mercoledì 20 gennaio 2010

The green-eyed monster

O, beware, my lord, of jealousy;
It is the green-eyed monster ... which doth mock
The meat it feeds on; that cuckold lives in bliss
Who, certain of his fate, loves not his wronger;
But, O, what damned minutes tells he o'er
Who dotes, yet doubts, suspects, yet strongly loves! (W. Shakespeare, Othello, 3.3.166-171)
*.




Non sono gelosa. Mi definisco piuttosto egocentrica, e non mi piace essere presa per i fondelli, ma non sono gelosa. Ma devo entrare nell'ottica che la gelosia, pur non colpendo me e poche altre fortunate persone, come il mio Mr. Big, colpisce molti. Il problema grosso è che è un sentimento, e in quanto tale è irrazionale e non è possibile ragionarci sopra e convincere razionalmente chi ne è vittima che non ha motivo di essere geloso. Oppure che ce l'ha e sarebbe più giusto e logico prendersela col fidanzato/a fedifrago piuttosto che con l'altra/o.

Nella mia esperienza, la gelosia colpisce:
- donne che si mettono con uomini con un passato (e spesso un presente) libertino. Questi uomini, di solito, volendo generalizzare, per un po' stanno buoni, poi si scocciano di venire sospettati ingiustamente e decidono che è di gran lunga più conveniente per loro essere sospettati a ragione;
- uomini che si mettono con bonazze, che li attirano proprio in virtù delle minigonne/scollature/altro, poi li trattengono magari con altre doti tipo bontà, cervello, simpatia, ma rimangono delle bonazze. E loro, gli uomini, a quel punto, vorrebbero coprirle con il burqa. Alla faccia della fiducia, direi.

In primo luogo vorrei lanciare un appello ai fidanzati gelosi: se lei intende tradirvi può farlo benissimo a prescindere da come è vestita. Quindi, siate coerenti con la vostra scelta di mettervi con una ragazza-trofeo ed esibitela come merita, oppure mettetevi direttamente con una ragazza meno appariscente, ma non pensate che la fedeltà sia proporzionale alla lunghezza delle gonne.

Quanto alle fidanzate gelose: ultimamente sono stata colpita in un paio di occasioni dagli strali delle appartenenti a questa categoria, del sottogruppo "fidanzate degli amici".

La prima è una sciroccata sulla quale ci sarebbe troppo da dire, e che rientra peraltro nel sotto-sottogruppo "fidanzate sciroccate degli amici non troppo stretti". Con un poco di rammarico ho deciso che non valeva la pena di ricevere mail minatorie o, peggio, telefonate minatorie, e mi sono rassegnata a interrompere ogni rapporto con lui.

La seconda è fresca fresca di ieri sera, e mi ha spinto a interrogarmi sull'argomento.
Ho fatto un casino involontario, scrivendo "amore mio" sulla bacheca di uno dei miei più cari e vecchi amici. E la sua fidanzata che non mi conosce si è molto insospettita, obbligandolo a ore di spiegazioni alle quali lei non ha creduto, e a lanciarmi un SOS in cui mi chiedeva di cercare di rattoppare il danno scrivendo direttamente a lei. Al che, svariate soluzioni mi sono passate nella testa:
1. amputazione delle mie stesse mani per rappresaglia poiché, lo ammetto, ho scritto forse con troppa leggerezza; soluzione che mi avrebbe inoltre fornito un'ottima scusa per non dover scrivere a lei...
2. desiderio di avere sottomano lui, perchè si mette sempre con donne che o sono gelose in partenza, o lo diventano stando con lui, e volevo menarlo per questo
3. desiderio di avere sottomano lei e picchiarla selvaggiamente urlandole nelle orecchie se era cretina o cosa.
Invece: ho ingoiato il groppone, ho respirato profondamente, e gli ho scritto "domattina lo faccio".
Non credo che l'avrei fatto per nessun altro, contattare una sconosciuta scusandomi per l'epiteto galeotto, ma per lui questo ed altro.

Infine vorrei fare un appello a tutti i miei amici. Se vi mettete con una tipa gelosa, fatele presente che io chiamo amore il 90% dei miei amici, maschi e femmine. Se io mi mettessi mai con uno geloso, vi prego, aiutatemi ad arginarlo, e se non ci riusciamo, vi autorizzo a farmi il lavaggio del cervello finchè non lo mollo.

PS.: quanto mi piace Kenneth Branagh!

*Oh, guardatevi, mio signore,dalla gelosia.
È il mostro dagli occhi verdi che dileggia
il cibo di cui si nutre; vive beato quel cornuto
il quale, conscio del proprio fato, non ama colei che gli fa torto;
ma, oh, come conta i minuti della sua dannazione
chi adora, eppur dubita; sospetta, eppure violentemente ama!

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