giovedì 2 febbraio 2012

Lati positivi della vita sotto zero.

Foto artistica "Omaggio a Kurosawa" realizzata
e gentilmente concessa da Mr. Big

La neve è bellissima.
Attutisce i rumori, dilata i tempi, purifica l'aria.
Rende piacevoli e romantici paesaggi altrimenti orribili, che si potrebbero usare come locations per film su un mondo post-atomico.
Quando nevica non fa tanto freddo. E ti godi doppiamente il calduccio che c'è in casa, e metti il termostato della macchina su 25 con una certa soddisfazione.
Quando nevica puoi metterti i Moon Boot senza sentirti del tutto ridicola.
La neve permette ai vigili urbani di sedare risse in strada tra spalatori di neve e passanti, oltre a fare da scudi umani ai fanciulli entusiasti che entrano a scuola.
Puoi divertirti un mondo a vedere nel retrovisore la neve che vola via dal tettuccio quando tocchi la folle velocità dei 50 all'ora, mandando in crisi l'automobilista dietro di te.
Quando nevica puoi arrivare in ufficio in
ritardo e avere un'ottima scusa: "Guarda, dentro Milano non ci si muoveva, e dire che sono partita di casa mezz'ora prima del solito!" - anche se ovviamente non è vero.
Quando nevica nessuna - e dico nessuna - delle colleghe si azzarda a commentare la pesantezza del tuo vestiario. Il quale, per inciso, non è molto diverso dal solito. Anzi, alcune ti chiedono consigli per stare caldi. Se solo fossi un po' più stronza, dovresti rispondere "Mi hai sfottuta fino a ieri, ora crepa di freddo". Invece no, sei troppo gentile.
Quando nevica, anche se è passato più di un mese, sembra sempre un po' Natale. Infatti hai la stessa voglia di lavorare che avresti se fossi in vacanza.
La neve è un ottimo argomento di conversazione quando durante la pausa sigaretta incontri quel venditore viscido e laido che non sopporti ma col quale sei obbligata a scambiare due parole di cortesia. Obbligata dalla maledetta buona educazione.
Che poi, si vede benissimo che lo schifi come la peste, ti senti proprio che ti viene la faccia antipatica, ti si solleva il labbro dal disgusto, aggrotti le sopracciglia, ti ritrai cosicché sembra che stia per cadere all'indietro mentre quello ti parla, allungando la manina per toccarti il braccio. E, nonostante tutti questi evidentissimi segnali che dicono "lasciami perdere, non parlarmi, non costringermi a mostrarti tutto il disgusto che mi provochi ché poi mi vengono i sensi di colpa. Perché sono stronza ma sensibile"; nonostante tutto quello continua a cercare di entrare in confidenza con te. Confidenza che non avrà mai, non gli chiederesti aiuto neppure se ti trovassi con l'auto in panne e fosse l'unico a passare di lì. Chiameresti il carro attrezzi, in seconda battuta faresti l'autostop ai camionisti, infine ti avvieresti a piedi abbandonando l'auto, piuttosto.

Ma tornando alla neve.
La neve ti aiuta a realizzare foto artistiche, che stanno fiorendo come le primule a marzo su tutti i social network.
La neve è anche un ottimo motivo per non venire al lavoro domani; motivo che non sfrutterai siccome sei scema .
La neve ha in fin dei conti un bel po' di lati positivi, non ultimo il fatto che la macchina è tornata quasi pulita, i vetri di nuovo trasparenti.
Però dopo quasi una settimana in cui mi sembra di vivere in Siberia, posso serenamente affermare che ora basta, ha veramente rotto.

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