martedì 4 maggio 2010

Bifidus essensis

Sarà colpa del debito di sonno dell'altra notte (che mi ha dato di che scrivere, devo ammettere), o forse colpa del tempo orripilante di oggi, o forse del freddo che come tutti sanno io odio, o forse del mal di gola che mi infastidisce da due giorni. Fatto sta che oggi mi sentivo veramente poco ispirata, non un argomento di cui scrivere in modo leggero e spiritoso.
Mi sentivo pesante come l'amica della Marcuzzi nella pubblicità dello yoghurt. E in effetti la sensazione era quella di soffrire di stitichezza al cervello, una sensazione orribile: sai che c'è qualcosa lì dentro, ma non riesci a farla uscire. Nemmeno sforzandoti.
La prima volta che mi è successo, da quella fortunella che sono, era la prova di italiano alla maturità. Dopo una carriera scolastica costellata di 8 in italiano scritto, sono riuscita a prendere la mia prima e ultima insufficienza proprio alla maturità. E non era emozione, né impreparazione. È che proprio non riuscivo a scrivere come avrei voluto.
Ovviamente non mi è mai più successo fino al momento della stesura della tesi. Ho scritto tante di quelle e-mail al mio amico A. che, se stampate, penso farebbero il giro dell'equatore, ma quando mi mettevo a lavorare alla tesi sentivo i neuroni scendere in sciopero. Per fortuna potevo prendere ispirazione da tutte le fonti citate nella bibliografia. E grazie Dio per aver inventato l'interlinea doppia! E grazie anche per avermi fatto nascere fuffologa, in modo da riuscire a riempire interi paragrafi senza esprimere, a ben vedere, nessun concetto fondamentale. Potrei buttarmi in politica, credo.
Anche oggi è così. Un giorno poco ispirato, anche se scrivere su questo blog è forse una delle 2-3 cose che mi fa più piacere.
Tra una rogna lavorativa e l'altra ho buttato giù qualche idea, proprio perché mi piace tanto che mi faccio quasi un dovere di scrivere quotidianamente; ma messe nero su bianco quelle idee erano di una pesantezza insostenibile, e mi sono immaginata una certa persona che, come minacciato, si cancellava dalla lista dei miei sostenitori. Non potrei sopportarlo.
Quindi ho deciso di riprendere le sane abitudini universitarie e riempire l'etere di fuffa. Spero di non aver perso il tocco. E spero che domani la stitichezza cerebrale sia passata. Mangerò verdura e fibre, promesso.
PS.: voglio la maglietta della foto... 

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