mercoledì 2 marzo 2011

Bilancio

Fiat Lingotto 1925, ufficio contabilità, macchine calcolatrici, 
Archivio fotografico FIAT.
Ho condotto una vita piuttosto retta, ho cercato di fare, se non del bene, almeno il minor danno possibile agli altri nel mio percorso, pur cercando di vivere piacevolmente il tempo concessomi.
Ho cercato di seguire le leggi universali del karma, gli insegnamenti della mia Tata, la regola aurea in tutte le sue forme ("non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te", ma anche "fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te").
Eppure devo aver sbagliato qualcosa.
Infatti sono appena giunta a due conclusioni:
  1. L'inferno è un mondo di contabili, fatture e conti da far quadrare, in cui nessuno ha tempo di spiegarti nulla e chi ha tempo non ha le risposte che cerchi.
  1. Sono morta a un certo punto della mia vita, non me ne sono accorta. E naturalmente mi trovo nell'inferno fatto di contabili, fatture e conti da far quadrare.

Ora, guardo al futuro. Vi assicuro, anche noi anime dannate ci aspettiamo un futuro foriero di cambiamenti; tra poco un'altra anima dannata prenderà il mio posto nell'inferno delle fatture e io, a Dio piacendo, assurgerò a un purgatorio di viaggi in autostrada e permanenze dal mio cliente, il quale si diverte ad assumere persone che non hanno la più vaga idea di tempi e modi del lavoro che devono fare.

Un giorno vincerò la lotteria, e allora e solo allora sarà il paradiso.


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