venerdì 27 agosto 2010

A tempo debito

Ovunque mi giri c'è qualcosa o qualcuno che cerca di farmi sentire in ritardo sulla mia vita, o che mi dice come sono e come invece dovrei essere, o che vuole incasellarmi in una generalizzazione che non mi rispecchia.
Mi spiego meglio.
Gran parte delle persone che conosco, tutti sulla trentina, si lamentano di essere parte di una generazione in ritardo, perché non siamo ancora sposati, non abbiamo figli, non abbiamo ancora acceso il mutuo per la casa, non abbiamo un lavoro stabile, eccetera eccetera.
Le colleghe in ufficio non perdono occasione di snocciolare perle di saggezza su come andrebbe vissuta la vita perfetta.
I sedicenti telegiornali ogni tanto tirano fuori servizi che dovrebbero dipingere questa nostra generazione di disadattati (nel migliore dei casi), drogati e mezzi delinquenti.
Poi ci sono i film di Muccino, gli articoli sui blog e sulle riviste, insomma, un assedio, un tentativo di lavaggio del cervello per cercare di farmi sentire inadeguata.

Io non mi sento inadeguata, e non mi va che continui stimoli esterni cerchino di rendermi insoddisfatta della mia vita.
Mi rendo conto che la generazione prima della nostra, alla nostra età, aveva già messo su casa, mediamente, ma la situazione storica e sociale era parecchio diversa da quella attuale. Gran parte dei nostri genitori alla nostra età lavoravano da almeno 10 anni nel posto dove avrebbero lavorato fino alla pensione, vivevano coi loro genitori, mettevano via i soldi, si trovavano una brava ragazza (o un bravo ragazzo), si sposavano e facevano figli. Questo per generalizzare, naturalmente, dato che per esempio la mia famiglia già in questo si differenziava. Mia madre era più grande di me di qualche anno quando si è sposata, tanto per dirne una, per cui anche nel paragone con lei non mi sento affatto in ritardo. Anzi, io sono uscita di casa a 18 anni, lei è stata in casa fino al matrimonio.
Inoltre,mi infastidisce quest'ansia di mettere su famiglia. Non è che uno si deve sposare "perché è il momento"; nella mia visione romantica del mondo, l'unica visione romantica che ho conservato, ci si dovrebbe sposare perché si ritiene di aver trovato la persona giusta, l'altra metà della mela, il padre/la madre dei tuoi figli; e non si fanno figli perché se no poi è troppo tardi, io non vorrei mai assumermi la responsabilità di mettere al mondo un'altra persona per il mio egoismo. Se avrò dei figli vorrei che crescessero in una famiglia unita, in cui i genitori si amano e si rispettano, e che non stanno insieme solo perché "era il momento". Piuttosto resto sola e mi compro un gatto un cane e un canarino e mi dedico alla scrittura di gialli come la signora Fletcher.
E poi, sfatiamo questo mito che quelli della mia età sono tutti dei debosciati. Sì, io fumo (tabacco: mi sono fatta una sola canna in vita mia, e non è stato così esaltante); sbevazzo anche, quando sono in compagnia, e ho iniziato relativamente tardi; non rubo; non mi drogo; ho una certa coscienza civile; e come me sono la maggior parte dei miei amici e coetanei. Ci alziamo la mattina, andiamo a lavorare cerchiamo di trovare un posto nel mondo a prescindere da quanto sia difficile farlo, torniamo a casa troviamo anche la forza di uscire a vivere. Rivendico il coraggio che abbiamo nell'affrontare un mondo più difficile e con meno certezze rispetto a quello in cui vivevano i nostri genitori.
E, soprattutto, rivendico il diritto di vivere la vita ciascuno con il proprio ritmo, senza che amiche di mamma/zie/nonne/cugine di quarto grado con prole si fingano scandalizzate perché "ma come, una ragazza come te, possibile che non riesca a trovare un fidanzato?"

Belle, per trovare una cosa il presupposto è cercarla. 

1 commento:

Anonimo ha detto...

Cara, non avresti potuto proprio dirlo meglio!
Sono assolutamente e totalmente d'accordo con te e mi unisco nel rivendicare il coraggio della nostra generazione.