mercoledì 5 maggio 2010

Inappetenza


Inutile nasconderselo, anche se non si direbbe siamo a maggio, e si avvicina l'estate e il momento in cui mostreremo a tutti la nostra bella ciccia bianca accumulata durante l'inverno.

Ora, onestamente, non è che sia un problema grave come la desertificazione, il buco nell'ozono, lo scioglimento dei ghiacciai, o il petrolio che si riversa incessante nel Golfo del Messico, o altri drammi di ben altro livello.
Però, nel nostro piccolo mondo di benessere e di veline sode come forme di grana e altrettanto intelligenti, diventa difficile avvicinarsi alla fatidica prova bikini con totale noncuranza e sicurezza di sè.

Ovvio, la si può ostentare, la sicurezza.
Oppure ci si può mettere a una dieta ferrea e non sgarrare mai.
Oppure si può fare un calcolo dei pro e dei contro: "Per essere figa in costume 1 mese devo soffrirne almeno 3. Ma chi me lo fa fare?" e continuare a mangiare tranquilla come se niente fosse.

Inutile dire che di solito il metodo da me più gettonato è il terzo.
In primo luogo perché la vita è già sofferenza di per sè, quindi non vedo perché dovrei privarmi anche della gioia del cibo.
In secondo luogo perché non esiste circostanza al mondo che mi faccia passare la fame. Ovvio, col caldo prediligo i cibi freddi, e di certo riduco naturalmente i grassi, ma, a parte quando ho l'influenza, nulla al mondo mi fa chiudere lo stomaco. Quindi non ci sono mai momenti in cui seguire una rigida dieta diventi più semplice.
Al liceo e all'università le compagne di classe (sempre le più secche, naturalmente) si lamentavano che prima di un'interrogazione o esame non riuscivano a mangiare per una settimana: mai successo, io mangiavo per staccare e distrarmi un po' durante lo studio, o per fame nervosa.
Ho amiche che quando sono tristi non riescono a mangiare: io invece mangio per consolarmi.
Altre amiche quando sono felici o innamorate vivono solo di gioia o d'amore e si dimenticano di mangiare, perse nella contemplazione della loro felicità o nel fondo degli occhi dell'amato: io invece mangio per festeggiare.
Giusto oggi un amico (che mi ha dato ispirazione per il post, e lo ringrazio pubblicamente) mi diceva che in primavera gli si chiude lo stomaco; a me la primavera causa innamoramenti repentini e poco duraturi, e devo sempre stare molto attenta a non scambiare gli innamoramenti primaverili per amore vero; ma anche lei non ha nessunissimo effetto sul mio appetito.

Mangio quando sono nervosa, mangio quando ho la sindrome premestruale (durante cui mi viene uno sbrano che nemmeno un leone), mangio quando mi annoio... Insomma, nessuna circostanza, nessuno stato di cose mi porta ad avere lo stomaco chiuso. Forse mi sento un po' meno propensa al cibo al primo appuntamento con uno che mi piace molto... Ma anche quello, come la cotta, di solito passa piuttosto in fretta. 

2 commenti:

Selene ha detto...

Ma l'ho scritto io sto post?! :D

kyra ha detto...

Mitica!! ho scritto anche io qualcosa al riguardo, concludendo che una bella brioche alla crema è meglio di una dieta bikini ;)