lunedì 21 giugno 2010

Umidità

Forse intravvedo uno spiraglio di blu.
Sono tre giorni che piove, sono tre giorni che bubbolo dal freddo, mi sento l'umido nelle ossa come gli anziani, forse sta crescendomi il muschio sul balcone, e sto seriamente meditando di ritirare fuori il piumone appena riposto. Anzi, penso proprio che lo farò. Stanotte ho passato la notte dell'Innominato, nonostante diversi strati di roba addosso non c'è stato verso di riuscire a scaldarmi. È da febbraio che aspetto il caldo, io odio il freddo, non ho già sofferto abbastanza per questo inverno gelido e nevoso? Riuscirò a non sentire freddo per più di 3 giorni di fila prima che, inesorabile, ritorni l'autunno?

Ma basta lamentarsi, devo fare il solito resoconto del week-end appena volato via.

Venerdì sera. Un altro compleanno, stavolta praticamente sotto casa. La fortunata era la Squit - di cui potete vedere una rara immagine; fortunata perché stranamente non pioveva e perché aveva 20 persone intorno accorse per festeggiarla.
Il ristorante - devo dirlo a onor del vero - mi ha un po' delusa, a parte le focacce di aperitivo che erano molto buone il resto non mi ha entusiasmata. Soprattutto, arrivati al momento di ordinare i dolci, leggo con mia somma gioia "sorbetto alla mela". Io adoro il sorbetto alla mela, quindi mi rivolgo al gestore, che sta prendendo le ordinazioni.
"Io vorrei un sorbetto alla mela"
"Non ce l'ho. Solo al limone"
"Ah - delusione estrema nella mia voce - No, aspetti, vedo se c'è un'altra cosa"
Mi rimetto a studiare il menu. Ecco, frutta fresca con la fonduta di cioccolato. Cavolo, è per due persone. Convinco con ogni mezzo la Sfinge a cambiare il suo ananas e a dividere la fonduta con me, e torno dal tizio.
"OK, ho trovato, vorrei la frutta con la fonduta di cioccolato"
"Eh, non so se ho la fonduta"
Allora. Dirlo prima no?
Rinuncio, e mi piego al sorbetto al limone.
Poi noto che Squit ha preso una fetta di torta, così torno dal tipo e gli dico:
"Senta, la festeggiata ha ordinato la torta, non è che potrebbe metterci sopra una candelina, così, simbolicamente?"
"Guardi, se ce l'ho, molto volentieri".
Potreste pensare che si sia in tal modo riscattato. Invece no.
Porta la torta rigorosamente sguarnita di qualsivoglia fiammella, poi mi guarda, allarga le braccia e sospira "eh, non ce l'avevo".
Maddài?? Che strano, di due cose che ti ho chiesto non ne avevi una, e si sa che non c'è due senza tre. Non c'è letteralmente, peraltro.
In ogni caso, è stata una serata carina per la compagnia, e poi ci siamo ampiamente rifatti dagli amici del bar che ci hanno coccolati come solo loro sanno fare. E come noi meritiamo di venire coccolati.

Sabato sono andata dalla mia mamma e dai miei amici. Nonostante le defezioni con la Psicologa siamo riuscite a raggruppare un po' di persone e abbiamo organizzato una bella cenetta in un locale molto carino. Tra l'altro ha riscosso successo doppio presso la metà maschile della tavolata perché la proprietaria, ancorchè un po' stagionata, diciamo che sa decisamente come valorizzare le proprie doti fisiche. E, per capirci, non è una di quelle a cui le briciole di pane cadono sui piedi.
Comunque, visto il tempo speravo di trovare ancora la polenta col cervo, invece mi sono dovuta accontentare di piatti un po' più in linea con il mese. Oltre al danno la beffa: ero vestita da autunno, non ho potuto inaugurare le mie nuove scarpe di raso rosso e ho dovuto invece riesumarne un paio talmente vecchie che sono tornate di moda, ma il menù era estivo. Amen, spero di riuscire a sfruttarle prima o poi.

La domenica sono ripartita presto per correre a vedere la partita della Nazionale a casa di Hornbraker. Special guest star: il Sarto. Vista la prestazione e visto l'esito, su cui ho deciso di stendere un pietoso velo, diciamo che avrei potuto farne a meno e stare un paio d'ore di più con mia madre. Ma in fondo i Mondiali sono più che altro una scusa per stare in compagnia. Scusa che temo esauriremo presto. Personalmente, essendo alquanto scaramantica, continuo a essere convinta che la rogna sia portata dalla bandiera-mantella che la Bucaniera ha insistito a portare al nostro esordio, nonostante le avessi detto che avrebbe sicuramente portato sfiga. Oltretutto,  invece di riportarsela a casa, l'ha pure lasciata lì. E il peggio è che, rappresentando la nostra Bandiera, non possiamo nemmeno allontanare il malocchio bruciandola!
Fine giornata e serata passate a cena con la Sfinge, che mi ha fatto scoprire l'ennesimo programma trashissimo di cui non si sentiva minimamente l'esigenza. Per fortuna che il vino mi ha anestetizzata a sufficienza per resistere, riderci anche sopra, e godermi poi i telefilm americani di cui sono drogata. 

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