martedì 28 febbraio 2012

Nuove professionalità - Pensieri in libertà

In periodi di crisi ciascuno fa quel che può per reinventarsi al meglio.
Dopo aver avuto idee banali come scrivere il romanzo italiano del XXI secolo, o iniziare un'attività di minicatering a domicilio (progetti che, sappiatelo, un giorno porterò a compimento), ieri ho avuto un'illuminazione.

Ho deciso che presto diventerò un incassatore di insulti professionista.

Aprirò un sito internet, stilerò un tariffario, descriverò il tipo di prestazioni che sarò in grado di fornire.
Nella pratica, consisterà in una sorta di servizio di ascolto creativo.
Per esempio, tu ce l'hai col tuo direttore di banca che nn vuole proprio concederti il mutuo? Ovviamente non puoi ricoprirlo di insulti da fare arrossire un portuale, e ti tocca ingoiare il rospo e tornartene da mammà con le pive nel sacco. Sei stressato, incavolato, e finisce che tiri giù dall'armadio quella bella doppietta che povero nonno usava per andare a caccia. Poi alla prima coda in tangenziale sbrocchi e fai una strage.
Invece bisogna sfogare i nervi; fare uscire la rabbia repressa. Quindi, per una cifra relativamente modica (sicuramente inferiore alla parcella dell'avvocato penalista che dovrebbe difenderti dall'accusa di strage), io mi travesto da direttore di banca e, via chat o dal vivo, mi faccio insultare per il tempo concordato, rispondendoti a tono e lasciandoti poi vincere. Non avrai ottenuto il mutuo, ma sai la soddisfazione?
Può funzionare con qualsiasi figura autoritaria, che sia il capo ufficio, il vigile che ti ha multato o la moglie prepotente.

A tale proposito, non sono sicura di poter interpretare le parti maschili in modo convincente, mi farebbe comodo un socio. Nessun volontario?
Non sono mica Glenn Close, perdincibacco.

Secondo pensiero in libertà. Premetto che quanto segue potrebbe rivestire un interesse di gran lunga inferiore allo zero, ma a me diverte un mondo.
Non chiedetemi come, perché è troppo complicato da spiegare, ma sono finita su un numero di LIFE (sì, la rivista) del marzo 1937. Lasciate che condivida con voi le cose che mi hanno colpita.
Innanzitutto, Google books è qualcosa di meraviglioso e a tratti stupefacente, anche se non capisco come fare le ricerche. Ma so che certamente sono io ad essere inadeguata.
Secondo: nel 1937 la Germania era una meta turistica ambita, per un americano. Dico, era appena due anni prima che Hitler invadesse la Polonia. Possibile che non se la fosse data nessuno?
Terzo: le pubblicità. Sono meravigliose, e sono avanti almeno 20 anni rispetto alle nostre. E mostrano chiaramente che il popolo americano era ossessionato dal raffreddore, che, non so in base a cosa, veniva curato preferibilmente non con l'aspirina, né con intrugli di vario tipo, né con suffumigi balsamici, ma con dei lassativi.

Ecco.  Pensavo "oh, che bei tempi, questa era gente temprata, che aveva degli ideali, credeva in un futuro migliore, mica come noi"; scoprire che il raffreddore era curato a suon di Gutalax mi fa apprezzare in modo assoluto il fatto di vivere nel XXI secolo.
 

2 commenti:

the muffin woman pat ha detto...

condivido l'incassatore di insulti. io quando sono arrabbiata me la prendo sempre con gli automobilisti, preferibilmente donne e preferibilmente dotate di macchinone.

Effe ha detto...

Ero certa che fosse una buona idea! Sono a tua disposizione - solo per te - per un giro di prova, via web o dal vivo. Devo solo procurarmi un macchinone... :)
Ah, inutile dirlo: solo la violenza verbale è compresa nel prezzo. :D