mercoledì 16 maggio 2012

Coscienza e la tecnologia

Mia sorella ed io siamo diverse in molte cose. Anzi, in quasi tutto per la verità: lei è piccola e coi capelli lisci e dorati, io alta, riccia e castana;  abbiamo sempre avuto gusti e interessi diversi, anche se crescendo le differenze si sono sfumate e compenetrate naturalmente, a causa del reciproco benefico (?) influsso. Tutto sommato sono contenta di avere una sorella, mi annoio senza di lei.

Come ho detto nel mio ultimo post, io amo la tecnologia. Mia sorella, ovviamente, no. L'ha sempre considerata un'emanazione del demonio, almeno finché non le abbiamo regalato il computer (una delle poche occasioni in cui è rimasta a bocca aperta e senza parole). Ora lo usa, le piace abbastanza ed è anche bravina, ma rimane più che altro un male necessario per poter svolgere il proprio lavoro e per non essere un paria nella società moderna.
Dal pc allo smartphone il passo è stato breve, ed è diventata una appassionata scaricatrice di giochi.
Ormai ero certa di averla convertita alla nerditudine, invece ieri sera sono stata disillusa in maniera brutale.

(Scena: Effe, mollemente adagiata sul divano, parla al telefono con Coscienza, impegnata in una sessione di stiro delle sue duemila camicie).

F: "Ah, ma tu ce l'hai Instagram?"
C: "Sì. Perché?"
F: "Eh, sai, la fotocamera mi è impazzita, faceva tutta una serie di bande fuchsia lampeggianti e allora ho telefonato all'assistenza di htc; quindi l'operatrice mi ha chiesto se avevo scaricato dei programmi... cioè, ma secondo te? Ho lo smartphone ma voglio tenerlo preciso a come me l'hanno mandato dalla fabbrica? Se non scarico applicazioni che me ne faccio?"
C: "Ahahaha, sì in effetti che domanda del cavolo. Ma che figata, ho finito l'acqua nel ferro e sono troppo pigra per rimettercela, ma sai che stira meglio a secco?"
F: "Eh sì, soprattutto se le camicie sono lievemente umide, viene molto meglio lo stiraggio a secco. Comunque, alla fine credo di aver risolto il problema, anche se non sono riuscita a fare le verifiche che mi ha detto lei... Speriamo che duri, se no mi tocca disinstallare Instagram che mi piace tantissimo. Comunque quindi a te non va in conflitto? Ma poi soprattutto perché tu hai Instagram e non mi segui?"
C: "Mmmm... Eeeehmmmm... Seguirti? In che senso??"
F: "Ma come sarebbe in che senso? No, partiamo dall'inizio: l'hai mai aperto?"
C: "Ma no, è che è stato il dottor R. che me l'ha installato, perché lui non vuole lo smartphone però poi si diverte a mettermi i programmi trendy sul mio"
F: "Ah. Beh, devi sapere che è praticamente un social network, tu hai una lista di amici... Dai, impara ad usarlo! E soprattutto seguimi! C'è anche la tua amica E.!"
C: "Quand'è che ci vediamo?"
F: "Boh, tra 2 week-end"
C: "Ecco, allora tra 2 week-end imparerò ad usarlo, perché mi insegnerai tu. Ah... Ma che stupida. ahahah. Sai, non avevo mica finito l'acqua nel ferro..."
F: "Avevi disabilitato tu il vapore, scommetto... Senti, ho capito che la tecnologia ti inibisce, e passi per lo smartphone, ma qui stiamo parlando di un ferro da stiro da 20 euro mica di un razzo della NASA!"

Niente da fare, la nerditudine è ancora lontana per mia sorella.

2 commenti:

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

Ma sai che ho fatto caso solo adesso alla tua descrizione "Aspirante scrittrice, futura zitella gattara"? Sommando questo ai ricci e alla nerditudine, prende corpo un'unica certezza: tu sei me.

Inquietante.

Effe ha detto...

Se non ricordo male ci sono anche mamma irritante e papà irritabile, Piemonte come patria ma d'adozione... che altro?? :D
Forse blogger è in realtà un portale tra due universi paralleli. Tu sei me e io sono te, e possiamo comunicare solo tramite blogger...? :)