giovedì 7 aprile 2011

Aspirazioni giovanili

Io volevo fare la parrucchiera.
Non so per quale motivo, all'inizio credo sia stato perché volevo apprendere i metodi e imparare a padroneggiare gli strumenti per domare la mia folta capigliatura di ricci imbizzarriti.
Solo successivamente mi sono resa conto che le parrucchiere se la passano abbastanza bene, se sono bravine, e l'idea di faticare ma venire pagata (e non di pagare per faticare gratis, come quando si studia) mi allettava parecchio. E poi, avrei potuto realizzare nel contempo anche il secondo sogno, quello di lavorare in proprio.
Invece niente. Mia mamma mi ha fatto studiare. Ma gliel'ho rinfacciato a ogni esame sostenuto.

Fare la parrucchiera mi ha sempre affascinato. Intanto è un mestiere che richiede studio e conoscenze pratiche, ma anche buon gusto e una buona dose di psicologia. Perché la parrucchiera non è solo una che ti taglia i capelli. Lei capisce come sei dentro e come vuoi vederti fuori. Lei capisce se hai bisogno di cambiare, se sei pronta a sperimentare, ti coccola e ti capisce meglio di tua sorella e decisamente molto meglio del tuo fidanzato. Insomma, è una figura centrale nella vita di una donna. E anche di qualche uomo.

Perché ho deciso di confessare questa mia giovanile aspirazione? Perché l'altra sera Ticket One mi ha fatto notare come l'aver studiato, l'aver sviluppato delle competenze, l'esserci fatti una cultura (oltre a un discreto mazzo), non ci ha posti molto in alto alla scala socio-economico-meritocratica.
Non vuole esserci classismo in questa mia affermazione, non pretendo che un titolo di studio mi apra tutte le porte in automatico, ma se me lo merito (e credo di meritarmelo) mi piacerebbe ricevere qualcosa in cambio di tanto studio e di tanto impegno, invece di venire sfottuti e considerati dei nerd. Invece di venire superati dal "figlio/nipote/amico/raccomandato di".
Siamo sfruttati e sottopagati come garzoni di bottega ottocenteschi, mentre professionisti dei lavori manuali come idraulici, imbianchini, parrucchiere  sfrecciano a bordo di auto rombanti e si fanno la villa in Sardegna.
O ti guardano con aria di sfotterti se sgrani gli occhi davanti a un preventivo da 600 euro,  come dire "che vuoi che sia, 600 euro è un'ora di lavoro per me". Sì, caro signor idraulico, ma sono 15 giorni di lavoro per me! Poi che faccio, sgranocchio i tubi per cena? Vado a frugare nei bidoni come un gatto randagio?

1 commento:

Anonimo ha detto...

Resto sempre della mia opinione... per risolvere i ns guai, dobbiamo iniziare a giocare al super enalotto!!!! E sperare che l adea bendata si accorga di noi!!!!