lunedì 14 febbraio 2011

Nel giorno del genetliaco del mio augusto genitore




Potrei parlare dell'ennesimo inutile San Valentino.
Potrei scrivere del mio amato papà, in omaggio al suo compleanno.
Invece no, non posso esimermi, ho un rospo sullo stomaco e voglio condividerlo.
Sono stata a Pescara nel fine settimana e ho viaggiato con Ryanair.
Premetto che in generale detesto le compagnie low-cost tanto quanto adoro le compagnie tradizionali. Io amo viaggiare in aereo, è l'unico mezzo di trasporto su cui non ho mai sofferto, mi piace la spinta del sedile sulla schiena nel momento del decollo e quella sensazione da giostra quando le ruote si staccano da terra. E poi il fatto che le distanze siano quasi annullate, viaggi che con altri mezzi durerebbero 12 ore ridotti a un paio d'ore di volo. Il viaggio aereo per me è sempre stato un momento in cui sentirmi coccolata, in cui mi offrono qualcosa da bere, qualcosa da leggere e qualcosa da mangiare, in cui posso reclinare il sedile e farmi un pisolino, in cui gli steward sono angeli custodi gentili e discreti.
Ecco perché amo gli aerei.
Ed ecco perché odio le compagnie low cost, e in particolare Ryanair.
Intanto per cominciare, nel momento in cui prenoti, iniziano a spammarti l'e-mail con: conferma della prenotazione, conferma della prenotazione e promemoria di tutti i servizi extra che non hai prenotato ma che potresti prenotare con gli sconti riservati ai clienti Ryanair, conferma della prenotazione e promemoria che devi effettuare il check-in online entro 4 ore prima della partenza, pena il pagamento di € 40 (!!!) per l'emissione della carta di imbarco in aeroporto: lo credo che costi poco, cara compagnia low-cost, fai fare tutto a me! E se non avessi la possibilità di fare il check-in online? Se la mia stampante fosse rotta, il PC si fosse fuso, o avessi 120 anni e non sapessi nemmeno cos'è un computer?
Comunque, già svariati giorni prima della partenza mi avevano rotto le scatole e li trovavo insopportabili. Ma non era niente, non era che l'inizio.
L'incubo numero due è il bagaglio; trascrivo da una delle mille e-mail ricevute: "Su ogni volo Ryanair e’ rigorosamente ammesso un solo bagaglio a mano per passeggero (escludendo i neonati), del peso Massimo di 10 kg e con dimensioni non superiori a 55 cm x 40cm x20 ( la propria borsa , valigetta 24 ore , computer laptop, borsa per acquisti, telecamera etc devono essere inclusi nel relativo bagaglio a mano permesso)". Per caricare il bagaglio in stiva devi pagare un extra, naturalmente: "Nel caso si arrivi al cancello d’imbarco con piu’ di un bagaglio a mano o con un bagaglio a mano che superi le dimensioni o il peso consentito, Ryanair si riserva il diritto di annullare la prenotazione e rifiutare l’imbarco, o nel caso sia possibile, il passeggero sara’ soggetto all’addebito di una tariffa aeroportuale pari a EUR35/GBP35 per trasportare il bagaglio nella stiva dell’aereo".  Sorvolerò sulla genialità del neonato equiparato a una borsa aggiuntiva. Ho già argomentato delle difficoltà che una donna ha nel comporre la cosiddetta borsetta. Ho sudato mentre riducevo le dimensioni della borsa e toglievo articoli di prima necessità che ero certa che mi sarebbero serviti; ho dovuto rispolverare le mie capacità di campionessa di Tetris per riuscire a fare entrare tutto il necessario in valigia e lasciare lo spazio per il laptop e per la borsa. Ma ce l'ho fatta. Se mi avessero fatto storie avrei rinunciato a partire, credo, pur di non dar loro 35 dannatissimi euro estorti col ricatto. Inoltre ti pigliano pure per i fondelli pubblicando sulla rivista di bordo, con toni entusiastici, che sono la compagnia con il minor numero di bagagli smarriti, quando è chiaro che praticamente nessuno imbarca il bagaglio in stiva. Ma che, mi prendete per scema? Come fate a smarrirmi il bagaglio che è sempre con me?
Comunque, risolto il problema dello spam, quello del check-in online, quello del bagaglio, resta la corsa al posto. Sì, perché i posti non sono assegnati, il che può anche essere funzionale in Inghilterra o in altri paesi nordici ordinati e ligi alle regole, ma è follia in Italia dove stiamo appena appena imparando a rispettare le code. Si inizia col mettersi in coda al gate, una ventina di minuti prima che lo aprano, dopo di che scatta la corsa al posto, passando allegramente sui piedi altrui col trolley (e lì si capisce il perché del limite di peso di 10 kg). Ovviamente non si può viaggiare in piedi, almeno per ora (ma Ryanair sta cercando il modo, e non scherzo), quindi tutti hanno il posto a sedere; il problema è che dopo un po' finiscono i posti per i bagagli a mano, che vengono quindi messi nella stiva a tradimento.
Quando avete trovato un posto per voi e per il vostro amato bagaglio, pensate di potervi rilassare, magari fare un pisolino nonostante il sedile non reclinabile stile scompartimento di terza classe del treno. Tanto non vi offrono neppure un bicchier d'acqua del rubinetto, 'sti pezzenti, si paga tutto! E invece no, dopo le comunicazioni di rito inizia una litania infinita sparata a tutto volume con cui il responsabile di cabina vi illustra tutto il menu (a pagamento) portata per portata, tutti gli articoli duty free , uno per uno, e vi illustra tutti i premi in denaro e non della lotteria gratta e vinci. Per cercare pace da quella voce invadente alzate a livelli mai usati il volume dell'iPod rischiando una lesione permanente ai timpani, e vedete il momento dell'atterraggio come un miraggio che si avvererà sempre troppo tardi. Quando finalmente toccate terra, appena possibile vi lanciate fuori dal velivolo con una rapidità che non pensavate di poter avere, correndo nel tentativo di mettere tra voi e quell'infernale compagnia la maggiore distanza nel minor tempo possibile.
Poi, all'improvviso, un flash. E vi rendete conto: a che pro? Domani, col viaggio di ritorno, si replica.

1 commento:

Lelelandia ha detto...

Per anni ho volato con airone e non è meglio. Una sera da venezia non imbarcavano perchè a bordo "mancavano i salatini". Scusa più idiota non l'ho più sentita.