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Bilancio

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Fiat Lingotto 1925, ufficio contabilità, macchine calcolatrici,  Archivio fotografico FIAT. Ho condotto una vita piuttosto retta, ho cercato di fare, se non del bene, almeno il minor danno possibile agli altri nel mio percorso, pur cercando di vivere piacevolmente il tempo concessomi. Ho cercato di seguire le leggi universali del karma, gli insegnamenti della mia Tata, la regola aurea in tutte le sue forme ("non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te", ma anche "fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te"). Eppure devo aver sbagliato qualcosa. Infatti sono appena giunta a due conclusioni: L'inferno è un mondo di contabili, fatture e conti da far quadrare, in cui nessuno ha tempo di spiegarti nulla e chi ha tempo non ha le risposte che cerchi. Sono morta a un certo punto della mia vita, non me ne sono accorta. E naturalmente mi trovo nell'inferno fatto di contabili, fatture e conti da far quadrare. Ora, guardo ...

Una vita da mediano

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una vita da mediano / che natura non ti ha dato /né lo spunto della punta / né del 10 che peccato... Lunedì, con una propositività derivata dal riposo del fine settimana, ho deciso che da troppo tempo sono cadute in disuso le cene del martedì, così ho invitato qualche amico a casa mia. All'appello hanno aderito: la Piratessa, prima istitutrice delle cene periodiche, l'Amazzone, e naturalmente Sfinge, nostro bersaglio e sollazzo prediletto (da ora ribattezzato: lo Zio Sfinge). Il lunedì sera come una novella Biancaneve mi sono messa a preparare una fantastica crostata di mele. Il martedì il piano era di preparare un primo e un secondo tornando dal lavoro. Non avevo considerato la dannatissima fatturazione. Ho passato tutta la giornata sommersa da fogli volanti, fatture, bolle di trasporto, mille impicci e ritardi, e ad ogni ora mi sentivo sempre più propensa a mettere le mani addosso a qualcuno, mentre i miei capelli assumevano posizione eretta facendomi somigliare a Medusa. ...

Asian Food, jazz&rock, battesimi

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Stufa di fare fatture a ciclo continuo (ebbene sì, da stasera sono in ferie e non vedo ancora la luce in fondo al tunnel) e colpita da una inspiegabile ansia che mi stringe lo stomaco in una morsa, mentre Steven Tyler mi impedisce di crollare addormentata sulla tastiera del pc cantandomi nelle orecchie "I was crying when I met you, now I'm trying to forget you", ho deciso che potevo anche fare una pausa e aggiornare il blog. Iniziamo dall'altra sera. Siamo andati a cena in un ristorante sino-giapponese o nippo-cinese, a seconda delle preferenze. Il bello è che ho finalmente potuto togliermi la voglia di cibo cinese, pur in compagnia di persone che non lo mangerebbero nemmeno se l'alternativa fosse la morte per fame. Il giapponese è buono, per carità, ma il cinese mi dà un sacco di soddisfazione in più. Inoltre avevano pure il mio favoritissimo sorbetto alla mela verde. La cena era propedeutica a un concerto jazz dove il prode Hornbraker ci aveva riservato dei pos...

Reclami

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Ah, la fama, che amante volubile! Gli affezionati ed inestimabili lettori del mio blog si stanno prendendo un po' troppe licenze ultimamente. Siamo arrivati ai reclami, addirittura! L'altra sera mia sorella ha sporto un reclamo. Perché è l'unica persona citata sul mio blog alla quale non ho affibbiato un soprannome. Il problema è che i soprannomi sono dati da un aspetto o una caratteristica che mi colpisce delle persone di cui parlo. Infatti al momento di trovare un soprannome a mia sorella, tabula rasa . Perché lei per me ha tanti soprannomi, ma glieli ho dati tutti nel corso degli anni, solitamente sono un po' imbarazzanti e non sono strettamente legati a una sua peculiarità. Se non fosse mia sorella ne avrei molti qui pronti sulla punta delle dita, ma il fatto che la conosca così approfonditamente un po' mi inibisce. Però alla fine, dopo lunga riflessione, e rischiando un'accusa di plagio (perché, mi duole dirlo, ma questo nomignolo molto azzeccato le è stat...

Almanacco del giorno prima

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Lo so, ho latitato. Purtroppo la fine del mese mi ha parecchio assorbita, e non ho potuto sfruttare la quantità di spunti che avevo raccolto. Colonna sonora per la lettura: qui . Riassumiamo. Venerdì: Lo scorso venerdì ci siamo goduti l'aperitivo in giardino alla Triennale, e per una volta in vita mia, evento più unico che raro, sono stata la prima a mettere in giro un pettegolezzo. Sì, non è una cosa di cui essere fieri, il pettegolezzo non è un'arte nobile, ma dato che di solito mi arrivano di quarta mano (almeno), avere uno scoop di prima mano è stata un'esperienza nuova e in quanto tale piuttosto stuzzicante. Comunque, la Triennale è proprio un bel posto dove stare all'aperitivo.  Unico neo, la musica un po' troppo alta. Sabato: Causa festeggiamento del compleanno materno mi sono persa una cena selvaggia iperdivertente e casinista. Almeno, dai racconti e dalle foto sembra così. Non penso sia un complotto per farmi rosicare... Comunque, mentre io ero a Parma...

Insofferenza

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Sono insofferente in questi giorni. Non verso tutto, solo verso tutto quello che è contenuto nel brutto edificio prefabbricato ad un piano, situato alle soglie del nulla, tra il nulla e il nulla. Il mio ufficio, insomma. Non è per la posizione dell'ufficio, ci mancherebbe; anche se poter andare al lavoro a piedi è certamente una gran bella cosa. Anche se avere un'ampia scelta di locali dove pranzare, nonché un'amplissima scelta di take away con consegna a domicilio, è una situazione che per me rasenta il paradiso. Ma non importa. Se l'ambiente è stimolante, e il tuo lavoro ti piace e ti dà immense soddisfazioni, non è importante doversi smazzare quei 25 km per andare in ufficio. Non è importante doversi preparare il packet lunch tutte le sante sere o rassegnarsi ad andare al solito bar. Parliamo dell'ambiente: certe volte penso di essere morta ed essere finita all'inferno. La mia punizione è condividere l'ambiente di lavoro con delle persone (che non sono ...

Coach? I don't think we survived that crash.

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First day back to work... I don't think I survived either... Actually, I think I died and I went directly to hell. A hell made of thousands of invoices. :) By the way: title and picture are from Tim Burton's Beetle Juice , one of the funniest movies ever. The complete quote is: Very Dumb Football Player : [the football players have re-entered Juno's office] Coach? Juno : What? Very Dumb Football Player : [looking disturbed] I don't think we survived that crash. Juno : [sarcastically] How did you guess? You can see the whole scene here at minute 4:20.

La sindrome da fatturazione

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Tale termine definisce il complesso di sintomi, sia fisici, sia psicologici, che compaiono ciclicamente, a cadenza mensile e ripetutamente, prima della fatturazione e scompaiono quando il flusso di DDT (documenti di trasporto) finisce; colpisce le donne che, per problemi di organizzazione aziendale, sono costrette ad occuparsi di fatture e numeri pur non essendo qualificate. Mentre le impiegate del settore amministrativo, prima del ciclo della fatturazione, non presentano alcun disturbo rilevante, per quelle dell'area acquisti questo appuntamento mensile rappresenta un vero problema, caratterizzato da: - malessere - instabilità emotiva - irritabilità - depressione.   A questi sintomi si aggiungono le difficoltà nelle relazioni interpersonali: la buyer costretta a fatturare può avere un atteggiamento aggressivo con i fornitori che non si decidono a inviare le fatture, con i controller che le stanno col fiato sul collo, con i colleghi che le chiedono favori nel momento sbaglia...