martedì 16 marzo 2010

Impossibilità di scelta

Ogni tanto mi piace lasciare briglia sciolta all'immaginazione e fantasticare su come sarebbe stata la mia vita nel passato. Diciamo un paio di secoli fa. Mi vedo nell'Ottocento, con corsetti, vari strati di gonne, crinoline, pizzi e merletti. Di solito mi stufo subito, le donne all'epoca, anche quelle di buona famiglia, non è che facessero una vita molto eccitante. Anzi, per dirla tutta doveva essere una barba. Ricamo al piccolo punto, lezioni di musica e di canto, e la ricerca spasmodica di un marito prima di toccare i 20, se no eri già fuori mercato. Forse se avevi la fortuna di non morire di parto (o di appendicite, o di una qualunque altra banale infezione o malattia) e tuo marito schiattava di infarto potevi goderti qualche anno di libertà, ma altrimenti eri condannata agli arresti. Quindi diciamo che le mie fantasie, di fronte a questo muro di realismo, si frantumano piuttosto rapidamente. 
Però oggi mi è balenato il pensiero che forse, tranne in qualche raro caso, magari non era una vita infelice. Non puoi sentire la mancanza di ciò che non hai mai avuto. La libertà, l'indipendenza, la parità di diritti, la medicina moderna, i mezzi di comunicazione, sono dipendenze che ho sviluppato perché le ho potute sperimentare. Con la coscienza di oggi non potrei vivere nel passato. 
Ma se fossi nata nel passato probabilmente mi sarei trovata relativamente bene. Forse la mia vita sarebbe stata addirittura più semplice. Avrei avuto una strada già pianificata fin dalla culla, senza possibilità di scegliere; scegliere è faticoso, non so se siete d'accordo. Ho sempre enormi difficoltà a farlo, personalmente; vorrei poter fare tutto per paura di perdermi qualcosa. Vorrei andare a casa da mia mamma e dai miei amici di sempre ma vorrei anche restare a Milano per non perdermi le serate qui. Vorrei cambiare lavoro per vedere se riesco a prendere il volo, ma vorrei restare per vedere se le cose mi possono andare bene anche qui; vorrei sistemarmi e trovare una stabilità, ma non vorrei perdere quel brivido e quel senso di libertà che mi dà il vivere alla giornata. Tanto per fare qualche esempio. 
E ora mi chiedo se avere una scelta troppo ampia di possibilità non sia in realtà una condizione paralizzante. 

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