giovedì 4 novembre 2010

Higitus Figitus

Due domeniche fa, mentre ero già in autostrada alla volta di Milano, reduce dal week-end di festeggiamenti della dottoressa Coscienza, mia madre tanto per mettere le mani avanti mi ha telefonato per prenotare la mia augusta persona per il week-end successivo (ovvero quello appena passato del primo novembre).
Motivando tanta previdenza con: "Devi aiutarmi a scegliere i quadri da appendere e a decidere dove appenderli". Al che mi sono immaginata ferma in piedi, in mezzo al salotto, in posa plastica con una mano sul fianco, mentre do indicazioni gesticolando misuratamente con l'altra "Un po' più a destra... Ora inclinalo di 10°... Ora alzalo di 2 cm e mezzo... Ecco, perfetto così!".
Insomma, un lavoro di tutto riposo. Con questa immagine nella mente ho detto "Ok, non c'è problema mamma".
La realtà è stata drammaticamente diversa.
Premettiamo che che avrei dovuto capirlo da sola che c'era la fregatura, visto che casa mia è una sorta di magazzino da quando abbiamo traslocato, perché è impossibile passare da 300 mq a 140 mq se non sei Mago Merlino; ma, sapendo che erano due giorni che il Fratellone portava via roba e la stipava in cantina, pensavo di riuscire a cavarmela con pochi danni.
Per farla breve, mentre la dottoressa Coscienza si godeva massaggini e bagni termali rilassanti a Fiuggi con la sua amica, la qui presente si spaccava la schiena a riordinare il salone.
E sto dicendo spaccare in senso letterale: a dispetto dei mille mezzi-impegni che avevo preso (del tipo "Dài, domani sera ci vediamo e facciamo qualcosa, almeno una birretta, eh?"), la domenica sera, 31 ottobre, sono capitolata. Abbozzolata in poltrona, emettendo gemiti perfettamente in linea con la notte di Halloween e scricchiolii inquietanti ogni volta che mi alzavo dalla medesima. Un rottame di donna, praticamente.
L'unico lato positivo è stato che pioveva a catinelle, e il tempaccio ha tenuto a casa gli amici con cui sarei dovuta uscire, ma soprattutto i ragazzini che vanno a fare dolcetto o scherzetto e che avrebbero costretto la mia povera colonna vertebrale a uno sforzo extra.
In più tanto per aggiungere la beffa al danno, mia madre mi diceva "Oooh, come mi dispiace che ti faccia male la schiena", guardandomi con l'aria contrita e preoccupata tipica di chi ha passato la giornata a dirti di non sollevare quei cartoni così pesanti che poi ti fa male la schiena.
Cosa che però, naturalmente, non ha mai detto.

2 commenti:

the muffin woman pat ha detto...

dovevi optare per fantastici adesivi da parete. si l'ho scritto in italiano perchè non so come si scrive in inglesE:))
che ridere mi immagino la scena e mi fa troppo ridere:))

Effe ha detto...

Il vero problema era sgomberare in modo da VEDERLE, le pareti!! :)
Per fortuna che sono gggiòvane e mi riprendo facilmente!
(Avrei dovuto riprendere l'espressione di mia madre, comunque...)