mercoledì 13 gennaio 2010

Del Centauro, del Chitarrone e di alberi da frutto

Avrei dovuto capire che gli strumenti musicali avrebbero avuto un ruolo notevole nella serata quando G. ci ha rese edotte, nel tragitto verso casa di A. per la consueta cena del martedì, sulla tecnica dell'uso delle labbra nel suonare la tromba. Nessun doppio senso, giuro.
Era presente un nuovo ospite, che, avendo le stesse iniziali di almeno altri due amici, verrà d'ora in poi identificato come "Centauro". Sarà stata la novità o, molto più probabilmente, la simpatia di questo mitologico personaggio, fatto sta che è stato il fulcro della serata, regalandoci momenti di vera poesia e metafore degne del migliore Omero. Onore a lui, quindi, perchè gran parte di questo post in realtà è farina del suo sacco.

Fatte le debite presentazioni, mentre A. cercava di farci battere qualche record di velocità prandiale, del quale non eravamo stati precedentemente informati (ma che spero siamo riusciti a battere), la conversazione si è aperta su un argomento piuttosto neutrale: il gossip. Che fa Belèn, quanto è bona la Casalegno, quanto è butterata la Canalis (ma che ci troverà George in lei, aggiungo io)... accesa discussione tra i due soli uomini sulle reali doti fisiche di Nina Moric, che pare essere il non plus ultra, chiappisticamente parlando.
Ormai rotto il ghiaccio, iniziano gli aneddoti su persone che effettivamente conosciamo. Ed ecco che il Centauro ci chiarisce dei dubbi sul comportamento di una certa ragazza.
A lui è risultato subito evidente che le prudeva il chitarrone (nell'immagine: esempio di chitarrone, nell'accezione letterale; per quella metaforica, usate la fantasia), e questo spiega tutto. Ma siccome non siamo persone pettegole, saranno flauti loro. D'altronde, GP è uomo che non si fa abbattere dalla mala sorte, e può sempre andare a consolarsi nel figaio della Barceloneta. Che, per chi non lo sapesse, è un vivaio di alberi da frutto. Di un certo frutto. Del chitarrone.

PS.: JKT: welcome back to Milan, I've been missing you. :) And thanks. You know why.

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