lunedì 21 novembre 2011

Drammatiche scoperte

Avrei dovuto capirlo prima, ma la mia mente si rifiutava di elaborare l'informazione.
Avrei dovuto capire che il ritorno in auge degli Swatch e degli Hip Hop, dei leggings (che una volta si chiamavano fuseaux), dei jeans a sigaretta, delle magliette con le scritte, delle felpe, dei vestitini stretch, dei bracciali slap, e di tutta l'altra paccottiglia, erano il preludio al ritorno degli anni '80. Nella moda, purtroppo, mica nell'economia che andava alla grande, come ci insegnano capolavori della cinematografia quali "Una donna in carriera" e "Il segreto del mio successo".
Non so - e non credo di voler sapere - come sia potuto succedere. Forse gli stilisti hanno finito le idee; o forse la gente ha finito i soldi e il buon gusto e ha tirato fuori dagli armadi della mamma delle cose che per lungo tempo sono rimaste lì sepolte, con gran sollievo di tutti; o forse è un fisiologico ricorso storico, al che mi domando: ma non erano meglio gli anni '30, per dire? Ma anche un qualsiasi altro decennio a caso sarebbe stato comunque meglio...

La situazione mi si è palesata nella sua gravità sabato sera.
Dopo una deliziosa cenetta riscaldati come gatti dal calore di uno scoppiettante caminetto, avendo percorso strade avvolte da una nebbia fitta e impenetrabile, siamo arrivati nel solito locale a sentire il concerto dei Rad1 (sì, di nuovo, perché ci piacciono). Nonostante possa sembrare una serata-fotocopia, alcune differenze rispetto all'ultima volta, invece, ci sono state: il locale ha chiuso la zona dietro al palco, per cui il classico "giro" non si può più fare; è tornato il barman che amo da lontano da quanto? dieci anni? (Lo amo perché mi fa il mojito solo quando ha la menta buona, e lo fa con un amore e una maestria che non sono nemmeno in grado di descrivere. E poi perché è piuttosto un bel ragazzo, ovviamente). Ah, e non ho singhiozzato come un vitello quando hanno suonato i Metallica, anche perché le mie adorate amiche si sono girate all'unisono verso di me per sorvegliarmi, e mi hanno fatto ridere.
E poi ero parecchio distratta da un tavolo di ragazzette, che oltre a darmi materiale dal punto di vista umano, hanno squarciato il velo della mia felice inconsapevolezza, come dicevo all'inizio.
Il gruppetto era formato dai soliti archetipi tardo-adolescenziali. C'era il Maschiaccio (occhiali, niente trucco, jeans e scarpe da ginnastica); poi c'era la Tarantolata, quella che balla a prescindere, che balla anche se c'è un momento di totale silenzio, balla anche mentre il cantante fa gli auguri di compleanno: costei era vestita con jeans skinny (benché lei non fosse proprio un fuscello) e decolleté, top nero che si intravedeva sotto alla (tenetevi strette) felpa grigia che scopriva una spalla, stile Flashdance. Ragazzi, non vedevo gente vestita così dal 1989.
Infine, la mia preferita. La Barbie girl che ha dato nuova vitalità al concetto di cattivo gusto. Per prima cosa, parliamo dei capelli. Gialli. Non biondi, proprio gialli, giallo senape tipo Cindy Lauper, ma in questo caso del tutto involontario. Le scarpe non erano male, col tacco, ma open toe. OPEN TOE, e SENZA CALZE, una cosa per me del tutto inconcepibile se non vivi in California o in Florida. E vi assicuro, la Lomellina in novembre è quanto di più lontano dalla California si possa immaginare.
Il vestito, altrettanto estivo, e terribilmente brutto: un abitino senza spalline, elasticizzato, rosa confetto, di quelli con le pieghine orizzontali. E poi il tocco finale: il rossetto rosso fuoco, un pugno in un occhio. Che cavoli, ma hai il vestito rosa, mettiti un rossetto in nuance, perdindirindina!
Vorrei lanciare un appello, qualora la ragazza capitasse da queste parti: cara Barbie girl, ti prego, se proprio ci tieni a mettere un rossetto colorato, almeno cerca di abbinarlo al vestito. E poi, ti prego, cambia parrucchiera. Infine, anche se in 90210 (il nipote di Beverly Hills 90210, per chi non lo sapesse) si vestono così e fanno feste in spiaggia tutto l'anno, devi guardare in faccia la realtà: vivi nella fabbrica della nebbia, fattene una ragione e vestiti in modo consono.

5 commenti:

the muffin woman pat ha detto...

sai cos'è la roba che mi fa girare le balle. che quando noi mettevamo i fuseaux, tanto di fuseaux si tratta, sembravamo delle sfigate e avevamo un aspetto molto infantile.
ora queste oche minorenni che si agghindano come 35enni con la sindrome da lolita, fanno tutte le fighe come se avessero scoperto una nuova moda.
prepariamoci al ritorno del bomber.

Effe ha detto...

Allora, io il mio bomber l'ho conservato gelosamente come si conserva l'anello di fidanzamento della nonna, ma se mi vedi indossarlo ti prego di prendere un manico di scopa e malmenarmi finché non cado priva di sensi. :)

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

Io spero almeno che con questo orrido ritorno agli anni 80 ci si riesca a liberare definitivamente dei pantaloni a vita bassa. Sono 10 anni che in teoria non si userebbero pù ma quelli resistono peggio delle zecche!

CC ha detto...

Ed il bello è che io ancora mi ricordo di quando indossavi QUEL bomber! Anche se negli anni '80 eri praticamente in fasce, ovviamente...

Effe ha detto...

Care, vi avevo risposto ma il commento è scomparso. O forse non è mai apparso. Comunque:
@Jane Guarda che la vita è già salita! Ma spero che non torni alle altezze degli anni '80/'90: hai provato a indossarli dopo anni di vita bassa? E' una tortura come il corsetto vittoriano!
@CC Infatti il mio bomber risale all'A.D. 1992. Pieni anni '90. Ma ormai sono una vecchia signora, non posso più vestirmi così, a meno che non decidiamo di fare una festa a tema "Top Gun". Allora ho anche i Ray-ban a specchio! :D