mercoledì 7 aprile 2010

A Good Man Is Hard to Find


Volevo scrivere di altro oggi, ma cercando una certa immagine (che non ho trovato) che mi era stata inviata anni fa da un mio amico, mi sono riletta alcuni dei nostri numerosi scambi di e-mail. Ho scaricato dei file musicali che mi aveva inviato e li sto ascoltando proprio ora, mentre scrivo.
Devo dire che erano mail che trasudavano senso dell'umorismo da ogni riga, ancora adesso, a distanza di quasi quattro anni, ho ridacchiato tra me e me, e mi sono tornati alla mente episodi meravigliosi.

Per esempio quella volta a Nîmes, durante una vacanza estiva di ben quattro giorni in cui abbiamo fatto un giretto in Provenza. Era Ferragosto, ma nel bel mezzo della cena si è messo a diluviare. Ovviamente eravamo protetti solo da una tenda, ma imperterriti abbiamo finito quel che stavamo mangiando, nemmeno due inglesi avrebbero mantenuto il nostro aplomb, e appena ci siamo alzati da tavola la tenda ha ceduto causando un'inondazione; scampata per un pelo. Non potendo andare a farci un giretto con quel clima eravamo tornati nel b&b e avevamo iniziato a fare discorsi senza né capo né coda, di cui ricordo una frase in particolare: "Sì, come quando in Robocop lui muore, ma che poi in realtà anche no" "A., ma che c***o stai dicendo?". In quella stessa occasione ci siamo resi conto che la dislessia da vacanza è infettiva.
"Sai, ero un po' preoccupato che essendo solo noi due avrebbe potuto andare storto qualcosa, invece sono contento che ci stiamo proprio divertendo". "Io non avevo nessun dubbio".


E' una delle persone che mi ha fatto più ridere in vita mia.
E' stato il primo al quale ho detto una delle notizie peggiori della mia intera esistenza, e uno dei pochi che mi abbia visto piangere. 
E' l'unico che mi abbia offerto aiuto materiale quando sono rimasta senza lavoro, ed è una cosa che mi ha colpito, e che non dimenticherò mai. 
E' il solo che mi faccia scrocchiare le vertebre quando mi abbraccia.

Mi manca quel rapporto speciale che avevamo, ma le cose cambiano, le situazioni si complicano, si evolvono; altre persone compaiono sul cammino di ciascuno, mille impegni si sovrappongono.


A onor del vero, e lo scrivo nella speranza che il diretto interessato si riconosca in questo post (la foto della Moschea Blu di Istanbul dovrebbe essere un indizio abbastanza rivelatore, ma con tutti i dettagli forniti se non ha capito che parlo di lui vuol dire che l'hanno lobotomizzato), già all'epoca mi lamentavo del fatto che ci si vedesse troppo poco (altro indizio).
E dire che rispetto ad oggi mi sembra una remota età dell'oro.
Proprio vero che non ci si accontenta mai.

P.S.: Il titolo è una canzone di Tom Waits che mi aveva inviato. Purtroppo oggi come allora è ancora una frase che rispecchia la mia situazione. :)

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