lunedì 13 settembre 2010

Equilibrio

Di recente ho perso il mio equilibrio.
Credo sia successo perché ho lasciato che eventi esterni, indipendenti dalla mia volontà, e quindi fuori dalla mia capacità di modificarli, mi condizionassero, mi sballottassero, mi trasformassero in un bozzolo di insicurezze. Ho abbassato le difese, ho lasciato uno spiraglio, e come sempre succede non ero preparata al colpo.
Ora sto cercando di recuperarlo, l'equilibrio.
Per prima cosa ne ho parlato con qualcuno. Parlare con una persona molto fidata e molto vicina in realtà non aiuta a capire meglio le cose, e non è solo uno sfogo, ma aiuta a rendere la situazione reale e a focalizzarla. Spiegandola a un'altra persona, la spiego anche a me stessa, e in un certo senso butto le cose spiacevoli fuori, lontano da me.
In secondo luogo ho cercato di ricordare cosa mi ha fatto stare bene e in pace con me stessa in altri momenti della mia vita, e ho ricominciato a fare yoga. Alla terza volta che rischiavo di finire in terra facendo la posizione dell'albero, mi sono accorta di aver perso non solo l'equilibrio spirituale, ma anche quello fisico. L'ho già fatto a fette a tutti i miei amici, tra i quali solo il Maestro ha mostrato un certo interesse al discorso; ma sono contenta perché funziona, dopo un'ora e venti di esercizi e di rilassamento e di respirazione profonda ho dormito come un sasso, ho sognato un calamaro gigante, e mi sono svegliata riposata come non mi succedeva da tempo.

Ora io mi domando.
C'è chi sostiene, probabilmente a ragione, che io nasconda me stessa dietro mille veli, dietro apparenze che non rispecchiano il mio vero io se non in modo molto deformato. Le stesse persone sostengono che invece dovrei essere più coraggiosa e mettere a nudo il mio spirito. Ammiro queste persone per il loro coraggio, veramente. Ammiro che nonostante la paura si lancino col cuore in mano.
Io non sono capace. A parte il fatto che ormai le maschere di cui mi sono ammantata sono parte di me, e quindi non riuscirei a distinguere cosa va tolto e cosa va lasciato per mostrarmi come sono, soprattutto se ogni volta che ci provo mi faccio male, perché devo farlo?
E se il mio vero io fosse proprio questo? Se la mia caratteristica fosse proprio di avere questo muro intorno a me? Se toccasse agli altri scavare, o aiutarmi a scavare, per arrivare al cuore?

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