lunedì 26 settembre 2011

I can't get no satisfaction

Questo è uno di quei periodi in cui sono molto insoddisfatta.

Devo ammettere che ultimamente mi capita spesso, e, quando mi sento battagliera, inizio a immaginare di rivoluzionare la mia vita; dove per "rivoluzionare" intendo proprio rivoltarla come un calzino, radere tutto al suolo, spianare le montagne, dare fuoco a tutto e ricominciare da capo.
Però ci sono giorni in cui mi sento poco battagliera, tipo oggi; allora inizio a pormi una serie di limiti tipo:
Fino a che età si può fare una cosa del genere?
Sono ancora in tempo?
Questo periodo, data la congiuntura economica a dir poco negativa, non è proprio il momento migliore per buttare tutto all'aria.

Poi ripenso a come mi sono convinta che solo volendolo avrei potuto realizzare grandi cose. O per lo meno, che avrei potuto ottenere il meglio, tutto quello che desideravo, con solo un piccolo sforzo di volontà.
Ultimamente non riesco più a credere che sia vero, tutte balle e pubblicità ingannevole. La verità è che il Romanticismo ci ha rovinati. Maledetti Titani, maledetto Beethoven, maledetta Quinta Sinfonia, maledetto Goethe con le sue Affinità Elettive. La vita vissuta col cuore in mano fa male, fa schifo; è tutta questione di fortuna e non di talento, né di intelligenza, né di sensibilità. Anzi, molto meglio nascondere queste doti se si hanno, perché se no ti etichettano pure come "diverso", come "freak". Molto meglio essere conformi, medii, per non essere guardati con sospetto.    
                                
Sono insoddisfatta del mio lavoro. L'ho detto.
Sto attendendo l'evolversi della situazione ormai da mesi, sto iniziando a pensare di essere finita in una versione molto poco letteraria del Deserto dei Tartari. Aspetto, scruto con fiducia l'orizzonte, mi faccio i miei film in testa su come sarà il futuro, ma poi purtroppo a parte tante parole la situazione non cambia di una virgola.

Sono insoddisfatta anche della mia vita personale.
Anche lì, nuoto e nuoto e nuoto per venir fuori da un gorgo che è decisamente più forte di me, che non mi permette di uscirne e dirigermi, o almeno cercare di farlo, verso altri e più sereni lidi. Colpa mia, sia chiaro, che ho valutato male i rischi. O che ho omesso di valutare alcune variabili. Sta di fatto che oscillo da uno stato di anestesia in cui mi muovo nel mondo come una sonnambula, a uno stato di dolore diffuso che non posso continuare a imputare agli ormoni della PMS. Non è che posso raccontarmi la favola che a me dura 40 giorni al mese, suvvia, soprattutto dal momento che non ne ho mai sofferto, fino a qualche tempo fa.

In mezzo a questo inverno del nostro scontento, la mia sindrome di Pollyanna mi porta però a notare qualche nota positiva.

I miei amici sono speciali, ad esempio.
Sabato ho passato una bellissima serata, e non mi è pesato essere la sola single con 2 (e poi 3) coppie.
Siamo andati a cena, abbiamo mangiato bevuto, scherzato e riso. Poi siamo andati a sentire i Rad1 nel locale che ci ha visti crescere e che ora ci sta vedendo invecchiare.
Il gruppo suona bene, ci divertiamo, lo show è bello, voglio bene a tutti, rido e sono tranquilla.
E poi inaspettatamente il cantante acchiappa una chitarra e attacca l'intro di Nothing Else Matters. Io ho sempre avuto un problema con questa canzone, anche nel momento più felice della mia vita mi commuove. In questo preciso momento ha avuto un effetto devastante, le lacrime hanno iniziato a sgorgare senza che io riuscissi a far prevalere il pudore e a fermarle. Allora le ho lasciate andare, ed è stato alquanto liberatorio. Però appena finita la canzone sono corsa fuori, e senza bisogno nemmeno di un'occhiata, CìCì mi ha seguita per tenermi compagnia. Non mi ha fatto domande e non ne abbiamo parlato. Qui sta la grandezza degli amici veri. A loro non devo spiegare niente. 
Per questo li ringrazio tutti, li ringrazio di sopportarmi e di volermi bene per come sono, e di non giudicarmi, e di continuare a darmi buoni consigli pur sapendo che non riuscirò a seguirli.

Grazie.
Vi lovvo tutti.

3 commenti:

CC ha detto...

Sai perchè sei triste?? perchè non hai visto "in forma con Gargnè: usavela!". Io rido sempre come la prima volta :-) ecco il link:

http://tg24.sky.it/tg24/spettacolo/2011/06/11/corrado_guzzanti_vulvia_aniene_video_satira.html

Se i sintomi dovessero persistere, si consiglia di continuare la somministrazione di spezzoni di Aniene.

Effe ha detto...

Ahahah ho deciso che anche io userò la crema alle foje di Gargnè! se anche non funziona per la pelle,almeno funzionerà per l'umore! :)

cooksappe ha detto...

ti lovvo anch'io!