lunedì 8 marzo 2010

8 Marzo

L’8 Marzo è una ricorrenza importante. Non perchè una volta all'anno alcuni si ricordano di regalarci le mimose. Non perchè per una volta all'anno baldi giovanotti pagati si spogliano per un pubblico di erinni scatenate. Come se l'uomo oggetto di una sera potesse bilanciare lo sfoggio di donne oggetto di tutto il resto dell'anno.

L'8 marzo. E' importante perchè mi ricorda che quello che io ho oggi non è scontato; mi ricorda che è precario; mi ricorda che milioni di donne in altre parti del mondo non ce l'hanno; che un qualsiasi rigurgito maschilista può togliermelo. 
Mi ricorda le operaie del Triangle Shirtwaist Factory che nel 1911 sono morte arse vive perchè il proprietario aveva sbarrato le porte per impedir loro di rubare o di prendersi pause non autorizzate. 
Mi ricorda che fino agli anni '60 in Italia (e dico Italia, mica Afghanistan o Iran) per il diritto di famiglia una madre single non poteva essere tutrice del proprio figlio, ma doveva esserlo necessariamente un uomo. Se in famiglia non c'erano uomini veniva affidato a un tutore dal giudice. Come dire: un uomo, anche se estraneo, è maggiormente in grado di badare agli interessi di un bambino. La madre è solo la fattrice incidentale. Questo è solo un esempio, non sto nemmeno a citare il trattamento completamente differente in caso di adulterio, per dirne una. Adulterio se l'adultera era una donna. Concubinato se l'adultero era un uomo, che doveva implicare una seconda relazione condotta praticamente alla luce del sole.
Non condivido totalmente i metodi delle femministe degli anni '70, ma indubbiamente, se abbiamo qualche diritto in più, lo dobbiamo a loro. Non condivido la politica della contrapposizione tra i sessi a tutti i costi. Penso piuttosto che maschi e femmine debbano essere pari pur nella loro diversità. Essere diversi non deve implicare un rapporto di subordinazione.  
Per quanto mi riguarda, il mio 8 marzo sarà il giorno in cui sarò riuscita a raggiungere la piena indipendenza economica e potrò badare a me stessa e magari a qualcun altro; il mio 8 marzo sarà quando in una riunione smetteranno di chiamare il mio collega uomo "dottor X" e me "Effe". Come se fosse scontato che io sono la segretaria solo perchè sono una donna. 
Allora, quel giorno, lo cerchierò in rosso sul calendario e ogni anno mi comprerò una bottiglia di champagne e brinderò a tutte le donne che hanno lottato anche per me.

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