giovedì 19 aprile 2012

Non ho (più) l'età

Non sono una nostalgica, ho troppe aspettative nei confronti del futuro per esserlo. Il passato è passato, avrà avuto i suoi momenti belli ma certamente ne ha avuti di brutti.
Non sono di quelle che "oh, come vorrei tornare bambina". Per carità. Da bambina non puoi truccarti, non puoi guidare la macchina, non puoi andare dove vuoi, sei piccola e indifesa e qualunque adulto può dirti cosa fare e cosa non fare (in effetti dovrei usare il passato, oggi che lo apprezzerei pare che non si usi più). Da bambina non vedevo l'ora di essere grande e poter decidere per me stessa.

Non rimpiango il liceo né l'università, posti in cui devi sgobbare gratis. Molto meglio sgobbare a pagamento, non c'è paragone, a parità di rottura di palle.
Conto su una genetica favorevole e se tutto va bene e riesco a non cedere troppo alle lusinghe del palato dovrei mantenermi decentemente carina fino a una certa età.

Però c'è qualcosa che mi disturba.
Superati i 30 la vita sociale diventa pressoché incompatibile con il lavoro, a meno che uno non faccia il pì-erre e la vita sociale sia anche il lavoro. Da qualche tempo a questa parte l'andare a dormire alle 3 di notte, anche se di sabato, mi lascia drammatici strascichi per tutta la settimana, durante la quale devo alzarmi alle 7, contravvenendo al mio bioritmo naturale che mi vorrebbe far dormire fino a mezzogiorno.
Ecco, molto irritata da questo, sono giunta alla conclusione originalissima che il problema è il lavoro.
Come si può smettere di lavorare pur avendo ancora un'età in cui ci si possa godere la vita?
Perché è evidente che quando andrò in pensione (se riuscirò ad andarci, il che non è così scontato) mi resteranno a malapena le gite della parrocchia o quelle promozionali in cui ti vendono i set di pentole.

Ed ecco, altro pensiero geniale ed originale, la soluzione è diventare ricca, ma intendo schifosamente ricca.
Sì, lo so, non ci ha mai pensato nessuno prima di me.

Sono ormai anni che medito sul come fare.
Uno dei metodi più diffusi, soprattutto tra le persone del mio stesso sesso, è fare la mantenuta.
Trovare uno ricco come zio Paperone e incastrarlo. Sinceramente è un metodo che non mi piace, senza moralismi. Il fatto stesso di dover dipendere da un'altra persona, essere in balìa dei suoi umori, non mi piace. Sono contenta della mia indipendenza e di non dover chiedere nulla a nessuno. E di poter evitare di depilarmi le gambe se non ne ho voglia. Essere attraenti per un uomo di ampia fortuna, con tutta la concorrenza che c'è, è un lavoraccio, e magari lui è pure un vecchio lumacone. Brrrr.

Altro metodo, tentare la fortuna.
Ma non gioco mai al lotto, non compro biglietti di lotterie e nemmeno i gratta e vinci. Anche il gioco d'azzardo non mi interessa affatto. Insomma, se la Sisal dipendesse dal mio supporto avrebbe già chiuso i battenti da decenni.

Rimane solo un metodo, quindi. Farsi venire un'idea geniale in uno dei seguenti campi:

- idea geniale per scrivere il romanzo del secolo, battere gli incassi della Rowling e/o vincere il Nobel;
- idea geniale per un reportage d'assalto, e vincere tutti i premi giornalistici incluso il Pulitzer;
Ma quella che preferisco è senz'altro la terza opzione:
- idea geniale per compiere la rapina del secolo e andare poi a godersi il malloppo alle Hawaii. O anche in Messico. Il Brasile no ché mi fa tristezza, ma insomma, un qualunque posto caldo e senza estradizione.


Se qualcuno è interessato cerco soci esperti in varie specialità del furto con scasso.
Astenersi perditempo.

2 commenti:

Courtney ha detto...

Mi offro volontaria, sono una maga del travestimento

Effe ha detto...

Gentile signorina Courtney,

grazie per aver risposto al nostro annuncio di lavoro. Se vuole avere la gentilezza di inviare il Suo C.V. al nostro indirizzo, corredato da book fotografico atto ad illustrare le Sue capacità nella specialità menzionata,Le faremo sapere.

:D

Grazie del commento! A presto!
Effe