamazione sono passate quelle 2 ore in cui ho potuto sfumazzare, bere un caffé, farmi quattro risate, insomma, sciogliere un po' la tensione.
Alla proclamazione quando il Presidente ha detto il suo nome mi si è fermato il cuore per un secondo, quando ha detto il voto ho iniziato a singhiozzare mentre ridevo, con grande sollazzo della Adv Girl che era seduta accanto a me.
Ragazzi, sono talmente orgogliosa che non faccio che raccontarlo a tutti, non ho ritegno, e mi rendo conto che vorreste che smettessi, e vi capisco, ma non ci riesco proprio.

Comunque, il rinfresco è stato all'altezza della performance di mia sorella, tutto ottimo, anche se mi ricordo soprattutto il vino.
Mi ricordo anche che un'amica di mia sorella mi ha chiesto se ero più grande o più piccola: l'ho amata. E giuro che non mi stava prendendo per i fondelli.
Peccato solo che fosse in mezzo alla settimana e che io dovessi lavorare il giorno dopo, perché sono stata abbandonata a casa come un'anziana mentre la mia giovane neolaureata sorella andava a ballare con le amiche.

Brava sorellina.

domenica 17 ottobre 2010

Nel mezzo del cammin di nostra vita...

Se Dante fosse vissuto ai giorni nostri non avrebbe avuto bisogno di andare lontano per vedere l'inferno.
Immaginate una domenica di pioggia di metà ottobre.
Immaginate che in tutta Milano ci siano solo due supermercati della catena più diffusa (Esselunga, tanto per fare nomi) aperti. Immaginate che uno dei due sia dall'altra parte della città, in una zona che forse non è nemmeno nelle mappe del vostro tomtom. E che quello più vicino a casa sia, per dimensioni, più simile a un alimentari che a un supermercato.
La certezza che non sarà una cosa semplice inizia a balenarvi quando vi rendete conto che siete in coda per accedere al parcheggio riservato. La scritta "Completo" lampeggia a ogni auto che entra, e bisogna attendere che ne esca una perché la macchina successiva possa entrare.
Quando finalmente riuscite a salire, capire quale posto sia effettivamente "libero" è un'impresa ardua. Ma tutto questo è nulla. Le porte dell'ascensore si aprono su un ammasso informe di carrelli, carrozzine (ma come, non era il supermercato dei single questo??), corpi, che formano una marea che sembra muoversi senza alcuna logica. E un solo pensiero vi passa per la testa: questo è un girone dantesco; devo uscire di qui il più velocemente possibile.
Capite l'enorme cavolata che avete fatto nel non andare nel grande ipermercato appena fuori città, ma ormai è troppo tardi.
Non riuscite ad avvicinarvi al banco della verdura, ma non importa, avete già deciso di comprare il minimo indispensabile e scappare via. Latte, carne, uova, pane, vino e patate. Tutto il resto non è strettamente necessario nelle 24 ore seguenti.
La fila per la cassa arriva a metà del corridoio dei vini, e vi mettete in coda rassegnati e con un filo di nostalgia per il supermercato di Venezia. Lì la coda a metà della corsia era la norma, così come le risse tra i vecchietti che cercavano di superarsi a vicenda. 
Il ricordo sembra accorciare l'attesa, o forse per una volta in vita vostra avete beccato la fila giusta, quella che procede spedita. In realtà il merito è di un cassiere di mezza età, burbero come può essere un povero cristiano che la domenica mattina debba affrontare una folla inferocita. Il novello Caronte vi traghetta verso la fine dell'incubo, ed è persino gentile, a suo modo. Mettete tutto in borsa, pagate e scappate veloci come il vento.

Mai più, piuttosto muoio di fame.

venerdì 15 ottobre 2010

Pubblicità ingannevole / 2

Da brava drogata di film e telefilm, avendo esaurito le puntate finora disponibili di Lie to Me, mi sono buttata su Mad Men.
Mi piace. Gli uomini sono vestiti bene e ben rasati, intanto per cominciare. Poi la ricostruzione dell'epoca mi sembra fatta bene: fumano tutti come ciminiere e bevono come alpini, sono politicamente scorretti verso una serie di minoranze (incluse le donne divorziate, scandalose), trattano le donne come se fossero delle bambolotte cerebrolese, hanno tutti almeno un'amante. Praticamente, un tuffo nel maschilismo più becero. Se si svolgesse ai giorni nostri probabilmente l'avrebbero già sospeso perché i personaggi positivi fanno tutte le cose che ormai fanno solo i personaggi negativi (fateci caso: dagli anni '90 ad oggi quelli che fumano sono sempre cattivi, cattivissimi o peggiori; ha iniziato X-Files con il misterioso "Uomo che fuma").
Tutto questo non è preambolo a una delle mie solite sparate cripto-femministe, come potrebbe sembrare.
Nella prima puntata però il protagonista della serie, Don Draper, dice una frase alla sua interlocutrice (donna d'affari, single, ed ebrea) che mi ha fatto molto riflettere.
Il dialogo dice così:
- Quindi è così, lei non si sposa perché trova il lavoro più... eccitante
- C'è un'altra cosa... Non mi sono mai innamorata
- Non si sposa perché non si è mai innamorata... Una volta l'ho usato come slogan per le calze
- Per molta gente l'amore non è uno slogan
- Aah, per amore lei intende quel fulmine che ti spacca il cuore, che non ti fa dormire, che non ti fa mangiare nè lavorare, che ti porta di corsa a sposarti, e a fare figli... 
Il motivo per cui non l'ha provato, è che non esiste... Vede, quel tipo d'amore è stato inventato da quelli come me per vendere calze.

Allora, assumendo che l'amore romantico l'hanno inventato i trovatori e gli autori di romanzi cavallereschi molti secoli prima degli anni '60, e che quindi non è vero che è figlio della pubblicità e Don si è preso dei meriti non suoi, la cosa mi ha colpita.

E se fosse vero che abbiamo subito il lavaggio del cervello? 
La famiglia del Mulino Bianco non esiste?

lunedì 11 ottobre 2010

Maschio Alfa

Mr. Big è un maschio alfa. È la tipica persona che, qualunque cosa tu faccia, o abbia in mente di fare, lui l'ha già fatta, l'ha fatta meglio e, se implicava una graduatoria o un podio, è arrivato primo.
Non lo fa apposta, non lo fa coscientemente per attirare l'attenzione, è semplicemente un dato di fatto. Ovviamente, i vari maschi dal beta all'omega possono reagire con vari gradi di invidia, odio o sottomissione; le donne, mediamente, lo trovano interessante, affascinante, o cadono ai suoi piedi (no, sto esagerando, solo io pendo dalle sue labbra).

Chiunque abbia visto qualche puntata di Super Quark nella propria vita, avrà visto un documentario sui gorilla, sui leoni o su qualche altro animale sociale.

"Tra gli animali sociali, l'Alfa è l'individuo col rango più alto nella comunità. [...] Gli altri componenti dello stesso gruppo sociale possono mostrare deferenza verso l'Alfa o altri segni simbolici di rispetto tipici della loro specie.
Gli individui Alfa hanno il privilegio di essere i primi a mangiare e i primi ad accoppiarsi; in alcune specie sono i soli individui cui è consentito accoppiarsi. Gli altri individui vengono solitamente uccisi o banditi se violano questa regola.
La definizione di "maschio alfa" viene talvolta applicata agli umani riferendosi a un uomo che occupa una posizione di potere ottenuta attraverso il proprio coraggio e un'attitudine alla competitività, al raggiungimento degli obiettivi, alla presa di comando. Con il loro approccio coraggioso e sicuro i "maschi alfa" sono spesso descritti come carismatici. Mentre i "maschi alfa" spesso sono persone di grande successo riconosciute per le loro qualità di leader, le loro tattiche aggressive e la loro competitività possono anche portare a risentimento da parte degli altri."

Gli uomini hanno un bel dire che le donne sono solo a caccia di una dote, che quello che ci interessa in un uomo è il conto in banca: in realtà cerchiamo solo l'esemplare di maggior successo, che assicuri a noi e alla nostra prole la più alta probabilità di sopravvivenza. Se vivessimo ancora nella foresta sceglieremmo l'esemplare più abile nella caccia; nella civiltà moderna il metro di giudizio dell'abilità di un uomo nel procacciare il cibo (e tutto il resto) è la sua capacità di fare soldi. Questo è il motivo che ci spinge a scegliere l'esemplare "vincente" nel mondo del lavoro, o almeno un esemplare che abbia tutte le potenzialità di diventarlo.
Quindi, cari maschi beta,  è inutile che voi continuiate a consolarvi della vostra mancanza di attrattiva dicendo che le donne sono tutte puttane che si vendono al miglior offerente.
È la natura che ce lo impone.

venerdì 1 ottobre 2010

Ballerina Collector's Edition

La Ballerina è come la Barbie, tira fuori di giorno in giorno caratteristiche tali che, se fosse una bambola, se ne potrebbero fare mille versioni.

Siamo partite da "Ballerina saggio di danza hip-hop". La bambola viene fornita vestita in stile Blues Brothers con completo nero, cappello Panama di paillettes e occhiali scuri, mentre balla sulle note di Men in Black, per la gioia di amici e soprattutto sconosciuti amici di amici. Incredibile che abbiamo rivisto il Producer, dopo quella sera.

L'ovvio modello successivo è "Ballerina Agente dell'FBI", una ragazza addestrata in arti marziali, in grado di captare notizie e pettegolezzi che viaggiano nell'etere e possono venire recepite solo dal microtrasmettitore che ha nell'orecchio, o che sono inviate sottoforma di ultrasuoni che solo dopo un lungo e difficile addestramento lei è in grado di percepire.

Qualche tempo dopo, è uscito il modello "Ballerina Segretaria di Direzione": dotata di computer con connessione e-mail e chat, è in grado di bloccare le agende di tutta la mailing list e di dire a chiunque cosa sta facendo chiunque altro, per esempio (dialogo in parte di fantasia, in parte realmente avvenuto):
Chef: "Ma tu hai sentito gli altri?"
Ballerina: "Allora, Tizio stasera c'è, Caio invece ha l'imbarco sull'aereo per la Puglia alle 20, Sempronio arriva in macchina verso le 21"
Chef: "Beh ora provo a sentire Sfinge"
Ballerina: "No, non stare a chiamarlo, è appena entrato in riunione e ne uscirà solo verso le 18"

Prima delle vacanze, con perfetto tempismo, è uscito il modello "Ballerina Tour Operator". Volete andare a sentire l'Opera a Verona? Pronti, Ballerina Tour Operator vi trova i biglietti, prenota l'hotel, e non vuole nemmeno la commissione. Lo fa per il piacere di farlo. Dovete andare in Puglia? Ballerina Tour Operator vi prenota l'aereo e manda con cadenza settimanale e-mail riassuntive col programma.

Poi ci sono varie versioni di "Ballerina Passione Avventura": "Ballerina fa rafting sui torrenti trentini", "Ballerina gioca a paintball", "Ballerina sulle slitte trainate dai cani", "Ballerina go-cart", "Ballerina si spatascia col motorino Johnny mentre corre il GP di Milano"...

Ultimo modello in uscita, prodotto a seguito della ormai celebre caduta, è un modello per collezionisti: "Ballerina VIP". Ballerina VIP concede interviste, si fa ospitare allo stadio dalla sua squadra del cuore, e tra poco, sperano le amiche, inizierà a presenziare come ospite in vari programmi tv.

In fondo anche la Parietti ha iniziato dai programmi di calcio.


Infine, l'angolo delle buone notizie:
Buona notizia n. 1: Complimenti a CìCì, lei sa per cosa. Sono contentissima!

Buona notizia n. 2: Sembra che il motorino Johnny possa venire curato, e probabilmente sentiremo il suo motore da 50cc rombare nuovamente per le vie di Milano. Attenti, calciatori, i prossimi potreste essere voi!