martedì 26 gennaio 2010

Invidia

"L'invidia è la religione dei mediocri. Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del cielo si spalancheranno solo per gli infelici come loro, che attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere, e se possibile distruggere, chi, per il semplice fatto di esistere e di essere ciò che è, mette in risalto la loro povertà di spirito, di mente e di fegato. Forunato colui al quale latrano i cretini, perchè la sua anima non apparterrà mai a loro".
Carlos Ruiz Zafón, Il gioco dell'angelo

La vacanza forzata ha anche i suoi vantaggi. Avere tempo per leggere è uno.

lunedì 25 gennaio 2010

Come tirare le 5 di sabato notte

Prendete un sabato sera qualsiasi.
Andate a cena con gli amici di sempre, e poi a bere qualcosa per finire bene la serata. Fatevi portare a casa da uno dei suddetti amici di sempre, e fermatevi a chiacchierare sotto casa per raccontarvi le ultime. La via sotto casa vostra non è larghissima, e non è illuminatissima, ma siete parcheggiati bene e nulla vi preoccupa. State belli scasciati sul sedile e senza la cintura allacciata, ma tanto siete parcheggiati bene e nulla vi preoccupa. 
Ed ecco che mentre ascoltate una canzone di Paolo Conte che parla di un brutto tinello marròn vi sentite sbattere violentemente in avanti, le braccia salgono istintivamente a riparare il viso. Quando rialzate gli occhi rivivendo l'istante ogni istante, per cercare di capire che diavolo sia successo, vedete un'auto cappottata sul fianco, con i fari accesi in faccia a voi, gli airbag esplosi, la musica dello stereo che va e una ragazzina sottile che esce dal lato del passaggero combattendo - e inspiegabilmente vincendo - contro la forza di gravità.

A quel punto smettete di sperare che in verità non sia successo nulla, chiedete all'amico di sempre come sta, scendete dalla macchina e iniziate a sperare che quello alla guida non si sia fatto male, perchè non esce... La ragazzina dice che era lei alla guida ("ma da quando danno la patente a quelli dell'asilo?" vi domandate dall'alto dei vostri xx anni), che ha 19 anni, è neopatentata, che ha bevuto solo un cocktail ma no no no non è ubriaca. Parla a voce troppo alta, parla troppo velocemente per lo choc ma sta cercando di tenere duro. Non trova il cellulare, vuole chiamare i suoi. Le passate il vostro, rendendovi conto che nonostante lo sforzo di mantenere il sangue freddo state tremando. Capite che non diventerete mai un agente della CIA, e la cosa un po' vi infastidisce. Quando riavete il telefono chiamate il 118. "No, non ci sono feriti, siamo tutti in piedi". Inizia l'attesa. La musica nella macchina della ragazzina continua ad andare, gli abitanti del palazzo non si sono mai divertiti tanto e senza pagare il canone, alcuni sono alle finestre, altri sono addirittura scesi in strada. Chiedete al vostro amico se ha il triangolo e lo andate a mettere all'imbocco della via. Richiamate il 118. L'unica pattuglia dei vigili sta facendo un altro rilievo e verrà appena finito. Intanto è sceso vostro padre, che cerca di tranquillizzare la ragazzina. Salite a bere un goccio d'acqua. Scendete e c'è l'ambulanza, i volontari stanno caricando il vostro amico come se fosse moribondo, e non sapete se ridere o preoccuparvi sul serio (solo dopo molte ore scoprirete che erano convinti che lui fosse il guidatore della macchina cappottata). Vi fate mettere un collare e salite anche voi. L'ambulanza nel fare inversione rischia di tamponare la VOSTRA macchina parcheggiata nel viale, e già vi immaginate di vincere un premio per la serata più sfigata dell'anno.
Il resto della serata lo passate con dei comici di Zelig che per hobby fanno i medici al Pronto Soccorso. Le lastre per fortuna non mostrano niente di grave, classico colpo di frusta e 7 giorni di prognosi. Per un momento siete quasi contenti della vacanza obbligata. Poi vi ricordate di tutto quello che avete da fare al lavoro, degli impegni presi nella settimana, il concerto col biglietto già pagato, il week-end in montagna... andate a casa e alle 6 del mattino vi infilate finalmente nel letto; certo, un sabato sera un po' alternativo, ma in fondo l'avventura vi diverte.

P.S.: E ora, dopo un giorno e mezzo: siete doloranti, dovete prendere più pillole di vostra nonna e vorreste avere la ragazzina sottomano per darle una manica di legnate. Iniziate a dubitare di riuscire mai ad andare in montagna.  E per giunta nevica pure. Neppure il miraggio dei soldi dell'assicurazione vi fa sorridere. Domani andrà meglio, si spera.

giovedì 21 gennaio 2010

Gonna dance, gonna dance my blues away tonight*


Ieri al lavoro è stata una giornata un po' pesante; specialmente sul finale, mi sono sentita alquanto destabilizzata emotivamente, sensazione che è andata peggiorando a causa di:
1. impatto col gelido e nebbioso mondo esterno
2. 45 minuti (QUARANTACINQUE) di ricerca parcheggio, resa più difficoltosa dalla pulizia strade notturna in via G. e, soprattutto, dalla attività di rimozione delle auto in sosta vietata in via S.. (Già che ci sono, vorrei cogliere l'occasione per complimentarmi con i vigili urbani: un vero colpo di genio fare di questi lavori alle 18, all'ora di punta. Bravi, bravi, bravi! Per rappresaglie, la mia auto è una Seat argento). :)
Prevedo tragedia anche stasera.

Per un fortunato caso, la Sfinge aveva organizzato una serata aperitivo al Gattopardo, il che già di per sè è una bella cosa, ma in più aggiungiamo che il posto è molto carino, la cameriera mi fa morire dal ridere, c'è la musica dal vivo, la gente che balla...
Arrivata a metà del secondo mojito il sasso, anzi, il grumo di pietra e ghiaccio che avevo nel petto si era già ammorbidito parecchio e due ore dopo, due ore passate ballando (Dancing the blues away, per l'appunto), e ridacchiando alle prodezze di Ivan - il ballerino di Ibiza, si era sciolto del tutto. 
E si era sedimentato nel mio polpaccio destro.
Causandomi dei crampi stile piscina-fredda-in agosto-dopo la grigliata. Insomma, se fossi stata in acqua avrei rischiato di morire affogata.
Invece, per fortuna, ho rischiato solo di morire schiacciata e/o travolta dalle auto in corsa mentre i miei accompagnatori, cioè lo Chef e la Sfinge/Ivan, attraversavano a passo di carica la strada con il rosso, lasciandomi indietro a trascinare la gamba come un reduce sudista della Guerra di Secessione mentre urlavo "Non voglio morireeeee".

*Allegato, video esplicativo di come si "balla via il malumore". Jay Kay è talmente bravo che diventa quasi bello. Speriamo che Ivan prenda spunto.

mercoledì 20 gennaio 2010

The green-eyed monster

O, beware, my lord, of jealousy;
It is the green-eyed monster ... which doth mock
The meat it feeds on; that cuckold lives in bliss
Who, certain of his fate, loves not his wronger;
But, O, what damned minutes tells he o'er
Who dotes, yet doubts, suspects, yet strongly loves! (W. Shakespeare, Othello, 3.3.166-171)
*.




Non sono gelosa. Mi definisco piuttosto egocentrica, e non mi piace essere presa per i fondelli, ma non sono gelosa. Ma devo entrare nell'ottica che la gelosia, pur non colpendo me e poche altre fortunate persone, come il mio Mr. Big, colpisce molti. Il problema grosso è che è un sentimento, e in quanto tale è irrazionale e non è possibile ragionarci sopra e convincere razionalmente chi ne è vittima che non ha motivo di essere geloso. Oppure che ce l'ha e sarebbe più giusto e logico prendersela col fidanzato/a fedifrago piuttosto che con l'altra/o.

Nella mia esperienza, la gelosia colpisce:
- donne che si mettono con uomini con un passato (e spesso un presente) libertino. Questi uomini, di solito, volendo generalizzare, per un po' stanno buoni, poi si scocciano di venire sospettati ingiustamente e decidono che è di gran lunga più conveniente per loro essere sospettati a ragione;
- uomini che si mettono con bonazze, che li attirano proprio in virtù delle minigonne/scollature/altro, poi li trattengono magari con altre doti tipo bontà, cervello, simpatia, ma rimangono delle bonazze. E loro, gli uomini, a quel punto, vorrebbero coprirle con il burqa. Alla faccia della fiducia, direi.

In primo luogo vorrei lanciare un appello ai fidanzati gelosi: se lei intende tradirvi può farlo benissimo a prescindere da come è vestita. Quindi, siate coerenti con la vostra scelta di mettervi con una ragazza-trofeo ed esibitela come merita, oppure mettetevi direttamente con una ragazza meno appariscente, ma non pensate che la fedeltà sia proporzionale alla lunghezza delle gonne.

Quanto alle fidanzate gelose: ultimamente sono stata colpita in un paio di occasioni dagli strali delle appartenenti a questa categoria, del sottogruppo "fidanzate degli amici".

La prima è una sciroccata sulla quale ci sarebbe troppo da dire, e che rientra peraltro nel sotto-sottogruppo "fidanzate sciroccate degli amici non troppo stretti". Con un poco di rammarico ho deciso che non valeva la pena di ricevere mail minatorie o, peggio, telefonate minatorie, e mi sono rassegnata a interrompere ogni rapporto con lui.

La seconda è fresca fresca di ieri sera, e mi ha spinto a interrogarmi sull'argomento.
Ho fatto un casino involontario, scrivendo "amore mio" sulla bacheca di uno dei miei più cari e vecchi amici. E la sua fidanzata che non mi conosce si è molto insospettita, obbligandolo a ore di spiegazioni alle quali lei non ha creduto, e a lanciarmi un SOS in cui mi chiedeva di cercare di rattoppare il danno scrivendo direttamente a lei. Al che, svariate soluzioni mi sono passate nella testa:
1. amputazione delle mie stesse mani per rappresaglia poiché, lo ammetto, ho scritto forse con troppa leggerezza; soluzione che mi avrebbe inoltre fornito un'ottima scusa per non dover scrivere a lei...
2. desiderio di avere sottomano lui, perchè si mette sempre con donne che o sono gelose in partenza, o lo diventano stando con lui, e volevo menarlo per questo
3. desiderio di avere sottomano lei e picchiarla selvaggiamente urlandole nelle orecchie se era cretina o cosa.
Invece: ho ingoiato il groppone, ho respirato profondamente, e gli ho scritto "domattina lo faccio".
Non credo che l'avrei fatto per nessun altro, contattare una sconosciuta scusandomi per l'epiteto galeotto, ma per lui questo ed altro.

Infine vorrei fare un appello a tutti i miei amici. Se vi mettete con una tipa gelosa, fatele presente che io chiamo amore il 90% dei miei amici, maschi e femmine. Se io mi mettessi mai con uno geloso, vi prego, aiutatemi ad arginarlo, e se non ci riusciamo, vi autorizzo a farmi il lavaggio del cervello finchè non lo mollo.

PS.: quanto mi piace Kenneth Branagh!

*Oh, guardatevi, mio signore,dalla gelosia.
È il mostro dagli occhi verdi che dileggia
il cibo di cui si nutre; vive beato quel cornuto
il quale, conscio del proprio fato, non ama colei che gli fa torto;
ma, oh, come conta i minuti della sua dannazione
chi adora, eppur dubita; sospetta, eppure violentemente ama!

martedì 19 gennaio 2010

L'uomo attrezzo

Sono molto soddisfatta della mia vita in questo momento. Sono circondata dall'affetto degli amici, vecchi e nuovi; il lavoro va bene e penso migliorerà anche, i miei capi mi stimano; la mia casetta mi calza come un guanto, è un po' zozza, al momento, ma accogliente e i termosifoni vanno a tutto vapore (aspetto da non sottovalutare in questo mondo freddo e inospitale). Anche se sto avendo problemi con gli oggetti che vanno a elettricità, che mi si stanno svampando uno dietro l'altro, direi che sono soddisfatta.

La scorsa primavera avrei detto che mi mancava solo una relazione sentimentale per essere felice al 100%, ma in queste due prime settimane del 2010 mi sono resa conto che non è vero. Ho già un sacco di relazioni che implicano l'uso dei sentimenti, e non ne voglio una che ne richieda l'esclusività (come canta Battiato "Tu pretendi esclusività di sentimenti / non me ne volere / perché sono curioso, bugiardo e infedele", anche se io non sono bugiarda e non sono infedele).
Ora so che sembrerò superficiale e verrò mal giudicata da molti, ma in realtà in questo momento ho solo bisogno ogni tanto del contatto fisico. Magari fare un po' di movimento, e poi amici come prima. Basta.
Insomma, dopo l'uomo kleenex (definizione di mia mamma per "uomo usa e getta"), vorrei un "uomo attrezzo" (sia per l'uso tipo palestra, sia perchè sarebbe preferibile che sapesse usare gli attrezzi per ripararmi gli elettrodomestici),  altrimenti detto "friend with benefits".
Solo che gli uomini che incontro ultimamente vogliono sistemarsi. Magari con me. E io scappo, scappo a gambe levate perchè ho paura di perdere la mia vita quasi perfetta nella mia casa minuscola con gli elettrodomestici che svampano.
Ma non dovrebbe essere il contrario? Non dovrei essere io, donna, a sentire l'orologio biologico che ticchetta impazzito? A sentire la necessità di venire curata e protetta da una figura forte? Insomma, non dovrei essere io a sentire l'urgenza di una stabile relazione monogama?
E invece...

venerdì 15 gennaio 2010

Families

"The most important thing in life is your family. There are days you love them, and others you don't. But, in the end, they're the people you always come home to. Sometimes it's the family you're born into and sometimes it's the one you make for yourself".

Sex & The City - Carrie

Yes, I confess, I am addicted. It's not my fault, they just give voice to my thoughts!


:)

mercoledì 13 gennaio 2010

Del Centauro, del Chitarrone e di alberi da frutto

Avrei dovuto capire che gli strumenti musicali avrebbero avuto un ruolo notevole nella serata quando G. ci ha rese edotte, nel tragitto verso casa di A. per la consueta cena del martedì, sulla tecnica dell'uso delle labbra nel suonare la tromba. Nessun doppio senso, giuro.
Era presente un nuovo ospite, che, avendo le stesse iniziali di almeno altri due amici, verrà d'ora in poi identificato come "Centauro". Sarà stata la novità o, molto più probabilmente, la simpatia di questo mitologico personaggio, fatto sta che è stato il fulcro della serata, regalandoci momenti di vera poesia e metafore degne del migliore Omero. Onore a lui, quindi, perchè gran parte di questo post in realtà è farina del suo sacco.

Fatte le debite presentazioni, mentre A. cercava di farci battere qualche record di velocità prandiale, del quale non eravamo stati precedentemente informati (ma che spero siamo riusciti a battere), la conversazione si è aperta su un argomento piuttosto neutrale: il gossip. Che fa Belèn, quanto è bona la Casalegno, quanto è butterata la Canalis (ma che ci troverà George in lei, aggiungo io)... accesa discussione tra i due soli uomini sulle reali doti fisiche di Nina Moric, che pare essere il non plus ultra, chiappisticamente parlando.
Ormai rotto il ghiaccio, iniziano gli aneddoti su persone che effettivamente conosciamo. Ed ecco che il Centauro ci chiarisce dei dubbi sul comportamento di una certa ragazza.
A lui è risultato subito evidente che le prudeva il chitarrone (nell'immagine: esempio di chitarrone, nell'accezione letterale; per quella metaforica, usate la fantasia), e questo spiega tutto. Ma siccome non siamo persone pettegole, saranno flauti loro. D'altronde, GP è uomo che non si fa abbattere dalla mala sorte, e può sempre andare a consolarsi nel figaio della Barceloneta. Che, per chi non lo sapesse, è un vivaio di alberi da frutto. Di un certo frutto. Del chitarrone.

PS.: JKT: welcome back to Milan, I've been missing you. :) And thanks. You know why.

martedì 12 gennaio 2010

Felicità


"Una volta tanto mi lasciai andare, senza volermi sentire superiore alla mia felicità, senza volermi guardare dall'alto o essere più intelligente dei miei sentimenti."

Paul Auster, "La stanza chiusa", Trilogia di New York




P. S.: prima che gli amici preoccupati si chiedano cosa voglia dire, la risposta è NIENTE. Non ci sono legami nascosti con alcuna situazione personale. Però è bello il senso, e sarebbe bello sperimentare quella sensazione.

lunedì 11 gennaio 2010

Piquenique - Sur le lac

Che bello il brunch di domenica. Il posto è vicino a casa, così accogliente, caldo, una specie di casa francese di campagna. C'è un bel caminetto, cestini di vimini appesi qua e là, cuscini... sembra di stare a casa propria, ma con l'enorme vantaggio che il lavaggio dei piatti viene fatto da qualcun altro.
Purtroppo eravamo ancora tutti provati dalla mangiata (e dalle bevute) della sera precedente.
Per riprendersi, ognuno ha seguito il proprio metodo. A. e consorte con un giro di shopping; B. e G. a casa per riposarsi; R. ed io con un bel giro sul lago di Como, a Lecco, approfittando del clima collaborativo e finalmente soleggiato dopo 3 giorni di diluvio costante. Quattro passi sul lungolago e una tranquilla esplorazione del centro e di alcuni negozi, che ci ha convinti di meritare una cioccolata calda.
Il posto adatto, già solo per il nome (Chocolate - e bisogna dire che non ha tradito le aspettative),si è materializzato davanti a noi poco dopo, giusto il tempo di goderci un tramonto spettacolare.
Unico neo della giornata: è stata vergognosamente breve, è davvero volata via, lasciando il posto a una settimana lavorativa alla quale non riesco ad adattarmi. Sono ancora in modalità vacanza, spero di riuscire a tornare quanto prima alla modalità lavoro.

sabato 9 gennaio 2010

Mala tempora

B. and I should be in this place now.
It's been 16 year since I last went to London, I was looking forward to being there again, even though I saw all the snowing and the mess.
We would have been at J.'s mother's place, with J., who would have been an exceptional guide. But.
We should land at Gatwick airport, one of the nine London airports, one of the four (FOUR!!) used by our airline. Guess what? Our airline cancelled all the flights from and to Gatwick ONLY.
This is luck.
In any case, if I couldn't go to London, London came here, or at least its standard weather did. Rain, cold, but most of all rain, rain, rain... It's been raining for 3 days now, and I think I had enough.
But I don't mean to complain.
So here's a new boring list, of the good things happened to me here in Milan. (While reading, please listen to this song from Monty Python's Life of Brian, it is appropriate)

1. I had great Japanese lunch with R.R.
2. Now I know what time is the best to go shopping at the supermarket: 1.30 pm. Monday to Friday, of course. Which means I will never be able again to go at that time, but at least I know. 
3. I've bought a beautiful tablecloth for next record-dinners
4. I've finally watched Sherlock Holmes at the cinema
5. I fell in love (once again) with Robert Downey Jr.; hope he'll notice me, one day or another...
6. In the same time, at least I've seen an early-twentieth-century London on the screen
7. The cinema is just round the corner
8. I've slept a lot
9. Tonight I'll have dinner with my friends
10. Tomorrow I'll have brunch in a delightful little place called Piquenique with my friends.

What else could I desire? Except being in London, of course... :)

martedì 5 gennaio 2010

2010

Sì, lo so che la scaramanzia è fuori moda, ma hai visto mai, dovesse funzionare, meglio iniziare l'anno muniti di tutti i portafortuna di base. Per il momento possono bastare, il nuovo anno è iniziato da troppo poco tempo per aver fatto già grossi danni.
Sono fiduciosa, visto che il mio anno è iniziato all'insegna dell'allegria, delle nuove conoscenze, del rinnovato affetto per gli amici vecchi e nuovi. Inoltre è stato uno dei cenoni di S. Silvestro più divertenti a cui mi sia capitato di partecipare, fin dalla preparazione, in cui due traslocatori di eccezione si sono portati via il mio bellissimo e preziosissimo tavolo. Ero quasi sicura che non l'avrei rivisto intero, invece devo dire che non solo è tornato, ma è tornato su tutte le sue 4 zampe.
Abbiamo mangiato bene, abbiamo riso, fatto foto, e, naturalmente, bevuto.
Essendomi mantenuta parecchio sobria (incredibile, ma giuro che è vero) ho, tra l'altro, avuto modo di vedere (e memorizzare) cose che voi umani...
Per esempio R.R. versione gangster di Chicago sul divano con una mora da una parte e una bionda dall'altra; G.P. versione gay, o almeno bisex, che bacia chiunque gli capiti a tiro, uomini donne o altro... B. con l'occhietto spento che insiste per fare le foto pubblicitarie per la nostra futura attività imprenditoriale... Ho visto lezioni di tango alle 3.30 del mattino, ho visto uomini completamente ubriachi aggirarsi travestiti da Rambo, ma con la fascia di paillettes, ne ho visti altri calarsi talmente nel ruolo di cameriere/barista da realizzare dei cocktail nel bar sottocasa in cambio di ghiaccio e PAGARLI pure!! Ma la cosa più bella: ho visto che nessuno, nemmeno i più sbronzi, hanno avuto la sbronza triste, gli occhi si chiudevano ma su tutti i volti stanchi aleggiava sempre l'ombra di un sorriso. Poi vada come vuole andare, ma come inizio non c'è davvero male.

lunedì 4 gennaio 2010

Sistema brevettato anti vampiro

I più ritengono i vampiri un'assurda superstizione da medioevo, che in questi tempi razionali e scientifici non dovrebbe sopravvivere.
Pochi sanno che una delle zone più infestate dai vampiri nei tempi passati era l'asse Torino-Asti- Alessandria.
Per riuscire a individuare i vampiri, per difendersi da loro e, nel contempo, per creare momenti di convivialità, gli abitanti della zona crearono un piatto meraviglioso che nella lingua locale è detto "Bagna Caoda".

Grazie ad essa le contrade del basso Piemonte sono ora sicure, i vampiri da tempo si sono trasferiti altrove.
Ma non bisogna mai abbassare la guardia, ragion per cui ogni anno noi amiche facciamo un corso di una serata sul tema "Autodifesa dai vampiri" (ma anche dagli altri in generale, visto che è consigliabile azzerare la propria vita sociale per un paio di giorni almeno). Il corso è tenuto da un noto esperto di Bagna Caoda, che temendo ritorsioni da parte dei vampiri succitati vuole restare anonimo, ma che chiameremo A. G.; nella sua missione A. G. è sostenuto dalla consorte (A. G. anch'essa!) e dalla devota figlia F. G., organizzatrice del corso di autodifesa.
Con la scusa, proprio come i nostri eroici predecessori, ci dedichiamo a sport molto impegnativi come masticazione, deglutizione e digestione, aiutati da un ottimo vino, dalla conversazione interessante e dalla splendida compagnia.
So che i due esperti nostri anfitrioni ogni tanto mi leggono, quindi li ringrazio per il loro impegno a rendere il mondo un posto migliore e soprattutto per la loro deliziosa ospitalità che è ormai una tradizione.