domenica 25 luglio 2010

Rose e Tequila

Giovedì sera sono andata con la Ballerina a cena, solo noi due, ristorante messicano.
Lei, reduce da una giornata a dir poco faticosa, io un po' meno stanca, ma non proprio una rosa di maggio. E a proposito di rose, a un certo punto il tipico venditore ambulante che faceva il giro fra i tavoli ce ne poggia due sul tavolo, e alle nostre proteste dice "No no, niente soldi, regalo, regalo" indicando il tavolo a fianco al nostro, occupato da quattro tizi. Non esattamente dei gioielli di uomini, però, penso, che gentili, hanno fatto del bene comprando le rose e in più hanno fatto un gesto carino a regalarle a noi. Pensavo che questo genere di cose accadessero solo in certi film. Comunque, per niente impressionate, continuiamo la nostra cena. Chiediamo il conto e un caffè, ma arriva solo il caffè. Aspettiamo qualche minuto, poi, visto che ci eravamo date appuntamento con la Sfinge al solito bar, ci alziamo per andare a pagarlo direttamente alla cassa. Al che il cameriere ci blocca con un "no no no ferme qui, devo dirvi una cosa". Ci risediamo sempre più perplesse, chiedendoci cosa abbiamo fatto di male per venire fermate dal cameriere non ci viene in mente niente. Lo vedo parlare coi tizi del tavolo accanto, mi pare che indichi dalla nostra parte, e alla fine torna da noi con un piattino con il sale, le fettine di limone e due bicchierini di tequila. Dice che ce le offrono sempre i quattro; le beviamo alla goccia e uno dei quattro si gira per spiegarci come si bevono. A noi. Ridicolo. Un'altra scena da film.
Ci chiedono se ne vogliamo un'altra, e noi decliniamo, abbiamo un appuntamento, dobbiamo proprio andare. Paghiamo e ce ne andiamo, cercando di mantenere un contegno; la Ballerina per sua stessa ammissione non regge bene l'alcool, e io ho un problema con la tequila, mi dà subito alla testa.
Giuro che non mi è mai successo prima in vita mia, che degli uomini ci mandassero degli omaggi al tavolo mentre sono a cena con un'amica. E guardando la faccia stravolta di stanchezza della Ballerina mi viene in mente uno spettacolo di Lella Costa al quale avevo assistito circa un millennio fa, in cui a un certo punto lei si chiedeva perché quando una ragazza si tira da gara, proprio per attirare le attenzioni degli uomini, nessuno cerca di abbordarla, mentre quando è praticamente distrutta da una giornata di lavoro, magari con le borse della spesa, con dei vestiti antistupro, quando non ha nessuna voglia di attirare le attenzioni di nessuno, c'è sempre qualche pirla che si mette a fare il cascamorto.
In ogni caso, vista l'impennata di autostima che abbiamo avuto, credo che usciremo da sole più spesso.

3 commenti:

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

E' successa una cosa simile anche a me. Anni fa in un pub in Spagna il barista mi piazzò davanti una tequila e, di fronte al mio sguardo interrogativo, m'indicò il tizio che gli aveva detto di offrirmela: un francese alto quanto un nano da giardino e con il sex appeal di uno scaldabagno.
E poi a me la tequila neanche piace :(

Effe ha detto...

Jane, che dire, anche gli scaldabagno travestiti da nani francesi hanno un cuore... :)
E poi diciamocelo, finché ti offrono da bere la cosa è piacevole. L'importante è non ritrovarseli nel tuo giardino!
A me la tequila piace, ma non la reggo molto bene.

Anonimo ha detto...

Concordo con la Costa: l'inspiegabile attrazione del maschio per l'occhiaia killer e la tenuta antistupro resterà per me fonte di sempiterno stupore... Qualcuno ha teorie in proposito? Forse che pensino che prenderci per stanchezza sia più semplice? :-)