giovedì 15 settembre 2011

Le gioie della maternità

No, no, tranquilli, non sono incinta.

Se lo fossi sarebbe come quella barzelletta: "Signora, ho qui i risultati dei suoi esami, ho un'ottima notizia!" "Veramente sono signorina" "Signorina, ho qui i risultati dei suoi esami, ho una pessima notizia..."

Però sto vivendo le gioie della maternità in modo coatto.
Nel mio stesso ufficio, separate da me da soli 5 scalini e un paio di armadi, ci sono:
- n. 3 mamme di figli in età scolare, alle quali, grazie a Dio, è passato l'entusiasmo da mo';
- n. 1 mamma di figlio 2-enne, la quale ha un lieve problema di logorrea, di tono di voce troppo alto, e di complesso di superiorità/delirio di onnipotenza, per cui quello che dice lei è la verità; costei da qui in avanti verrà rinominata Mamma Onnipotente;
- n. 1 mamma appena rientrata dalla maternità, che fortunatamente non ci sta ammorbando più del necessario
- n. 1 mamma in attesa, che si interfaccia per otto ore di fila, urlando, con la Mamma Onnipotente.

I loro discorsi, che io cerco senza successo di non sentire barricandomi dietro i miei auricolari dell'i-Pod, variano dalle tecniche usate dalla Mamma Onnipotente per inserire il pupo al nido senza traumi, al miglior modello di mutanda con panciera (che è quello usato dalla Mamma Onnipotente, ovviamente), a consistenza peso odore e colore di cacca/vomito o altre sostanze espulse dal suo tenero figlio 2-enne, e mille altri discorsi che hanno un solo fil rouge: l'essere madre, la massima aspirazione di ogni donna che possa dirsi veramente tale.

Ora, devo fare una confessione.
So che è una cosa che una donna dovrebbe tenere nascosta, o tutti penseranno che è un mostro, ma purtroppo io non posso più trattenermi, non posso più fingere. Ho deciso di fare outing: io non sono molto materna.
I bambini possono piacermi se sono carini e teneri, ma la maggior parte delle volte li farei arrosto perché urlano, mi corrono sui piedi e sono ineducati (colpa dei genitori, naturalmente, ma resta il fastidio). Non adoro i bambini in quanto tali, non condivido l'idea che siano tutti belli; mi piacciono o non mi piacciono esattamente come gli adulti.
Se tu sei la mia peggiore nemica, di tuo figlio non me ne fregherà niente, proprio come non mi frega niente di te; se sei una collega con cui ho scambiato 2 parole di numero in 3 anni, non verrò lì come fanno tutte le altre a fare le vocine al tuo neonato, perché se già tu che sai parlare sei poco interessante, figurati quanto mi interessa della tua afasica prole.
E non pensare che mi impietosisca mentre, di prima mattina, mi racconti il colore del vomito di tuo figlio mentre io vorrei solo bermi in santa pace il caffè. E a dirla proprio tutta, mi fanno accapponare la pelle e mi irritano i nervi quelle donne che, solo perché essendo donne devono avere l'istinto materno, si fiondano come galline impazzite su qualunque carrozzina urlando "Ma chi èèèè questo patatiiiiinooooo!!!", comportamento che, tra parentesi, trovo lesivo della dignità del neonato/bambino.
Capirete quindi come questa vita in un gineceo dove tutte parlano solo ed esclusivamente dei propri figli, e chi non ne ha ascolta compiaciuta, prendendo appunti, mi faccia sentire un po' un pesce fuor d'acqua, e rischi di portare le mie posizioni, già poco materne, alle estreme conseguenze.

Capirete anche che l'incontro con la mia nipotina veneziana mi mettesse un po' in apprensione. Voglio un bene dell'anima a sua madre, quindi di quella pupetta mi interessa, e se per caso le fossi stata antipatica? Poi sarò la sua madrina, e se poi piange tutto il tempo che la tengo io? Sarebbe orribile, e tutti capirebbero che io e i bambini non andiamo d'accordo.
Invece, nonostante il mio nervosismo, per fortuna è andato tutto bene; è una bambina adorabile, chiacchiera un sacco, ha dimostrato subito di essere parecchio sveglia, e domenica mi dava addirittura i bacini e le carezze.
Però che choc, e non solo perché la mia amica, quella con cui mi facevo la ceretta e i gavettoni, è diventata mamma. Il peggio è che a pranzo c'era una coppia di amici della Cicci che hanno due gemelli, e il padre non si è nemmeno presentato che ha cercato di mettermene in braccio uno. Aiuto! Da zero bambini a 3 bambini in pochissimi secondi!
Un pranzo con 5 adulti e 3 bambini poi è qualcosa di infinito e infinitamente difficoltoso. A parte me, nessuno è stato mai seduto più di 10 minuti. Ragazzi, mi sono scolata mezza bottiglia di prosecco per cercare di rilassarmi. Però è stato educativo, e ho il sospetto che la Cicci abbia organizzato tutto apposta come una sorta di terapia d'urto per me.

Fortunatamente ha rimediato a cena, dove c'erano anche adulti senza neonati, e soprattutto una meravigliosa signora che ha fatto la mia stessa università, che ha i capelli corti come piace a me, e che condivide tutti i miei pensieri sui bambini. Mi sono sentita meno un mostro, e ho pensato che credo di voler essere come lei, da grande; e che dopo tutto, se lei ha avuto figli e non li ha mangiati, forse un giorno potrò averli anche io.

Per il momento però un week-end al nido mi è bastato.

5 commenti:

the muffin woman pat ha detto...

uhm.
conserverò il tuo numero per quando mi servirà una baby sitter:))))))))))))))))))))

Effe ha detto...

Guarda che con i bimbi con cui vado d'accordo sono bravissima!! Me li sbaciucchio tutti e li faccio divertire! :)
Se vuoi un esempio, ecco qui: http://www.youtube.com/watch?v=O27hwFKH5MY

Alberto T ha detto...

Non sono i figli il problema, sono il coniuge e i suoi parenti!

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

Ho un'idea: d'ora in poi quando scriverò un post su mio nipote ci metterò un bollino rosso per avvertirti, ok?

Effe ha detto...

@Alberto: Per quanto mi riguarda il problema maggiore sono i genitori...
@Jane: La storia di tuo nipote è molto bella. Io sono solo stufa di queste mamme monotematiche (e/o monomaniacali). Ma lo vedranno un film? Leggeranno un giornale? Possibile che non hanno altri argomenti di conversazione che le cacche dei pupi??