giovedì 15 aprile 2010

Just a perfect day


... Drink sangria in the park
And then later when it gets dark we go home...

Non abbiamo bevuto sangria in effetti, però sabato è stata davvero una bellissima giornata.
Il cielo era azzurro, faceva caldo, stare in casa sarebbe stato un delitto.
Quindi, ci siamo trovati, la Sfinge, lo Chef, la Northern Baby e io per andare a pranzo tutti insieme in un ristorante - strano a dirsi - pugliese. Ammettiamolo, non è stato eccezionale, però è stato carino stare insieme. Per dessert un ottimo e ipercalorico gelato. Era cremosissimo e appena fatto come piace a me.
Per smaltirlo, quale posto migliore del parco? Prima che ve lo chiediate, no, non abbiamo corso. E no, non abbiamo nemmeno camminato molto. Ci siamo limitati a localizzare il nostro angolino in mezzo agli alberi e ci siamo accasciati sull'erba come se la forza di gravità fosse improvvisamente aumentata.
Poco dopo, mi sono guardata intorno: la Sfinge era la perfetta rappresentazione del Cristo deposto, lo Chef sembrava un caduto della battaglia di Marengo, la N.Baby era ancora sveglia ma per poco, e io cercavo di intrattenermi perché non sono mai riuscita a dormire di pomeriggio e mi annoio quando gli altri pisolano.
E mi sono ricordata di quei due mesi scarsi di asilo dalle suore. Dovevamo fare il tempo pieno; si facevano pagare una retta faraonica e dovevamo portarci il pranzo da casa; e ci obbligavano a dormire il pomeriggio, e io non sono mai riuscita a prendere sonno su quella sdraio, semiseduta, in mezzo al respiro degli altri bambini e soprattutto quello della suora a cui crollava la testa. Io ero sveglia come un grillo e non capivo perché avrei dovuto costringermi a dormire se non avevo sonno. Credo che il mio disinteresse verso i pisolini postprandiali, e la mia antipatia verso il sottogruppo "suore" - fatte le debite eccezioni, si capisce - siano iniziati da lì.

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