martedì 22 giugno 2010

Scappata di casa

Non sono una persona invidiosa, però c'è una dote che ammiro e che vorrei davvero avere: la capacità di sembrare appena uscita dalle sapienti mani di un sarto, di un parrucchiere e di un truccatore anche se sto scendendo dal treno dopo sei ore di viaggio.
Ci sono quelle persone, le vedo spesso in giro. Soprattutto nelle stazioni o negli aeroporti, situazioni in cui io sono sempre trafelata, stanca, sembro una scappata di casa e, soprattutto, sono vestita "da viaggio"; cioè, tradotto, con abiti comodi, per non dire trasandati, scarpe basse, solitamente quelle che sono comode come pantofole e altrettanto impresentabili, occhio spento se è mattina, occhio cerchiato di stanchezza e di trucco colato se è sera; e poi il trolley da una parte, la borsa in spalla, la giacca sul braccio, la pashmina che si attorciglia ai manici della borsa e rischia a ogni passo di strangolarmi e, quando devo passare i controlli all'aeroporto, mi costringe a contorsioni degne dei migliori circensi cinesi, mentre perdo minuti preziosi cercando di liberarmi; gli occhiali da sole in testa che mi arruffano ulteriormente i capelli, mi cadono, si impigliano... devo sembrare una specie di erinni a chi mi vede.
E poi magari mi trovo a specchiarmi in un vetro, e mi passa accanto il modello di donna impeccabile sempre e comunque, una di quelle che anche sotto un bombardamento sarebbero perfettamente in ordine, senza nemmeno un calcinaccio sulla giacca. Una di quelle a cui penso quando la voce suadente della pubblicità promette risultati impeccabili nel lavaggio in lavastoviglie; di certo lei ha la lavastoviglie e usa il Finish.

Può indossare un tailleur da perfetta donna manager, piuttosto che pantaloni a sigaretta o un abitino. Qualunque sia il modello di scarpe che indossa, in ogni caso sembra sempre che siano appena state comprate, sono perfette, lucide, senza una piega. Persino il salvatacco non è consumato, come se, anziché camminare, levitasse.
Spesso ha i tacchi, e mi sono sempre chiesta come faccia a viaggiare con le scarpe coi tacchi. Probabilmente perché a lei non capita mai di dover inseguire un treno, o di correre a perdifiato per gli infiniti corridoi di un aeroporto rischiando di perdere la coincidenza; il treno e l'aereo sanno che non possono partire senza di lei.
Se indossa una camicia bianca, è di un candore abbagliante, come se gliel'avesse lavata nonna Ace in persona, stirata perfettamente come se a casa avesse un plotone di stiratrici; se ha un golfino, è drappeggiato elegantemente sulle spalle, oppure ha un foulard di Hermès legato al collo o, se ha troppo caldo, ai manici della borsa; la borsa è una borsa, effettivamente, e non un pesantissimo sacco sformato come la mia.
I capelli, sciolti o legati, lisci o mossi, biondi o bruni, sono in ordine come un reggimento di tedeschi, non uno che esca dalle righe, a meno che non sia stato autorizzato. Mentre i miei ricordano vagamente la carica degli arabi in Lawrence d'Arabia. Manca solo che gridino "A-qa-ba!A-qa-ba!". Lei invece ha una piega perfetta anche se sta diluviando da 40 giorni e 40 notti.
Il trucco, naturale e non troppo evidente, è ovviamente perfetto e senza una sbavatura.
Non riescono ad avere l'ascella pezzata nemmeno con 45 gradi e umidità al 90%.

Insomma, un modello inarrivabile. Io anche con tutto l'impegno del mondo sembrerò sempre una versione centrifugata di loro, nella migliore delle ipotesi.
La cosa drammatica è che ne conosco anche di persone impeccabili. E non ne sono minimamente coscienti, perché non si sforzano per essere così, le maledette, è un loro atteggiamento naturale. O almeno, questa è l'impressione che danno.

Per quanto mi riguarda, nel vederle passare attraverso la pozzanghera del mondo in cui io sembro appena essermi rotolata, senza che si schizzino neppure l'orlo dei pantaloni, consolo me stessa pensando che probabilmente sono frigide.

3 commenti:

CC ha detto...

Ah, come mi rivedo in questo post! Sono io, sputata. E da questo si capisce che non sono di sicuro nella categoria delle impeccabili :-)

Effe ha detto...

Dipende: in quale parte del post ti rivedi?
In effetti pensando a scarpe che sembrano sempre nuove pensavo proprio alle tue... :)

CC ha detto...

Mmhmm, non so, le mie scarpe non è che sembrino cosi' nuove. Di certo non ti riferivi al salvatacco, visto che vado sempre in giro con quel fastidioso ticchettio stridente del tacco che mi chiede pietà (perchè di sicuro non levito...) :)